Case popolari, ok al ddl Marrone.
Il canguro batte l'ostruzionismo
Davide Depascale 17:16 Mercoledì 26 Novembre 2025
Con un emendamento ad hoc, l'assessore meloniano al Welfare ha spazzato via le resistenze della minoranza, pur concedendo qualche punto. Il centrodestra festeggia. Opposizione: "La Giunta Cirio ha dichiarato la sua resa, svendendo il patrimonio pubblico"
Un canguro spazza via l’ostruzionismo delle opposizioni e il ddl 107 sull’edilizia sociale, promosso dall’assessore al Welfare Maurizio Marrone, è legge. E se i gruppi di minoranza hanno presentato più di 2600 emendamenti per bloccarne l’approvazioneall’esponente di Fratelli d’Italia ne è bastato uno per vanificare ogni sforzo: riscrivendo parzialmente il provvedimento (unico risultato ottenuto dal campo largo), è riuscito a portarlo a casa, non senza veementi proteste: “Avete svenduto il patrimonio pubblico”, tuona la capogruppo del Movimento 5 Stelle Sarah Disabato.
La cangurata
La giornata di ieri a Palazzo Lascaris si era chiusa con un impasse totale, dopo un’intera seduta segnata dalle manovre ostruzionistiche dei consiglieri di opposizione, che hanno bloccato la discussione del provvedimento con questioni pregiudiziali e richieste di sospensiva. Il muro contro muro sembrava destinato ad andare avanti anche oggi, con la maggioranza che non aveva dato segni di apertura alle proposte dell’opposizione. “Non cambieremo di una virgola il provvedimento”, avevano detto nell’ultima riunione dei capigruppo. Marrone però nel suo emendamento “canguro” (che sostituisce l’articolo precedente, al quale erano collegati gli emendamenti dell’opposizione) qualche piccolo passo in direzione della minoranza l’ha fatto, riducendo da dieci a otto anni il periodo di utilizzo degli alloggi da parte dei terzi e specificando che i proventi concorreranno alla manutenzione del patrimonio di edilizia sociale.
Una mossa che l’opposizione sembra aver apprezzato, al punto da dimenticarsi di votare contro l’emendamento in questione, limitandosi a non partecipare al voto. “Qualcuno, o meglio qualcuna, non ha capito cosa votava”, si mormora in aula, visto che l’indicazione sarebbe dovuta arrivare dalle capogruppo. Si arriva così al risultato paradossale per cui la minoranza si oppone alla norma nella sua interezza, ma non all’emendamento che ne costituisce l’ossatura.
Cosa prevede il ddl Marrone
Il Ddl 107, promosso dall’assessore Marrone, mira principalmente a rimettere in uso una parte consistente del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, oggi inutilizzabile. Molti alloggi infatti oggi restano vuoti, perché necessitano di lavori di manutenzione che gli enti pubblici non riescono a finanziare. La proposta di legge introduce quindi un meccanismo che consente di assegnare temporaneamente questi appartamenti a enti pubblici o organizzazioni – come ministeri, aziende sanitarie, realtà del terzo settore ma anche fondi privati – che si impegnano a ristrutturarli a proprie spese. In cambio, gli enti ottengono l’uso degli alloggi per un periodo di massimo otto anni, al termine del quale gli appartamenti dovrebbero tornare alla disponibilità ordinaria di Atc e Comuni per essere assegnati a chi è in graduatoria.
"Basta soluzioni bolsceviche"
Per i promotori, la misura rappresenta un modo per sbloccare un patrimonio altrimenti fermo e riportarlo gradualmente alla funzione sociale originaria: “Con questa legge valorizziamo il patrimonio edilizio regionale, aumentando la quota di alloggi assegnabili senza aggravi per le casse regionali”, sottolinea la vice capogruppo di FdI Alessandra Binzoni, relatrice del testo, mentre il capogruppo leghista Fabrizio Ricca parla di “intervento con raziocinio” in contrapposizione alle misure proposte dalla sinistra: “Per ampliare l’offerta abitativa non servono soluzioni ideologiche e bolsceviche, con questo provvedimento votato oggi in aula tuteliamo i proprietari e chi ha diritto ad un alloggio”.
Resa e fallimento
Di tutt’altro avviso i gruppi di opposizione: “Il Ddl 107 affronta il tema degli alloggi chiusi per mancanza di manutenzione, ma rischia di sottrarre abitazioni che potrebbero essere rese assegnabili”, avverte la capogruppo del Pd Gianna Pentenero, mentre il M5s parla senza mezzi di termini di fallimento della giunta guidata dal governatore Alberto Cirio: “Con il Ddl Marrone la Giunta Cirio ha deciso di dichiarare definitivamente la resa sul tema della casa e svendere senza vergogna un patrimonio che il Centrodestra non è riuscito ad amministrare, nonostante tutti i soldi piovuti sul Piemonte”, scrivono in un comunicato i consiglieri pentastellati. “Questo ddl non affronta nessuna delle vere emergenze legate alla casa”, sostiene Vittoria Nallo (Stati Uniti d’Europa), mentre Alice Ravinale di Avs parla di “legge che riduce le case popolari per chi ne ha bisogno. Alla fine, il provvedimento è stato approvato con 29 voti a favori e 20 contrari. La mossa del canguro di Marrone ha funzionato, l’ostruzionismo delle opposizioni molto meno.


