Stellantis, freno tirato sulle auto ma il titolo sgomma in Borsa
13:45 Mercoledì 03 Dicembre 2025L'incrocio tra aperture dell'Ue e possibili ammorbidimenti americani è benzina sulla fiammata a Piazza Affari. Per l’automotive europeo, invece, siamo solo all'inizio di una partita che si giocherà tra Bruxelles, Berlino e Washington. E Filosa va da Trump
A Piazza Affari il titolo Stellantis si mette di traverso sul listino e accelera come nei giorni buoni: a metà mattinata sfiora l’8% di rialzo, sospinto da un’ondata di giudizi favorevoli e da quei rumors d’Oltreoceano che, nel mondo dell’auto, contano quanto e più di un nuovo modello. Ubs e Intermonte rivedono al rialzo il rating sul gruppo guidato da Antonio Filosa; nel frattempo, i media statunitensi danno quasi per certa una riunione dei big dell’automotive con il presidente Donald Trump, tavolo al quale dovrebbe sedersi lo stesso Filosa. E il solo annuncio basta a scaldare gli investitori: se davvero Washington si prepara ad allentare gli standard energetici per le auto vendute negli Usa, per Stellantis potrebbe aprirsi una stagione meno accidentata. Stellantis dall’inizio dell'anno ha perso il 16%, a fronte di un Ftse Mib salito di oltre il 27%.
Bruxelles frena, ma non troppo
Dall’altra parte dell’Atlantico il clima è ben diverso. Qui il colpo di scena arriva da Bruxelles, dove la Commissione europea si prende tempo sul dossier più sensibile del settore: il pacchetto automotive, che comprende anche la revisione delle norme sullo stop ai motori termici dal 2035. Il commissario Apostolos Tzitzikostas, dalle colonne di Handelsblatt, annuncia che l’adozione — prevista per il 10 dicembre — potrebbe slittare “di alcune settimane”. Traduzione: se ne riparla a gennaio, forse.
Non un semplice rinvio tecnico, ma la conferma che l’Unione non vuole consegnare all’industria un pacchetto lacunoso. «Vogliamo presentare un pacchetto davvero completo», insiste Tzitzikostas, garantendo che sarà «aperto a tutte le tecnologie». Parole che fanno drizzare le antenne a chi, nel Vecchio Continente, teme un’eccessiva fretta nella corsa elettrica.
Ibride, biocarburanti e motori tradizionali
Il commissario elenca uno per uno i capitoli che finiranno nella revisione: carburanti a zero e a basse emissioni, biocarburanti avanzati, sviluppi tecnologici che fino a ieri sembravano materia per convegni e non per normazione europea. Una linea che Tzitzikostas rafforza ricordando di aver accolto «favorevolmente» la lettera del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che chiede di mantenere l’immatricolazione delle ibride anche oltre il 2035. Berlino picchia il pugno, Bruxelles mostra apertura: difficile immaginare segnali più chiari.
E non si ferma qui. Interpellato sulla possibilità di lasciar spazio anche ai motori a combustione tradizionali, il commissario mette sul tavolo il nodo che più preoccupa le cancellerie: la competitività. «Dobbiamo evitare di comprometterla e, al tempo stesso, aiutare l’industria europea a preservare il proprio vantaggio tecnologico», avverte. Da qui l’ipotesi di introdurre criteri di preferenza mirati per rafforzare la catena del valore continentale.
Il nuovo pacchetto
La revisione degli standard CO2 è solo una parte della partita. Il pacchetto legislativo includerà anche una strategia per il potenziamento delle batterie, un intervento Omnibus di semplificazioni per il settore e la proposta sull’elettrificazione del parco veicoli aziendale. Un mosaico ampio, destinato a ridisegnare regole e prospettive di un’industria che vale milioni di posti di lavoro.


