ECONOMIA DOMESTICA

Ex Ilva, mobilitazione a oltranza contro Urso e il "Piano di morte"

Genova, Taranto, Racconigi e Novi Ligure in piazza. I sindacati chiedono che il dossier passi a Palazzo Chigi e intervenga Meloni. Intanto il ministro del Made in Italy organizza il solito tavolo al Mimit con le Regioni, giovedì tocca al Piemonte

Cresce la tensione tra i lavoratori dell’ex Ilva. Da Taranto a Genova, fino a Novi Ligure è mobilitazione al oltranza. I sindacati indicono lo sciopero a oltranza e scrivono una lettera alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, chiedendole di metterci la faccia. Intanto il ministro Adolfo Urso convoca l’ennesimo tavolo con le istituzioni e gli enti locali. Palombella, Uilm: “Il Governo deve eliminare il piano di morte”.

La protesta

A Genova giornata di protesta. Capitanati dai lavoratori ex Ilva, gli operai di tre aziende si sono uniti nella lotta. Al termine di un’assemblea sindacale che si è tenuta in mattinata gli operai si sono mossi in un corteo, che è partito dallo stabilimento ex Ilva di Genova Cornigliano, al quale hanno aderito anche i lavoratori Ansaldo e Fincantieri. “È una battaglia per l'industria – è stato detto durante l’assemblea – attendiamo risposte chiare dal Governo e un coinvolgimento anche della presidente del Consiglio Giorgia Meloni”. I lavoratori hanno prima bloccato l'aeroporto Cristoforo, poi sono stati chiusi alcuni tratti della A10 Genova-Savona e infine sono andati in presidio sul ponte San Giorgio.

Anche a Novi Ligure mobilitazione permanente. I lavoratori a partire da oggi hanno dato vita a un presidio fisso davanti ai cancelli dello stabilimento. Non si tratta di un vero e proprio sciopero, ma di un raduno al quale parteciperà chi non è impegnato con il turno di lavoro. A Novi Ligure, Racconigi e Gattinara non è stata bloccata la produzione, ma il ministero non ha fornito rassicurazioni sul futuro del polo.

Sciopero a oltranza

La tensione sta crescendo, soprattutto alla luce del piano che è stato presentato dal Governo per l’ex Ilva. Un vero e proprio “piano di morte”. È per questo che i sindacati hanno proclamato uno sciopero a oltranza che è scattato intorno alle 12 di oggi. A indire la mobilitazione sono stati Fim, Fiom, Uilm e Usb di Taranto. La mobilitazione, spiegano le sigle in una nota congiunta, ha l'obiettivo di richiedere un incontro urgente per l'apertura di un unico tavolo a Palazzo Chigi per ottenere un confronto sul futuro dei lavoratori e il ritiro di quanto è stato proposto dal ministro Urso.

“Il Governo deve eliminare il piano di morte che ci è stato presentato e fare tutto ciò che è necessario per salvare la produzione di acciaio in Italia – ha spiegato Rocco Palombella, segretario generale Uilm – Per queste ragioni abbiamo chiesto una convocazione urgente a Palazzo Chigi. Meloni ci metta la faccia”. A ruota Michele De Palma, segretario generale della Fiom Cgil: “Palazzo Chigi deve dare una risposta urgente ai lavoratori dell'ex Ilva, in occupazione a Genova e a quelli in mobilitazione a Novi Ligure e Racconigi. Noi non chiediamo cassa integrazione, ma un piano per il lavoro”.

Sono queste le motivazioni che hanno portato le organizzazioni sindacali a scrivere una lettera alla Premier, Giorgia Meloni, al sottosegretario Alfredo Mantovano, ai ministri Giancarlo Giorgetti, Adolfo Urso e Maria Elvira Calderone. Nella lettera si parla di una situazione “estremamente grave” che sta portando a forti tensioni sociali che sono frutto delle incertezze sul piano di salvataggio, sui processi di decarbonizzazione e sulla tenuta industriale e occupazionale. Oltre che la preoccupazione su “fondati timori relativi a una vera e propria operazione di dismissione delle attività produttive”.

La falegnameria di Urso

Intanto il ministro delle Imprese e del Made in Italy ha convocato l’ennesimo tavolo istituzionale. Solamente una settimana fa, martedì 25 novembre, Urso a Torino per il lancio della 500 Ibrida era tornato a parlare del futuro dell'ex Ilva attribuendo la responsabilità della situazione alle gestioni passate

Il Mimit in una nota diffusa in mattinata ha annunciato che sono previste per il 4 e 5 dicembre 2025 una serie di riunioni con Regioni ed enti locali per “definire le migliori condizioni per il rilancio del gruppo siderurgico e a valutare ulteriori investimenti produttivi nelle aree disponibili, in particolare a Taranto e Genova”.

Il calendario degli incontri prevede alle 9 del mattino di giovedì le istituzioni piemontesi (Regione, Comuni di Novi Ligure e Racconigi); venerdì 5 dicembre, alle ore 10.00, quelle liguri (Regione e Comune di Genova); alle ore 12.00, quelle pugliesi (Regione, Comuni di Taranto e Statte). Infine la settimana successiva un tavolo unitario.

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