"Fuck Stampa". Blitz ProPal nella sede di Gedi, assaltata la redazione (vuota)
15:43 Venerdì 28 Novembre 2025Scritte sui muri, scrivanie a soqquadro e cori contro i giornalisti. L'irruzione da parte dei manifestanti di Torino per Gaza. Ad aver scatenato l'azione il caso dell'imam espulso. Un contrappasso vergognoso, dopo averli trattati con benevolenza - VIDEO
Occupata dai manifestanti pro Palestina la sede del quotidiano La Stampa. In redazione, vuota per lo sciopero, scritte sui muri e scrivanie a soqquadro. Improvvisato anche un mini corteo tra le postazioni dei giornalisti durante il quale sono stati scanditi i soliti cori. I cronisti sono stati accusati di essere complici del genocidio a Gaza e di essere responsabili di aver descritto l'imam Mohamed Shahin come un terrorista. E pensare che si tratta di un giornale, quello (ancora per poco) della famiglia Agnelli-Elkann non pregiudizialmente ostile alla galassia ProPal, verso cui anzi ha mostrato aperta simpatia e persino una certa indulgenza quando la protesta saliva di tono.
La ricostruzione
“Fuck Stampa” e “Free Shahin”. Sono le scritte che sono state vergate con vernice rossa e verde sui pilastri della redazione del quotidiano torinese La Stampa. Il blitz degli attivisti di Torino per Gaza è avvenuto nel primo pomeriggio di oggi, venerdì 28 novembre 2025, quando un gruppo di persone si è staccato dal corteo dei sindacati di base organizzato per lo sciopero generale e si è diretto in via Lugaro.
Lì i manifestanti, alcuni a volto coperto, sono entrati all’interno della sede del gruppo Gedi di via Lugaro e sono saliti fino al piano dedicato alla redazione del quotidiano torinese. “Torino sa da che parte stare”, cantavano i manifestanti mentre improvvisavano un mini corteo tra le scrivanie vuote. Poi hanno gettato a terra le copie del giornale, imbrattato con le scritte i pilastri della redazione e cosparso di letame i cancelli. Su Instagram il collettivo Ksa motiva il blitz con un post nel quale si legge che i giornalisti sarebbero responsabili di aver “dipinto Shahin come uno spaventoso terrorista”. Tra gli slogan: “Giornalista terrorista, sei il primo della lista” e “Giornalista ti uccido”.
Mohamed Shahin, 47 anni di origini egiziane, imam di una moschea di Torino è stato espulso dal Viminale negli scorsi giorni. Secondo la polizia, l’uomo rappresenta “una minaccia concreta, attuale e grave per la sicurezza dello Stato”. La vicenda è presto diventata un caso politico: la destra ha approvato la decisione del ministro dell’Interno, mentre la sinistra ha chiesto al governo (con una interpellanza alla Camera dei deputati Avs, M5s e Pd) di bloccare l'iter verso il rimpatrio. Shanin, che è stato portato nel Cpr di Caltanissetta, ha affermato che in Egitto corre gravi rischi in quanto oppositore di Al Sisi e ha presentato domanda per il riconoscimento della protezione internazionale.
Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha definito inaccettabile quanto accaduto: “Ancora una volta c’è chi confonde il diritto al dissenso e all’espressione delle proprie idee con la violenza, gli attacchi e la devastazione. Atti che sono particolarmente odiosi quando hanno come obiettivo l’informazione, che è per tutti baluardo di libertà e democrazia”.
Solidarietà anche del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo: “L’intrusione e i danneggiamenti che si sono verificati sono inaccettabili e ci auguriamo che i colpevoli vengano al più presto individuati e perseguiti dalle forze dell’ordine. Quanto è accaduto non ha nulla a che vedere con il diritto a manifestare pacificamente le proprie idee ed è ancora più grave perché colpisce un simbolo del diritto alla libera informazione, che è uno dei pilastri della nostra democrazia”.
Esprimono solidarietà e condanna anche Paola Ambrogio di Fratelli d’Italia e Osvaldo Napoli della segretaria nazionale di Azione. “Un attacco diretto alla libertà di espressione e un affronto alla democrazia italiana – afferma la senatrice meloniana –. La redazione vuota per lo sciopero dimostra che questi vigliacchi non cercano confronto, ma solo sfogo cieco e violento. Inneggiando all’imam e minacciando i giornalisti occupano, vandalizzano e pretendono di dettare legge sull’informazione, esprimendo la follia intimidatoria di una sinistra fuori controllo”. Di “episodio inquietante e grave” parla l’esponente di Azione: “L’ennesimo a conferma del clima di violenza che regna in città da alcuni mesi. La sicurezza è una chimera, il governo e il ministro Piantedosi continuano a sfornare decreti e provvedimenti sempre più simili alle grida manzoniane perché non producono un bel niente”.


