Campo largo ma distanziato. Prove di alleanza in Piemonte
Davide Depascale 17:53 Venerdì 28 Novembre 2025Le capogruppo di opposizione in Consiglio Regionale hanno partecipato a due incontri ieri sera, ma da De Michele mancava la pentastellata Disabato, da Fiorentino la dem Pentenero. Ravinale e Nallo sempre presenti indicano la via: "Solo uniti si vince"
Un campo largo a geometrie variabili quello andato in scena ieri sera, con due incontri che hanno visto assenze strategiche e inviti non pervenuti. Il primo appuntamento ha visto la regia di Pino De Michele, decano del civismo torinese e fondatore di quell’Alleanza per Torino che sostenne la candidatura a sindaco di Valentino Castellani e di cui ancora custodisce il simbolo, che non va confuso con l’associazione omonima guidata dall’economista Pietro Garibaldi, a sostegno di Stefano Lo Russo anche se non si è ancora ben capito in che modo. Il secondo incontro, dal taglio decisamente più giovanile, è stato promosso dalla neonata associazione Progresso Civile, lanciata da Luca Fiorentino, piccolo imprenditore nel settore della canapa. Protagoniste dei due incontri le quattro capogruppo di opposizione del Consiglio Regionale, ma non tutte erano presenti in entrambi i consessi.
Campo largo? Meglio non parlarne
Alla casa del Pingone, luogo scelto da De Michele (che oggi presiede l’Alleanza dei Democratici, contenitore di varie liste civiche piemontesi) per l’incontro dal titolo “Priorità per il Piemonte. Astensionismo e primarie” c’erano infatti la capogruppo del Pd Gianna Pentenero e le sue colleghe Alice Ravinale (Avs) e Vittoria Nallo (Stati Uniti d’Europa), ma non Sarah Disabato, capogruppo del Movimento 5 Stelle a Palazzo Lascaris, già sfidante (al pari di Pentenero) del governatore Alberto Cirio alle ultime regionali. Un’assenza piuttosto ingombrante che lo stesso padrone di casa non ha potuto fare a meno di sottolineare: “Avevo invitato anche lei, ma non voleva che si parlasse del campo largo”, ha detto De Michele.
In mezzo al guado
Una scelta, quella di Disabato, probabilmente anche figlia del dibattito interno ai pentastellati, dove proprio l’ex sindaca di Torino rappresenta la voce più critica nei confronti dell’alleanza organica con il Partito Democratico promossa invece dal leader Giuseppe Conte, escludendo a priori il suo appoggio alla ricandidatura di Lo Russo, suo fermo oppositore ai tempi in cui sedeva a Palazzo Civico. Una posizione che ha portato alla rottura con l’ex premier, con tanto di dimissioni dalla carica di vicepresidente del Movimento.
Un altro rifiuto “eccellente” è arrivato da Silvio Magliano, consigliere regionale iscritto ai Moderati di Mimmo Portas, che a Torino sostengono la maggioranza di centrosinistra, ma eletto con il centrodestra tra le fila della Lista Cirio, di cui è anche capogruppo. In un incontro in cui vengono messe nel mirino le politiche dell’attuale maggioranza in Regione, sarebbe stato come minimo un pesce fuor d’acqua.
Azionisti e imprenditori
All’uscio del campo largo invece Azione, con Cristina Peddis, segretaria provinciale del partito di Carlo Calenda. A livello regionale Azione ha siglato un patto proprio con i Moderati, ragion per cui sostiene Cirio al Grattacielo (attraverso il consigliere Sergio Bartoli, anche lui eletto con la lista del presidente) e Lo Russo a Palazzo Civico. A completare il parterre de roi anche figure del mondo delle imprese, come il presidente di Legacoop Dimitri Buzio e Gianni Firera, presidente di Unsic. Ma soprattutto Federico De Giuli, proprietario di svariati immobili (tra cui la stessa Casa del Pingone), a capo di Laboratorio Civico e figlio del compianto Mario, che proprio insieme a Pino De Michele diede vita ad Alleanza per Torino nel 1993.
Tutte tranne una
Finito l’incontro alla Casa del Pingone, le capogruppo erano attese al Blah Blah in via Po, per l’evento di nascita di Progresso Civile, nuova associazione torinese di stampo progressista promossa da Luca Fiorentino, imprenditore nel settore della cannabis light (messa fuorilegge dal governo di Giorgia Meloni) e già candidato con Stati Uniti d’Europa alle regionali del 2024. Stavolta Disabato c’è, ma insieme a lei ci sono solo Ravinale e Nallo. Pentenero? Non pervenuta. Magari aveva altri impegni, o Fiorentino si è dimenticato di lei. Anche perché la locandina che presenta l’evento parla chiaro: “Politica, sostantivo femminile. Con le capogruppo del Consiglio Regionale del Piemonte”. E le capogruppo c’erano. Tutte, tranne una.
Distanti ma uniti
Pur presentandosi con assetti diversi nei due incontri, il messaggio delle capogruppo è chiaro, e porta sulla strada di un percorso unitario, anche sulla scia dei recenti successi elettorali del campo largo in Puglia e Campania. “Ci stiamo conoscendo, le differenze ci sono ma stiamo lavorando bene”, ha sottolineato Nallo. Mentre Pentenero ha rimarcato i risultati tutt’altro che splendidi dell’amministrazione Cirio: “Siamo stati declassati, non teniamo il passo delle altre regioni del Nord”, ha detto la capogruppo dem. “Cirio dice che così arriveranno più fondi, ma è tipico di chi non se la passa bene, non certo di chi è in salute”. Una considerazione che non può che essere condivisa dalle sue colleghe, che se vorranno prendere la guida del Piemonte nella prossima legislatura dovranno – volenti o nolenti – correre sotto le stesse insegne.


