POLITICA & SANITÀ

Scorporo del Sant'Anna, scontro in Consiglio regionale

Mentre Riboldi assicura che la nascita della nuova azienda mamma-bambino non costerà un euro, l'opposizione esibisce documenti che smentiscono la giunta: in aula tensioni, rinvii e accuse di improvvisazione su un progetto che potrebbe ridefinire il futuro del Parco della Salute

Arriva in Consiglio Regionale il dibattito sullo scorporo dell’ospedale ostetrico-ginecologico Sant'Anna dalla Città della Salute di Torino, per creare una nuova azienda ospedaliera insieme all’ospedale infantile Regina Margherita, anche se non è ancora chiaro se le due strutture saranno inserite nel futuro Parco della Salute e soprattutto a quale prezzo. L’assessore alla Sanità Federico Riboldi ha difeso la proposta come un’operazione “a costo zero”, ma le critiche dell’opposizione, con verbali e documenti ufficiali a sostegno, dipingono un quadro ben diverso, definendo l’operazione un salto nel buio con rischi economici, clinici e organizzativi. La seduta di oggi non ha portato a un voto sulla delibera, che è stato rimandato con ogni probabilità a giovedì, nonostante un tentativo in extremis della maggioranza di accelerare i tempi.

Odg dimenticato

La discussione ha preso il via con un ordine del giorno di condanna all’assalto avvenuto venerdì scorso alla redazione della Stampa, ma non è filato tutto liscio: la maggioranza ha infatti rifiutato di votare la proposta presentata dal Pd, optando per un testo rivisto (evidentemente i consiglieri non ci avevano pensato prima a presentarne uno loro) e firmato dal presidente del Consiglio Regionale Davide Nicco (FdI), approvato poi all’unanimità. Tutto è bene quel che finisce bene, ma si è persa una mattinata per un atto bipartisan. Decisamente meno fortunato l’ordine del giorno della capogruppo di Avs, Alice Ravinale, sull’espulsione dell’imam Mohamed Shahin, reo di aver giustificato gli attacchi del 7 ottobre: “Un precedente pericoloso per la libertà di espressione e il dialogo interreligioso a Torino”, ha dichiarato la consigliera, esprimendo preoccupazione per le possibili conseguenze di ordine pubblico. Ravinale chiedeva ai colleghi di attivarsi per la sua liberazione, ma la maggioranza non ha voluto saperne neanche di discutere l’odg.

Scorporo gratis o no?

Al centro del dibattito, però, resta lo scorporo del Sant’Anna dalla Città della Salute, fortemente voluta dall’assessore Riboldi, che in aula ha ribadito come “l’unione con il Regina Margherita rafforzerà la medicina di genere e i percorsi mamma-bambino, mantenendo collaborazioni con la Città della Salute”. Ma l’opposizione non ci sta: il consigliere del Pd Daniele Valle ha parlato di “progetto sbagliato dal punto di vista scientifico”, facendo notare come in Italia non esista un ospedale donna-bambino isolato: “La ginecologia va con le specialità dell’adulto, specie nella medicina di genere”.

Valle ha poi contestato i costi zero promessi dall’assessore, citando relazioni di esperti e un verbale dello stesso Riboldi, che in un’audizione in Commissione Sanità aveva parlato di uno stanziamento di 850 mila euro per favorire la nascita della nuova azienda ospedaliera. “Dopo due anni dallo scorporo del Regina, non c’è ancora un bilancio né personale dedicato”, ha aggiunto, annunciando che “se le risposte sui costi non arriveranno dalla giunta le cercheremo altrove”. Il chirurgo Mauro Salizzoni e la capogruppo Gianna Pentenero, sempre per il Pd, hanno definito l’operazione “confusione amministrativa mascherata da modernità”, mentre da Avs Alice Ravinale e Valentina Cera hanno definito la delibera un “non-sense”, accusando la Regione di procedere “alla cieca” e annunciando emendamenti e un ordine del giorno per tutelare la multidisciplinarietà dell’azienda ospedaliera.

Sono una donna, sono una madre

L’opposizione poi accusa la proposta di promuovere una visione ideologica della donna vista unicamente come madre, aggiungendo confusione al sistema sanitario. Stamattina, il presidio della rete +194 Voci sotto Palazzo Lascaris ha amplificato queste perplessità, con richieste di trasparenza e tutela dei percorsi integrati: “Separare ostetricia-ginecologia dalle specialità dell’adulto crea rischi per la sicurezza clinica”, sostengono le operatrici, che hanno poi incontrato l’assessore e alcuni consiglieri. Nonostante i tentativi della maggioranza di chiudere la discussione oggi – il M5s sarebbe stato disponibile a ritirare interventi ed emendamenti – Pd e Avs non hanno accettato trattative. La deliberà con ogni probabilità verrà approvata a giovedì, ma resta aperta la domanda cruciale: lo scorporo è davvero a costo zero, o Riboldi lo smentisce sé stesso?

Ok al Barattolo

Nel corso del Question Time, l’assessore Gian Luca Vignale ha confermato l’intesa sul Barattolo, il mercatino di libero scambio a Torino, a patto che il Comune rispetti i requisiti di sicurezza e legalità. Rispondendo a un’interrogazione di Alberto Unia (M5s), ha spiegato che il superamento del limite di 12 giornate annuali aveva portato a un preavviso di diniego dei fondi destinati ai Distretti del Commercio, che ammontano a circa 300 mila euro, ma una convenzione ad hoc risolverà la questione. Peccato che la riduzione da 18 a 12 giorni dei mercati comunali, inserita nell’ultimo decreto Omnibus su proposta del capogruppo leghista Fabrizio Ricca, metteva nel mirino proprio il Barattolo. Ma il presidente Alberto Cirio ha optato per il mantenimento della concordia istituzionale con il sindaco Stefano Lo Russo, che grazie al provvidenziale intervento dal 40esimo piano del Grattacielo Piemonte non dovrà rimetterci un euro.

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