Giovani torinesi bene su alimentazione ma fanno poca prevenzione

Promossi sull'alimentazione ma bocciati sui controlli di prevenzione e sport. E' l'identikit dei giovani torinesi e delle loro scelte in fatto di salute, secondo quanto emerge dall'ultima indagine dell'Osservatorio Sanità di UniSalute in collaborazione con Nomisma. Dalla ricerca emerge una certa trascuratezza sul fronte della prevenzione: solo il 45% fa controlli regolari a scopo preventivo, mentre la maggioranza (54%) non fa visite se non riscontra dei sintomi. Questo atteggiamento fa sì che, ad esempio, il 43% degli under 40 del capoluogo piemontese non abbia mai effettuato una visita dermatologica, il 36% non si sia mai sottoposto a un elettrocardiogramma, e oltre una giovane donna su quattro (26%) non vada dal ginecologo da almeno 3 anni. Questo nonostante il 91% degli intervistati condivida l'idea che sia importante fare regolarmente controlli di prevenzione. Molti danno poca attenzione anche all'attività fisica: poco più di un giovane su tre (35%) pratica sport in maniera regolare, a cui si aggiunge un 25% che lo fa in maniera saltuaria. L'altra metà del campione cerca di fare movimento non appena ne ha la possibilità (24%), o si dichiara totalmente sedentaria (16%). A tavola, invece, i giovani torinesi mostrano una maggior consapevolezza. La maggioranza non si allontana troppo dalle proprie radici, con oltre la metà (59%) che dichiara di avere un'alimentazione in linea con la tradizione italiana. Il 79% mangia pasta e pane 4 o 5 volte a settimana, e tre su quattro (75%) consumano frutta e verdura almeno una volta al giorno. Il 23% cerca esplicitamente di avere uno stile alimentare con pochi grassi, sono in tanti a rinunciare ai dolci, con il 37% che dice di mangiarli al massimo una volta a settimana. Circa due su cinque evitano nella loro settimana tipo anche le bevande gassate (41%) e zuccherate (37%). Infine, questa moderazione si riscontra anche nel consumo di alcol: oltre la metà beve alcolici meno di una volta a settimana, e più di uno su quattro (27%) evita del tutto sia il vino che la birra. Ancora più alta la percentuale di chi si astiene dai superalcolici: più di un terzo del campione (36%).

print_icon