Imam Torino, la procura archiviò frase su Hamas 

Il comizio dell'imam di Torino interpretato come un sostegno ad Hamas non contiene estremi di reato. Lo stabilì - secondo quanto apprende l'ANSA - la procura del capoluogo piemontese, che dispose, già lo scorso 16 ottobre, l'archiviazione di un fascicolo originato da una segnalazione della Digos. L'imam, Mohamed Shahin, oggi trattenuto nel Cpr di Caltanissetta, è destinatario di un provvedimento di espulsione del ministero dell'Interno basato anche sul contenuto del discorso: l'imam, fra l'altro, il 9 ottobre aveva detto "quel che è successo il 7 ottobre 2023 (l'attacco di Hamas - ndr) non è una violazione, non è una violenza". Il fascicolo era stato aperto senza estremi di reato e senza indagati. Per la sua chiusura, dunque, non era stato necessario interpellare l'ufficio del giudice per le indagini preliminari. A quanto emerge, per la procura le frasi in questione erano espressioni di pensiero non perseguibili. Shahin tenne il comizio a Torino nel corso di una manifestazione Pro Pal. La procedura di espulsione è di carattere amministrativo e non riguarda gli aspetti penalistici della vicenda. Nel decreto, firmato dal ministro Matteo Piantedosi, si faceva presente che le frasi dell'imam, oltre alla risonanza mediatica, avevano destato "indignazione" nell'opinione pubblica e anche "disagio" nelle frange meno radicali della galassia Pro Pal. Dell'esistenza del fascicolo in procura si è appreso dalle carte del procedimento amministrativo. 

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