Case popolari in mani private, opposizione sulle barricate
Davide Depascale 17:12 Martedì 25 Novembre 2025Ostruzionismo al Consiglio regionale del Piemonte sul disegno di legge che consente di affidare a soggetti terzi una parte degli alloggi pubblici, Nel mirino l'assessore Marrone (FdI): "Robin Hood al contrario". Polemiche sulla "censura" in aula
Giornata di ostruzionismo a Palazzo Lascaris. La seduta odierna del Consiglio regionale del Piemonte è stata di fatto bloccata sull’esame delle sospensive presentate dalle opposizioni, decise a impedire l’avvio del dibattito relativo al disegno di legge sull’edilizia sociale dell’assessore al Welfare Maurizio Marrone, esponente di punta di Fratelli d’Italia. Una strategia che ha paralizzato la giornata odierna, ma che i gruppi di minoranza sono pronti a riproporre anche domani e giovedì.
Il ddl della discordia
Il disegno di legge in questione introduce la possibilità per i Comuni e le Atc di affidare a soggetti terzi, per un periodo fino a dieci anni, una quota degli alloggi non assegnabili e, elemento ancora più contestato, anche degli alloggi popolari già assegnabili. Proprio questa possibilità di esternalizzare il patrimonio abitativo pubblico, senza distinzione netta tra immobili fatiscenti e immobili pronti per l’uso, ad aver scatenato la reazione delle minoranze.
Con la capogruppo del Partito democratico Gianna Pentenero che parla di “sottrazione di patrimonio pubblico mascherata da valorizzazione” e accusa la Regione di non aver accolto la richiesta delle opposizioni di ascoltare tutti i sindaci coinvolti, ricordando come gli amministratori auditi abbiano espresso l’esigenza di maggiori investimenti per il recupero degli alloggi. Le opposizioni avrebbero anche proposto una mediazione, discutendo i soli emendamenti di merito (circa venti) ritirando tutti gli altri, ma senza trovare aperture da parte della maggioranza. Da qui la decisione di rallentare i lavori: così l’intera giornata di oggi è andata via discutendo di questioni sospensive e pregiudiziali, e gli emendamenti presentati sono già 2600.
Mezzo miliardo per le case
La capogruppo del Movimento 5 Stelle Sarah Disabato ha richiamato la relazione dell’Atc Piemonte Centrale, che quantifica in oltre 500 milioni di euro le risorse arrivate negli ultimi anni, attraverso i fondi del Pnrr e i proventi del Superbonus. “È paradossale sostenere oggi che manchino i fondi per ristrutturare le case popolari e che sia quindi necessario affidarle a terzi”, ha detto Disabato. “La Regione deve spiegare come siano state utilizzate queste risorse e perché non siano bastate a rimettere in circolazione gli immobili ancora chiusi. L’idea di cedere alloggi frutto di investimenti pubblici è semplicemente inaccettabile”.
Il suo collega di partito, l’ex assessore comunale Alberto Unia, ha definito Marrone “un Robin Hood al contrario”, perché a suo avviso il ddl da lui portato avanti toglie ai poveri per dare ai ricchi.
Bavaglio alle interrogazioni
Al clima teso sul ddl Marrone si aggiunge la polemica sulle accuse di censura operate dalla Giunta Cirio (in combutta con il presidente dell’aula Davide Nicco) su alcune interrogazioni, tra cui quelle del segretario regionale del Pd Domenico Rossi e della consigliera dem Nadia Conticelli, sul nuovo ospedale del Vco e sul gender gap, giudicate non ammissibili poiché prive dei requisiti d’urgenza.
L’ombra dei fondi
Il punto di maggiore frizione del ddl Marrone resta comunque la possibilità di includere nel provvedimento anche gli alloggi assegnabili, che secondo le forze politiche che si oppongono alla giunta di centrodestra guidata da Alberto Cirio potrebbero essere messi a disposizione delle famiglie in difficoltà invece di essere affidati a terzi. A questo si aggiunge l’assenza di un divieto di coinvolgere soggetti con finalità di lucro.
La capogruppo di Avs Alice Ravinale ha fatto notare come con questa legge una parte significativa degli alloggi popolari piemontesi possa finire nella disponibilità dei grandi fondi immobiliari. Timori condivisi dalla consigliera del Pd Monica Canalis, secondo cui, una volta in mano ai fondi, questi appartamenti non sarebbero più destinati alle fasce più fragili della popolazione: “Questo disegno di legge non solo non risponde all’emergenza abitativa, ma rischia di accentuarla”. E anche lo scontro tra maggioranza e opposizione a Palazzo Lascaris è destinato ad acuirsi nei prossimi giorni, a colpi di emendamenti e richieste di sospensiva.


