Ex Ilva, Urso se ne lava le mani: "Colpa delle gestioni passate"
Gioele Urso 17:17 Martedì 25 Novembre 2025Il ministro risponde alle pesanti critiche di Bombardieri (Uil). E assicura di aver sempre lavorato per la continuità. Intanto i lavoratori dello stabilimento cuneese di Racconigi hanno bloccato la statale. Il 28 nuovo tavolo ministeriale a Roma - VIDEO
Mentre a Racconigi i lavoratori della ex Ilva bloccano la statale per protestare contro lo stop alla produzione, a Torino il ministro del Made in Italy, Adolfo Urso, risponde alle pesanti critiche che Pierpaolo Bombardieri, il segretario generale della Uil, gli ha rivolto contro qualche giorno fa. Il sindacalista senza nascondere alcuna vena polemica aveva detto: “Abbiamo imparato a diffidare delle dichiarazioni di Urso e ad aspettare i fatti”. Poi aveva aggiunto che il lavoro svolto dal ministro sta portando alla chiusura degli stabilimenti siderurgici.
Lo sciopero di Racconigi
Cresce la preoccupazione dei lavoratori ex Ilva per il loro futuro. A tre giorni da un nuovo tavolo di confronto che si terrà al ministero del Made in Italy alla presenza di enti locali e sindacati, a Racconigi gli operai sono scesi in strada a manifestare. Questa mattina, martedì 25 novembre, per circa mezz'ora è stata infatti bloccata la statale 20 davanti allo stabilimento cuneese. Una manifestazione che nasce per protestare contro il blocco della produzione causata dalla nuova cassa integrazione decisa da Acciaierie d'Italia.
“Solo tre dipendenti su 85 sono stati ammessi ai percorsi di riqualificazione professionale e nessuno tra quelli in cassa integrazione. È una beffa per un territorio che da anni attende un piano industriale credibile”, ha spiegato Mauro Calderoni, consigliere regionale del Pd presente al presidio.
Eredità pesante
A tentare di fare chiarezza sulla situazione è stato il ministro Adolfo Urso, questa mattina a Torino in occasione dell’avvio della produzione della 500 Ibrida. “Tutti i miei atti sono andati nella direzione della continuità, sin da quando creammo le condizioni affinché fosse possibile la ripresa attraverso la gestione commissariale di uno stabilimento che come tutti sanno nella precedente gestione ha avuto arrecati gravi danni”, ha spiegato il ministro.
In questo modo Urso risponde alle critiche che settimana scorsa gli sono state rivolte contro da Pierpaolo Bombardieri, il segretario generale della Uil. Secondo il ministro sulla situazione attuale peserebbe in modo decisivo la gestione passata: “Oggi forse non si ricorda appieno quello che accadde in quei giorni, perché in quella gestione furono chiusi due altiforni e il terzo altoforno, quando riuscimmo a prendere in mano l'azienda con i commissari straordinari, aveva appena un'autonomia di 4 giorni. È chiaro che il lascito di quell'eredità e anche se permettete di tutto il decennio precedente è piuttosto grave, pesante, la situazione è difficile, ma siamo impegnati in maniera continuativa a trovarla”.
"Situazione difficile ma ribadiamo l'impegno"
Sul futuro degli stabilimenti non vi è alcuna certezza. Qualche novità però potrebbe arrivare dall’Europa, la Commissione europea il 3 dicembre presenterà le misure di salvaguardia anche nel settore dell'acciaio e il 10 dicembre insieme alla revisione del regolamento della Co2 del settore delle auto verrà prsentata anche la revisione del Cbam, il Carbon Border Adjustment Mechanism.
Il prossimo appuntamento però non sarà a Bruxelles, ma a Roma al ministero dove il 28 novembre si terrà un tavolo durante il quale i commissari dell’ex Ilva presenteranno alle realtà locali la gestione operativa dell’azienda in questa fase di transizione.


