ALTA TENSIONE

Albanese, "una cattiva maestra". Vernetti accusa, Gentiloni rincara

Per l'ex sottosegretario la controversa relatrice speciale dell'Onu "ha avvelenato il dibattito", mentre l'ex premier sottolinea come i suoi commenti sull'assalto alla Stampa siano "ancor più gravi dell’episodio stesso". Parterre de roi al Circolo dei Lettori

Cattiva maestra”. “Avvelenatrice di pozzi”. Paolo Gentiloni e Gianni Vernetti non risparmiano critiche severe a Francesca Albanese. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’ultimo episodio che l’ha vista protagonista, l’infelice commento dopo l’assalto alla redazione del quotidiano La Stampa. La relatrice speciale delle Nazioni Unite ha condannato l’accaduto, ma aggiungendo che dovrebbe essere di monito per i giornalisti.

Il nuovo grande gioco

La sala grande del Circolo dei lettori di Torino è gremita. Sul palco ci sono l’ex presidente del Consiglio Gentiloni, il giornalista Giordano Stabile e Vernetti, editorialista, saggista, già senatore e sottosegretario agli Affari Esteri. La platea è di quelle dei grandi avvenimenti, ricca di politici del presente e del passato: Antonio Saitta, Claudio Lubatti, Enrico Borghi, Vittoria Nallo, Giampiero Leo, Paolo Peveraro, Igor Boni, Stefano Esposito e Luca Cassiani.

L’occasione è la presentazione dell’ultimo libro di Vernetti dal titolo Il nuovo grande gioco. Il tema è la politica estera e gli equilibri che stanno sconvolgendo il mondo. Il conflitto tra Russia e Ucraina, la questione palestino-israeliana, l’equilibrio instabile su Taiwan, ma anche il peso sempre maggiore dell’India. Questioni che hanno ripercussioni sulle nostre vite, dal punto di vista economico ma non solo.

Avvelenatrice di pozzi

Quel che è accaduto venerdì scorso con l’assalto alla redazione della Stampa ne è un esempio. “In Italia c’è un dibattito tossico e quanto avvenuto è un effetto – a dirlo è Vernetti, l’ex sottosegretario agli Affari esteri –. Nove città hanno conferito cittadinanze onorarie a un’avvelenatrice di pozzi. Albanese non ha aiutato un dibattito civile, pacato, equo. Deve decidere la separazione della sua carriera tra portavoce delle Nazioni Unite o portavoce di Hamas”.

Poco prima anche Paolo Gentiloni era stato durissimo contro Albanese inserendola tra i cattivi maestri: “La vicenda della Stampa è stata grave, ma forse ancor più gravi sono stati alcuni commenti che abbiamo sentito. Per esempio da Francesca Albanese che in qualche modo ha giustificato l’accaduto. Se diamo cittadinanza nel dibattito pubblico a questo genere di posizioni poi non possiamo stupirci sul fatto che degli attivisti abbiano delle posizioni estreme”.

Rigurgito antisemita

Il monito, questa volta di Gentiloni, è che in Italia non si cada in un rigurgito di antisemitismo dovuto dalla radicalizzazione di certe posizioni. “Capisco la sensibilità maturata nei giovani di tutto il mondo vedendo le immagini di Gaza, ma non deve essere trasformata in qualcosa di negativo”. Il contesto è complicato anche a causa della disinformazione che serpeggia sui social network che è difficile da gestire: “Nel mondo dei social media la gente non compete su opinioni diverse, ma su versioni diverse dei fatti. Ognuno ha il proprio racconto”. Anche i leader politici che fanno a gara a chi la “spara più grossa”.

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