Vannacci all'assalto del Nord.
Lega in (retro)guardia padana
Davide Depascale 07:00 Venerdì 14 Novembre 2025
Il Generale muove le sue truppe tra Piemonte e Lombardia, il partito scava la trincea. Intanto i fuoriusciti del Carroccio celebrano il primo congresso. Tra loro l'ex deputato Togni: "Non passa giorno senza che qualche vecchio militante si unisca a noi"
Mentre i nostalgici fuoriusciti dalla Lega si riorganizzano con un congresso e la vecchia guardia rimasta fedele al Carroccio prova a riguadagnare terreno, anche Roberto Vannacci si fa il suo partito del Nord. All’indomani del rilancio dei dipartimenti tematici da parte delle varie segreterie regionali, il Generale risponde benedicendo l’alleanza tra la “Legione del Castello” – che riunisce vari “Team” dell’associazione Mondo al Contrario tra Lombardia e Piemonte – e l’associazione “Il Nord X Vannacci”, fondata dal faccendiere bresciano Gianmario Ferramonti. “Nonostante una certa stampa e i travasi di bile di una certa sinistra il Mondo Al Contrario cresce e la rete di sintonie e sinergie cresce. Se ne faranno una ragione”, esulta il Generale.
La battaglia per l’egemonia della Lega si combatte al di sopra della linea del Po, ma c’è chi la osserva con attenzione da fuori: il Patto per il Nord, formazione guidata dall’ex segretario della Lega Lombarda Paolo Grimoldi, si prepara al suo primo congresso federale, in programma questo fine settimana a Treviglio. Il coordinatore per il Piemonte sarà l’ex deputato leghista Renato Walter Togni, che non ha parole gentili per i suoi vecchi compagni di partito: “Nessuno li prende più sul serio ormai, si ricordano del Nord dopo aver parlato per mesi del Ponte sullo Stretto”.
La Legione marcia su Brescia
Ieri a Brescia si sono incontrati Gianfranco Chiari, tra i promotori dell’associazione “Il Nord X Vannacci”, e il critico d’arte Luca Sforzini, proprietario del Castello di Castellar Ponzano e ispiratore della “Legione del Castello” che riunisce i Team di Voghera, Pavia, Alessandria e Tortona. Dall’incontro è nata una nuova alleanza culturale e civico-politica per portare avanti le parole d’ordine dell’ex parà della Folgore. “Con Gianfranco Chiari abbiamo trovato immediatamente una visione comune”, dichiara Sforzini. “La Legione del Castello non si limita ad esser punto di riferimento di alcuni team Vannacci tra Lombardia e Piemonte: è un luogo di radicamento, elaborazione culturale e costruzione.
Con Il Nord X Vannacci esiste un’affinità naturale: visione, radici, identità. Da oggi comincia un percorso comune che rafforzerà l’intero fronte del Nord”. Mentre all’interno della Lega si continua a discutere dell’opportunita di dividere il partito in due sul modello Cdu-Csu, con una formazione nazionale e una settentrionale, i vannacciani passano ai fatti e lanciano la sfida alla vecchia guardia leghista: “L’alleanza avrà come primo obiettivo quello di coordinare iniziative congiunte tra Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto ed Emilia, consolidando una rete che dalle province a cavallo del fiume Po si estende verso tutto il Nord”. Il Rubicone è stato oltrepassato, stavolta al contrario.
Soccorso nero
Alla congrega dei vannacciani si unisce il milanese Roberto Jonghi Lavarini, soprannominato il “barone nero” per le sue origini nobiliari unite alla nostalgia per il Ventennio fascista e l’Asse Roma-Berlino. L’endorsement arriva direttamente con un eccentrico post sul suo profilo Facebook, dove annuncia la sua adesione alla Legione del Castello: “Quando Sforzini ha suonato il corno della tradizione, da tutta la Lombardia e il Piemonte son giunti uomini di fede, giovani cavalieri e vecchi comandanti, non solo per sostenere il generale paracadutista e la destracentro di governo, ma soprattutto per servire la terra dei nostri padri, tradizioni e identità, sicurezza e benessere. In questa nuova impresa poteva, quindi, mancare il Barone Nero?” L’operazione nostalgia di Vannacci sembra aver colpito il bersaglio.
Ramoscello d’ulivo
L’iniziativa di Chiari e Sforzini, finalizzata al radicamento sul territorio dei seguaci di Vannacci, è perfettamente speculare a quella promossa dalla Lega – in Piemonte dal segretario regionale (nonché capogruppo alla Camera) Riccardo Molinari – che vuole rilanciare i dipartimenti tematici per rafforzarsi sul territorio e porre rimedio alla disaffezione dei militanti storici, sempre più lontani dal Carroccio. Ma è lo stesso Sforzini a tendere la mano alla vecchia guardia leghista, aprendo al dialogo: “Salutiamo con favore il rilancio organizzativo della Lega e dei suoi dipartimenti regionali.
È un segnale di vitalità e di attenzione concreta ai territori”. Sforzini ha inoltre voluto rivolgere un saluto personale a Molinari, al capogruppo al Senato Massimiliano Romeo e all’ex ministro Gian Marco Centinaio, come lui originario di Pavia: “Li considero persone serissime, di esperienza e di visione. Con loro condividiamo il rispetto per la storia, il senso dell’appartenenza e la convinzione che solo una rinascita culturale profonda può rigenerare anche la politica. Il nostro Castello resta casa aperta per ogni dialogo costruttivo su identità, cultura e libertà”. Se questo ramoscello d’ulivo verrà accettato dagli “amici” Molinari, Romeo e Centinaio è però tutto da vedere.
Praterie per i nordisti
Chi invece non lancia nessun messaggio di distensione è Walter Togni, coordinatore per il Piemonte del Patto per il Nord, che sabato e domenica celebrerà a Treviglio (in provincia di Bergamo) il suo primo congresso, trasformandosi da associazione politico-culturale a vero e proprio partito. “Siamo il sindacato del Nord, dobbiamo riempire lo spazio lasciato vuoto dalla Lega”.
La nuova formazione, guidata da Paolo Grimoldi, non fa alcuna distinzione tra vannacciani e leghisti vecchio stampo, il punto di non ritorno è stato tracciato anni fa da Matteo Salvini: “La Lega è morta nel 2017, quando si è trasformata in Lega Salvini Premier. Si sono serviti di Vannacci perché senza lui rischiavano di non superare nemmeno lo sbarramento alle ultime Europee, ora è passato all’incasso e gli hanno dato la vicepresidenza”, continua Togni, che è fiducioso della crescita del partito: “Non passa giorno in cui qualcuno della Lega Salvini passi con noi. Lo scontro interno ci fa comodo: abbiamo grosse prospettive avendoci lasciato uno spazio terribile”.
Nemmeno il tema dell’autonomia, secondo Togni, risolleverà le sorti del Carroccio: “Non si arriverà mai a nulla, manca la volontà politica: è la Meloni a dare le carte e a lei l’autonomia non interessa”. Così, mentre vannacciani e autonomisti continuano a contendersi quel che resta della Lega, il Patto per il Nord siede sulla riva, aspettando (e sperando) che passi il cadavere.


