SANITÀ

Intramoenia in perdita, Molinette "fuorilegge"

Gli avvocati del sindacato Cimo chiedono spiegazioni e documenti al vertice della Città della Salute. Al centro della questione l'attività in libera professione. Il nodo del passivo, vietato per legge, di 402 mila euro. Intanto Sottile passa il consuntivo 2024 al microscopio

Altri dubbi e interrogativi si addensano sui conti della libera professione nel bilancio della Città della Salute. Mentre sugli oltre 7 milioni del Fondo Balduzzi cancellati dal consuntivo 2024 e sulla loro composizione per singola voce si concentra, come abbiamo scritto ieri, l’attenzione della direzione regionale della Sanità, a chiedere chiarimenti e documenti al vertice dell’azienda di corso Bramante è il sindacato dei medici Cimo.

La lettera dei legali

In una lettera inviata dallo studio legale Faletti per conto della segreteria aziendale del sindacato si evidenzia il saldo negativo di 402mila euro tra ricavi e costi dell’intramoenia per lo scorso anno ponendo una serie di interrogativi che sembrano lasciar intendere la volontà del sindacato di ottenere tutte le spiegazioni per fare piena chiarezza su una vicenda che, ad oggi, chiara non pare affatto.

La comunicazione con cui viene richiesta una serie di atti e tabelle pone, tuttavia, già una serie di elementi contabili da cui emergerebbe un quadro per molti aspetti inatteso nella gestione delle visite, dei ricoveri e delle altre prestazioni erogate a pagamento all’interno e all’esterno della struttura di corso Bramante. I legali del sindacato, dopo aver ricordato che la gestione della libera professione è vincolata per legge al necessario rispetto del pareggio di bilancio, evidenziano alcuni dati.

Cifre da spiegare

“Appare evidente il calo dei ricavi passati da 35,6 milioni di euro del 2023 a 33,9 milioni del 2024, calo del 4,58%”, li legge nella lettera dove il sindacato tramite i suoi legali rimarca come “meno chiaro, però, appare il calo molto più significativo delle quote retrocesse al personale che hanno subito una riduzione del 12,48% configurandosi come una significativa erosione die compensi dei professionisti in assenza di variazione delle trattenute concordate con le organizzazioni sindacali”. Insomma, gli introiti dei medici sarebbero calati decisamente di più rispetto alla diminuzione dei ricavi. E Cimo chiede la ragione di questo. Ma non solo. 

Se i costi sono diminuiti da 10,2 milioni del 2023 a 9,9 milioni dell’anno successivo, ciò avrebbe portato a un aumento delle competenze fisse per il personale amministrativo, passando da 464mila euro del 2023 a 752mila per il 2024. Anche in questo caso il sindacato dai camici bianchi chiede la ragione del raddoppio del costo del personale amministrativo, peraltro a fronte di un calo degli introiti incassati.

Fondo Balduzzi

Cimo al vertice della Città della Salute chiede pure quali risorse o quali fondi abbiano consentito all’azienda di accantonare sul Fondo Balduzzi 929mila euro in più rispetto al doverso accantonamento per il 2023 e, ancora, se questo accantonamento sia stato fatto a spese del bilancio della libera professione. Questioni tecniche e contabili che si susseguono nella dettagliata serie di richieste avanzate dal sindacato che pone sul tavolo del direttore generale Livio Tranchida anche aspetti relativi a un altro fondo, oltre a quello Balduzzi, e precisamente quello denominato di perequazione con cui si distribuiscono soldi al personale che non esercita direttamente l’intramoenia. In questo caso, come si può vedere in un documento del 2016 è nutrita la schiera di dirigenti amministrativi destinatari di quella parte aggiuntiva dello stipendio. 

Altre autorità 

Situazioni del passato che, trascinate anno dopo anno, non solo sono finite in parte nell’inchiesta della Procura della Repubblica che ha portato al rinvio a giudizio di 26 tra ex direttori e dirigenti di corso Bramante, ma che ora pongono ben più di un interrogativo sul bilancio firmato da Tranchida lo scorso 4 novembre. 

Così, mentre il direttore regionale della Sanità Antonino Sottile con la sua struttura passerà giorni a vagliare il documento, in particolare per la parte sulla gestione dell’intramoenia, subordinando la sua firma alla totale chiarezza, un altro fronte sembra aprirsi da parte sindacale. Che, come scrivono i legali “prima di rivolgere i medesimi quesiti ad altre autorità, attende repliche aziendali comprensive e chiarificatrici”.

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