Sindaci Pd chiedono spazio, Schlein promette attenzione.
Lo Russo gran ciambellano
Davide Depascale, inviato a Bologna 15:37 Sabato 15 Novembre 2025
Dal palco dell'assemblea bolognese a farsi portavoce della richiesta corale dei primi cittadini è Sala: "Elly apri il partito non solo a chi fa tante parole". L'inquilino di Palazzo civico evita di impicciarsi di politica e si limita prudentemente a fare il valletto sul palco
La due giorni bolognese degli amministratori Pd al Dumbo si è chiusa come era iniziata: con la sensazione che il partito stia vivendo una lunga stagione di indeterminatezza della sua linea politica di fronte alla quale i sindaci chiedono di contare di più, mentre Elly Schlein prova a ricucire un rapporto che negli ultimi mesi ha mostrato vistose crepe.
Un’assemblea nata sulla scia immediata del congresso annuale dell’Anci, tanto da apparire quasi come una sua prosecuzione in versione dem. E non è un caso che sul palco, accanto alla segretaria, si siano alternati protagonisti di primo piano dell’associazione dei primi cittadini italiani: il presidente e sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo – coordinatore nazionale dei sindaci Pd e, non a caso, uno dei vicepresidenti Anci – oltre ai primi cittadini delle maggiori città italiane.
Lo Russo si è ritagliato il ruolo uomo macchina dell’evento, moderando (insieme alla schleiniana di ferro Marta Bonafoni) i dibattiti della mattinata, incassando ringraziamenti e complimenti di Elly per l’organizzazione della kermesse. Ma a dare voce al crescente malumore dei territori nei confronti del governo Meloni – e, indirettamente, alle distanze interne al Pd – sono gli altri colleghi delle grandi città: Manfredi, il romano Roberto Gualtieri, Vito Leccese di Bari, la fiorentina Sara Funaro e soprattutto il milanese Beppe Sala, che non ha risparmiato una frecciata alla segretaria. Un coro che, pur con toni diversi, rivendica più poteri, più risorse e meno burocrazia per chi amministra le città, e oggi costituisce la vera opposizione all’esecutivo di centrodestra.
Manfredi chiede più poteri
Il presidente dell’Anci dà la stura al malessere dei sindaci verso norme percepite come obsolete e verso una riforma degli enti locali che non arriva mai. “Agiamo con leggi di decenni fa. Si parla di premierato, di autonomia differenziata, ma nessuno dice una parola sulla riforma dei Comuni”, denuncia Manfredi. “Dateci i poteri. Poi serviranno anche le risorse, certo, ma iniziamo dal darci gli strumenti. Spesso non possiamo fare ciò che dovremmo non per mancanza di volontà, ma per vincoli che ci paralizzano”.
Sala graffia Schlein: "Apri il partito"
L’intervento più critico è stato quello di Sala, che non ha la tessera del Pd ma non perde quasi mai l’occasione per mandare messaggi diretti ai vertici del Nazareno. “Elly, fai uno sforzo ulteriore. Apri il partito agli amministratori, a chi vuole vincere e lottare, non solo a chi vive di parole. Fai questo e potremo vincere”, ha affermato l’inquilino di Palazzo Marino, invitando a mettere da parte le discussioni sulla leadership personale a favore della “leadership delle idee”. Una stilettata che risuona in platea e che sembra intercettare un sentimento diffuso: la distanza fra la linea nazionale del Pd e il mondo delle amministrazioni locali, quel “partito dei sindaci” che sembrava essersi eclissato e che in questi giorni, nel combinato disposto tra assemblea Anci e reunion degli amministratori dem, ha trovato l’occasione per reclamare il suo spazio.
