FINANZA IN SALUTE

I medici piangono, la Cassa ride. Enpam, Fort Knox da 30 miliardi 

L'ente di previdenza dei camici bianchi chiude con un attivo di 153 milioni. Il patrimonio vale quasi due finanziarie del Governo. Player nei vari risiko della finanza la fondazione è intrecciata con il sindacato dei medici di famiglia Fimmg. Lo scontro con Schillaci

Mentre i medici si lamentano per essere trascurati nella manovra da 18 miliardi, la loro cassa di previdenza vanta un patrimonio immobiliare che vale quasi il doppio e i cui frutti le consentono di chiudere il 2025 con un saldo positivo al di sopra dei 150 milioni.

L’Enpam, il cui status giuridico è quello di una fondazione, si conferma il pingue Fort Knox dei camici bianchi, in particolare dei medici di famiglia, pediatri e odontoiatri che insieme a neolaureati, pensionati e ad altre categorie della professione medica che non lavorano alle dipendenze dirette del servizio sanitario nazionale.

Utile record

Il bilancio preconsuntivo per l’anno in corso, appena approvato dall’assemblea dell’ente di previdenza, indica un avanzo di 154 milioni, ben lontano e decisamente più positivo rispetto alle previsioni iniziali di un disavanzo attorno ai 252 milioni. Pur crescendo il numero dei medici in pensione la loro cassa non si limita a pareggiare i conti, ma chiude con un guadagno di tutto rispetto che avvicina ormai alla meta dei 30 miliardi di patrimonio. Un tesoro che quest’anno ha fruttato qualcosa come 732 milioni di euro.

Più che giustificata la soddisfazione del presidente dell’Empam, Alberto Oliveti – un passato da sindacalista dei camici bianchi e un presente da “banchiere” – quando spiega che “la gestione patrimoniale si conferma un pilastro fondamentale per contribuire a colmare il gap della gestione previdenziale”. 

Un fatto è certo: l’Empam è un regno e Oliveti è il suo Re Mida. Restando in metafora, se un tempo la Cgil era la cinghia di trasmissione del Pci, sul terreno della sanità la Fimmg è la pompa della benzina (e altro ancora) della fondazione presieduta ormai dal 2012 proprio da chi a lungo è stato ai vertici del sindacato dei medici di famiglia con il maggior numero di iscritti. 

L'altolà al ministro

Una sorta di osmosi quella tra Empam e Fimmg confermata, semmai ce ne fosse bisogno, oltre che dai trascorsi di Oliveti e altri vertici, anche dallo stesso vicepresidente della cassa che risponde al nome di Silvestro Scotti, attuale segretario nazionale del sindacato che più di ogni altro si è messo di traverso all’idea del ministro della Salute Orazio Schillaci di trasformare i medici di famiglia in dipendenti al pari dei colleghi ospedalieri.

Una sortita, quella del ministro, che ha gettato nel panico i vertici dell’ente di previdenza e armato immediatamente la Fimmg. “Se i medici di famiglia passano alle dipendenze, l’Enpam fallisce”, aveva avvisato Oliveti. Da lì in poi è stata battaglia da parte del sindacato, arrivato perfino a chiedere le firme di sostegno ai pazienti negli ambulatori. In ballo c’è quasi la metà delle entrate contributive che arrivano dai medici di medicina generale, circa 1,8 miliardi su un totale di 3,7. 

Soldi che dal Fort Knox dei camici bianchi vengono trasformati in investimenti degni di una multinazionale. Oltre i confini, per far fruttare i propri soldi, l’Empam, peraltro, guarda e agisce da anni. Gli ultimi dati dicono che il 15% dell’impiego di capitali è distribuito in vari Paesi dell’Europa, mentre il 23,9 è investito negli Stati Uniti e un 14,7% in altre parti del mondo. 

Banche e immobiliare

Ma è soprattutto quel 47% del patrimonio che non esce dall’Italia a rendere non solo ricchissima, ma anche potente e strategica in più di un risiko finanziario la cassa dei medici. Basterebbe già il 5% di Banca d’Italia, ma nel portafogli dell’Empam c’è anche una serie di partecipazioni azionarie come quello in Intesa Sanpaolo per lo 0,72%, l’1,99 in Bpm, l’1% in Mediobanca, lo 0,5% in Monte dei Paschi, e ancora lo 0,01% nella Popolare di Sondrio l’1% in Nexi. Di rilievo il posizionamento della fondazione presieduta da Oliveti anche nelle vicenda di Banco Bpm, dove le fondazioni e le casse di previdenza che pesano il 6,51 dell’azionariato si sono espresse favorevolmente al piano piano di crescita della banca in modalità “stand alone” e del patto a favore che Bpm continui a perseguire i suoi programmi di crescita restando un istituto di credito indipendente fa parte anche Empam con l’1,99%. 

Banche, ma non solo. Empam ha quote in PosteEnelEniEnav così come nell’immobiliare stimato in circa 5 miliardi e dove figurano immobili di prestigio come quello della Rinascente di Milano. Ramificata in fondi e altri strumenti finanziari dove è a dir poco frequente imbattersi in sindcalisti (o ex) della Fimmg nei rispettivi board. Proprio uno di questi, il fondo Esculapio, ha in pancia dieci immobili che ospitano altrettante strutture sanitarie del Gruppo Maugeri, uno dei più grandi della sanità privata, tra cui anche la clinica di Torino di via Santa Giulia, più nota come ex Presidio Major

Nuovi investimenti

Di pochi giorni fa l’affidamento di due incarichi ad altrettanti advisor per la possibilità di acquisire una partecipazione in BF International, società del Gruppo Bonifiche Ferraresi, e di aumentare quelle già possedute in Nextalia Sgr, così come per per esaminare un eventuale aumento della partecipazione nel capitale sociale di Green Arrow Capital.

“Per alcuni anni continueremo ad avere una spesa pensionistica importante per far fronte alla quale – spiega Oliveti - abbiamo ripartito il nostro patrimonio in due portafogli: uno a bassissimo rischio per la copertura delle passività e l’altro più legato a obiettivi di performance, nel corretto bilanciamento tra rischio, rendimento e durata”. Con quel gruzzolo che vale quasi due manovre e gli utili che produce, i medici – non portasse sfiga - potrebbero ben dire: “Abbiamo una banca”.

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