EDILIZIA SANITARIA

Un ospedale sulle "palafitte": ecco il nuovo Maria Vittoria

Presentato il progetto del nuovo polo sanitario di Torino nord. Sorgerà nel 2031 sull'area giostrai della Pellerina. Lo Russo: nessun rischio esondazione. I tecnici garantiscono per i prossimi 500 anni. Cirio fuga in avanti sul nome, ma c'è poca fantasia - VIDEO

Una stanza angusta al quarto piano dell’attuale ospedale Maria Vittoria. È questo il luogo che l’Asl Città di Torino ha scelto per presentare il progetto del nuovo polo sanitario che verrà costruito nell’area giostrai del parco della Pellerina. Un sottotetto buio, scomodo, che si riempie in fretta e che ha una sola uscita verso il corridoio. C’è anche chi ironizza: “Questo luogo è la dimostrazione quanto sia necessario il nuovo nosocomio”.

Migliore scelta possibile

Nel 2031 Torino avrà un nuovo ospedale, nonostante ci sia ancora chi protesta contro la decisione di edificarlo a ridosso di un parco pubblico. È il caso degli attivisti ambientali dei comitati “Salviamo la Pellerina” e “Assemblea Pellerina” che anche questa mattina, mercoledì 26 novembre 2025, si sono presentati, volantini alla mano, davanti al civico 72 di via Cibrario per ribadire la propria contrarietà all’opera.

È anche a loro che si rivolge il sindaco Stefano Lo Russo quando spiega che Comune e Regione Piemonte sono stati “estremamente rigorosi nell’identificare l’area che era la migliore tra quelle possibili”. In sala, davanti a lui, sono seduti due esponenti dei comitati, che riprendono con due videocamere l’intera conferenza stampa. Non senza destare qualche preoccupazione in chi ha organizzato l’evento.

Lo Russo, in apparenza impermeabile a qualsiasi critica, va avanti per la sua strada e dedica buona parte del suo intervento a spiegare le ragioni che fanno di quell’area la migliore possibile. Tanto da arrivare a scomodare addirittura la sua laurea in geologia: “So bene quali erano le contestazioni legate alla quota di piena della Dora. Grazie alla tecnica e a tutto quel che oggi nel 2025 si può fare quando si progetta un’infrastruttura, abbiamo scoperto che si può lavorare in quell’area adottando soluzioni progettuali che mettono in sicurezza da un’eventuale piena”.

L’ospedale verrà costruito sei metri sopra il livello dell’esondazione della Dora avvenuta in seguito all’alluvione dell’ottobre del 2000 (massima piena storica) e, così hanno detto, quel valore dovrebbe essere attendibile per i prossimi 500 anni.

Guarda il video con le dichiarazioni

I numeri dell’ospedale

"Si tratta di un'occasione importante per rilanciare la sanità pubblica a Torino, ma soprattutto per migliorare la qualità della vità ai nostri operatori e ai pazienti in quest'area. Tenete conto che il Maria Vittoria è l'ospedale in Regione Piemonte che fa il maggior numero di passaggi in pronto soccorso". A spiegare quanto l'operazione sia importante è Carlo Picco, direttore generale dell'Asl e uomo vicino al centrodestra, che per buona parte del tempo è stato gomito a gomito con Cirio a parlottare. 

L’investimento per l’ospedale sarà di 347 milioni di euro. In totale ci saranno 503 posti, che sono di più rispetto alla somma di quelli che attualmente hanno il Maria Vittoria e l’Amedeo di Savoia messi insieme. La struttura sarà composta da sei torri dedicate alla degenza, realizzate su un piano piastra, otto sale operatorie, quattro sale ibride, tredici sale diagnostiche a servizio del pronto soccorso, un'autorimessa con 778 posti, un energy center e un sistema di terrazze esterne.

Quella di questa mattina è stata l’ennesima occasione per il presidente Cirio di snocciolare i numeri del suo mandato. Dal 2019 a oggi in Piemonte sono stati avviati 11 progetto per altrettanti nuovi ospedali che sono finanziati e in corso di progettazione: “Questo è quello più avanti e l’abbiamo presentato alla Conferenza dei servizi”. Per realizzare l’opera ci vorranno quattro anni e, come detto, si stima che l’inaugurazione sarà nel 2031.

Il progetto completo

Il nodo nome

Piccola nota di colore sul nome del nuovo ospedale. Qualcuno assistendo alla presentazione del progetto non è stato indifferente alla piccola malizia di Cirio sulla questione. In chiusura del suo intervento ha spiegato che i medici dell’attuale Maria Vittoria gli hanno suggerito di mantenere l’attuale denominazione dell’ospedale a cui sarebbero fortemente affezionati: “Io sono stato riscaldato dalla valutazione – ha detto per poi concludere – Ho trasmessa la riflessione al sindaco che la valuterà perché la scelta la faremo insieme, ma credo che nessuno più di chi vive, abita e rende viva una struttura abbia diritto di sceglierne il nome”. Come mettere Lo Russo con le spalle al muro.  

Nuovo ospedale di Torino nord

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