Leccese: "La sicurezza è di sinistra"
Il sindaco di Bari porta sul palco il tema più inaspettato per una platea progressista: la sicurezza urbana. “È un tema di sinistra”, ribadisce. E attacca il governo per i “22 mila posti vacanti nelle forze dell’ordine” e per una gestione delle politiche di ordine pubblico che, a suo avviso, scarica responsabilità sui territori senza fornire strumenti adeguati. Il sindaco di Roma Gualtieri (che è anche a capo di Ali, l’associazione che riunisce i sindaci progressisti e che anch’essa si riuniva in questi giorni) ha insistito sul nodo dei tagli del governo e sulla difficoltà crescente di conciliare bilanci, servizi essenziali e investimenti. A suo dire, il governo Meloni “indebolisce deliberatamente le autonomie”, mentre i sindaci si trovano esposti al malcontento dei cittadini.
Tanti sindaci, pochi parlamentari
Il dato politico più evidente è però la platea: quasi esclusivamente composta da amministratori locali, con una presenza parlamentare ridottissima. Un segnale di scollamento che la stessa Schlein, nel suo lungo intervento finale, non evita di affrontare. “Se avete sentito distanza, lavoriamo per calmarla. Siamo qui per voi”, dice, ringraziando ancora una volta Lo Russo e promettendo che il dialogo con i sindaci “verrà ulteriormente implementato”.
La virata securitaria
Una parte importante del suo discorso è dedicata proprio alla sicurezza, tema tradizionalmente meno frequentato dalla sinistra ma molto sentito dagli amministratori. Schlein attacca Meloni: “Governa da tre anni e le sue politiche sulla sicurezza hanno fallito. Trasformano la sicurezza in una clava politica: quando arrestano un criminale è merito del governo, quando avviene un reato è colpa del sindaco, possibilmente del Pd”. Poi la segretaria opta per una virata concettuale: “Per noi la sicurezza è un diritto, è libertà. Si regge su repressione e prevenzione insieme. Non basta rafforzare i presidi di polizia se non si investe nei servizi sociali, nelle scuole, nei territori, nel terzo settore”. Una scelta di campo netta, con ogni probabilità influenzata dalle sensibilità della platea, ma che segna un cambio di passo rispetto a certa tradizione dem, in particolar modo quella più recente.
Attacco alla manovra: "Basta scaricabarile"
Il resto del discorso è un lungo affondo contro la legge di bilancio del governo Meloni, accusato di aver “scaricato sui sindaci il peso dei tagli” e di aver “tolto risorse fondamentali”, dal fondo affitti alla morosità incolpevole, fino ai trasporti locali. “Dire che questa è la prima manovra senza tagli è una presa in giro”, incalza la segretaria, snocciolando numeri e denunciando “una precisa strategia per indebolire Comuni, Province e Città metropolitane”.
"Non perdiamoci di vista"
Nel corso delle due giornate, i tavoli tematici hanno discusso soprattutto di casa, sicurezza urbana, politiche sociali, trasporto pubblico, aree interne, servizi per disabilità e fragilità. La sindaca di Firenze, Funaro, chiede un ministero dedicato all’abitare e risorse vere per affitti e case popolari. Schlein rilancia sul ruolo dei sindaci come “dimostrazione vivente” di ciò che il Pd vorrebbe fare a livello nazionale: “Voi già realizzate ogni giorno le cose in cui crediamo. Non le diciamo soltanto”.
L’assemblea si chiude con un invito a rivedersi presto e con l’idea che il Pd voglia ripartire dai territori per costruire un’alternativa al governo Meloni. “Non perdiamoci di vista”, conclude la segretaria. “Le città, le province, le regioni stanno già costruendo un’Italia migliore. Sarà il volto con cui andremo a vincere le prossime elezioni”.
Una chiusura che suona come un patto: Schlein chiede fiducia ai sindaci; i sindaci chiedono ascolto al partito. Resta da capire se, al di là degli applausi, la distanza percepita in sala saprà davvero ridursi nei prossimi mesi. E se Lo Russo, in qualità coordinatore dei sindaci, saprà giocare un ruolo di primo piano, facendosi portavoce delle istanze dei territori, o se come oggi lascerà ai suoi colleghi l’oneroso compito, preferendo agire da uomo macchina ma senza sporcarsi troppo le mani.


