ECONOMIA DOMESTICA

In piazza Cobas e studenti, tra 15 giorni tocca alla Cgil

I sindacati di base sfilano in corteo per Torino. Protesta contro la precarietà dei lavoratori, ma anche contro le spese militari. Nel mirino le parole del ministro Crosetto che ha aperto alla reintroduzione della leva militare volontaria

Dal contrasto alla precarietà, alla netta opposizione alla militarizzazione. Anche Torino è scesa in piazza per lo sciopero generale indetto dai sindacati di base. All’interno del corteo, che si è mosso da piazza XVIII Dicembre, non c’erano solo i lavoratori, ma anche studenti e attivisti pro Palestina. La Cgil è stata invitata a partecipare alla mobilitazione, ma non ha aderito allo sciopero di oggi e scenderà in piazza il 12 dicembre.

Giù le armi, su i salari

Dal megafono non solo slogan contro le condizioni salariali non sufficienti, ma anche contro le parole che il ministro Guido Crosetto ha pronunciato ieri, giovedì 27 novembre 2025, aprendo alla reintroduzione della leva militare volontaria. I sindacati di base Cub, Usb, Sgb, Cobas e Usi-Cit, non si sono dunque solo mobilitati contro i provvedimenti del Governo in ambito economico, ma anche contro le spese militari. “Giù le armi, su i salari” era lo slogan del manifesto di apertura del corteo. Tra le richieste che vengono avanzate dai sindacati ci sono massicci investimenti nella scuola, sanità, trasporti, ma anche il taglio drastico delle spese militari.

Poi le condizioni salariali dei lavoratori, che sono sempre più spesso precari. Quelli che vengono chiesti sono aumenti salariali che recuperino il potere d’acquisto perso nell’ultimo ventennio; l'adeguamento delle pensioni all’inflazione, rendendole pari all'ultimo stipendio in servizio; la riduzione dell'orario di lavoro e l'introduzione per legge del salario minimo; la fine del sostegno militare allo Stato di Israele in solidarietà con la lotta del popolo palestinese.

Nel mirino anche la finanziaria, la privatizzazione delle aziende energetiche, delle poste, delle telecomunicazioni, del trasporto pubblico, dei servizi di igiene ambientale, della sanità, dell'istruzione. Infine il grande calderone dei temi sociali: la violenza di genere e ogni divario salariale di genere, il ddl Sicurezza, l'autonomia differenziata.

La Cgil non aderisce

Chi ha deciso di non aderire alla mobilitazione indetta dai sindacati di base è stata la Cgil che invece scenderà in piazza tra due settimane. “Avremmo voluto partecipasse anche la Cgil per ripetere la grande e assai produttiva unità del 3 ottobre scorso: ma i nostri appelli non sono stati ascoltati”, si legge in una nota dei Cobas. Il 12 dicembre a Roma il sindacato guidato da Maurizio Landini manifesterà contro la finanziaria. Uno sciopero generale al quale però non parteciperanno Uil e Cisl che hanno deciso di organizzare altre due manifestazioni alternative.

La Uil scenderà in piazza domani, il 29 novembre, e, come ha spiegato il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, se è vero che la legge di bilancio non è tutta da buttare, è altrettanto vero che ci sono delle correzioni da sui capitoli che riguardano fisco e pensioni.

Per Mohamed Shahin

Il corteo di Torino non si è dimenticato di Mohamed Shahin, l’imam torinese che è stato trasferito al cpr di Caltanissetta nell’attesa del rimpatrio in Egitto. L’uomo nel corso di alcune manifestazioni pro Palestina aveva pubblicamento parlato della strage del 7 ottobre effettuata dai miliaziani Hamas. Quelle parole sono alla base del provvedimento di rimpatrio.

In suo sostegno negli ultimi giorni ci sono state diverse mobilitazioni. Ieri sera una fiaccolata in centro a Torino, mentre la rete del dialogo cristiano islamico di Torino ha diffuso una nota attraverso la quale ha chiesto la liberazione dell’imam.

Sciopero dei giornalisti

Sempre questa mattina in contemporanea con il corteo hanno manifestato i giornalisti. A convocare il presidio è stata l'Associazione Stampa Subalpina che ha organizzato un presidio in piazza Carignano. Lo sciopero nazionale è stato proclamato dalla Fnsi per il rinnovo del contratto di lavoro dei giornalisti. “La mobilitazione intende rivendicare dignità per il lavoro dei giornalisti dipendenti e dei giornalisti autonomi e precari, norme per il corretto utilizzo dell'intelligenza artificiale nelle redazioni, il riconoscimento anche economico del ruolo cruciale che il giornalismo riveste nell'ordinamento democratico del nostro Paese”. Si legge in una nota del sindacato.

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