RIFORME

Autonomia, un mercoledì da leoni. Calderoli in Regione per la firma

Il ministro atteso al grattacielo dove sottoscriverà le pre-intese su quattro materie non Lep. Il Piemonte nel quartetto di testa con Lombardia, Liguria e Veneto. Bussalino (Lega): "Decisivo passo in avanti". Accelerazione prima del voto per il dopo Zaia

L’idea cullata nella calura agostana, mitigata dai noccioleti del suo buen retiro in Monferrato, era quella di siglare le pre-intese sull’autonomia con le quattro Regioni del Nord prima del raduno settembrino di Pontida. Mille e una ragione, tra cui fors’anche quelle in odore di tattica degli alleati, avevano mandato all’aria i piani  a Roberto Calderoli, costretto a procrastinare un passaggio importante verso l’agognata autonomia regionale afforzata e cruciale per la Lega che ne ha fatto da tempo la sua bandiera, anche e non poco al suo interno rispetto alla linea nazional-sovranista, a tacer del fatto delle ardite e imbarazzanti derive vannacciane.

Ora il ministro per gli Affari Regionali pare deciso a recuperare il tempo perduto, premendo sull’acceleratore lungo le strade del Nord. La notizia è ancora in attesa di conferma, ma parrebbe che già mercoledì prossimo Calderoli potrebbe arrivare al grattacielo del Lingotto per sottoscrivere con il presidente Alberto Cirio le pre-intese sulle quattro materie che non prevedono i Lep, i livelli essenziali di prestazione, cui il Piemonte sta lavorando da tempo insieme a LiguriaLombardia e Veneto.

Il Sud sulle barricate

Protezione civile, Previdenza complementare integrativa, Professioni e Coordinamento della finanza pubblica in ambito sanitario sono le quattro tematiche oggetto di questo primo passo verso ben altri trasferimenti dallo Stato alle Regioni attese da queste ultime nel Nord del Paese, mentre non si attenua il fronte contrario al Sud dove non è solo il centrosinistra a tenere alta la guardia, ma anche governatori come il forzista alla guida della Calabria Roberto Occhiuto.

Quest’ultimo, ancora pochi giorni fa parlando a un convegno di Forza Italia, ha ribadito che “non c’è nessun pregiudizio, non abbiamo complessi, ma vogliamo che la competizione sia fatta ad armi pari perché, se uno corre con la Ferrari e un altro con la Panda non va bene. L’autonomia – ha aggiunto – si può fare, ma solo dopo che sarà rispettato il dettato della Corte Costituzionale, che dice che vanno finanziati i Lep, quindi i cittadini devono avere le stesse prestazioni, sia che siano residenti a Salerno sia che siano residenti a Vercelli”. Occhiuto parlava al suo partito di cui è vicesegretario nazionale, condividendo questo ruolo proprio con Cirio, il quale da qui a pochi giorni dovrebbe firmare il documento portato a Torino da Calderoli. 

Cirio e Occhiuto 

Ruoli istituzionali e politici, naturalmente, restano distinti o perlomeno dovrebbero. Facile, ad ogni buon conto e vista l’abilità del governatore piemontese a dosare visibilità e toni a seconda dell’utilità (sua) della circostanza che, anche per riconoscere alla Lega la sua battaglia, sia l’assessore Enrico Bussalino a tenere la scena, specie per quanto riguarda proprio la parte più politica della vicenda. 

“Il Piemonte è pronto a proseguire celermente l’iter dell’Autonomia differenziata per arrivare in tempi rapidi alla firma di un’intesa con il Governo”, aveva detto quando i tempi parevano più rapidi. Oggi quando la firma sembra davvero questione di giorni ribadisce il concetto: “Abbiamo bisogno dell’autonomia per rendere più efficace ed efficiente la pubblica amministrazione, per dare risposte più rapide ai cittadini e valorizzare al meglio le competenze del nostro territorio. La firma delle preintese rappresenterà un passo importante verso l’autonomia differenziata e – aggiunge l’assessore leghista – darà ulteriore forza al lavoro svolto finora, definendo in modo sempre più chiaro competenze, responsabilità e obiettivi concreti”. 

Accelerata da Nord-Est

La conferma sulla data di mercoledì è attesa a breve, ma tutto lascia supporre che giorno più giorno meno l’appuntamento sull’agenda del ministro è sottolineato. E, questo, non tanto e non solo per il Piemonte quanto per un’altra delle quattro Regioni in attesa qual è il Veneto. L’obiettivo del ministro e del suo partito è infatti di sottoscrivere le preintese sotto lo stendardo di San Marco prima del voto amministrativo del 22 e 23 novembre che dovrebbe portare Enrico Stefani a succedere a Luca Zaia

print_icon