Fondi bloccati, Ascom insorge: rimpallo tra Comune e Regione
Davide Depascale 17:09 Mercoledì 03 Dicembre 2025Nuovo vertice tra gli assessori di Cirio e quelli di Lo Russo sul Barattolo. Palazzo Civico non chiude la porte alle richieste del Grattacielo, ma ha una settimana per adeguarsi. I commercianti preoccupati: ne fanno le spese 7.800 imprese
Il futuro del Barattolo, il mercato dell’usato di via Carcano da anni al centro di polemiche politiche e di sicurezza, torna a infiammare il confronto tra la Regione Piemonte e il Comune di Torino. Dopo settimane di frizioni per la norma che stringe le maglie agli organizzatori, nelle ultime ore la vicenda ha subito un’accelerazione: da un lato la Regione ha chiarito condizioni stringenti per la firma della nuova convenzione; dall’altro non è stato ancora risolto il nodo del mancato finanziamento – dal valore di 300 mila euro – ai Distretti del Commercio, che secondo Ascom Confcommercio e la sua presidente Maria Luisa Coppa penalizzerebbe 7.800 imprese cittadine. Palazzo Civico dal canto suo non chiude la porta, ma ha solo una settimana di tempo per adeguarsi.
La Regione: “Ok convenzione, ma basta suk”
Il primo segnale è arrivato nella seduta di ieri del Consiglio Regionale durante il Question Time, quando l’assessore Gian Luca Vignale ha ribadito che la giunta guidata da Alberto Cirio è disposta a rinnovare la convenzione soltanto nel rispetto rigoroso di trasparenza e legalità. Una linea confermata poche ore dopo, al termine del tavolo di questa mattina tra Regione e Comune, dall’assessore al Welfare Maurizio Marrone, esponente di spicco cittadino di Fratelli d'Italia e in pole per sfidare Lo Russo alle comunali del 2027. Quest’ultimo ha parlato senza mezzi termini: il mercato potrà continuare solo a patto che il Comune abbandoni la logica del “suk” e si assuma pienamente la responsabilità della gestione, attivando direttamente servizi sociali, polizia municipale e uffici tecnici
"La Regione chiede che il Barattolo diventi un vero mercato dell’usato gestito in chiave sociale, con venditori individuati attraverso i servizi sociali e con controlli sistematici sulla provenienza e sulla tipologia della merce", ha dichiarato l'assessore, presente al tavolo insieme al collega di giunta Paolo Bongioanni, responsabile del Commercio, e all'assessora comunale all'economia circolare Chiara Foglietta. Assente invece l'assessore comunale al Commercio Paolo Chiavarino. Il nuovo impianto normativo mira, nelle parole di Marrone, a prevenire ricettazione e contraffazione, evitando che la fragilità economica dei venditori diventi uno scudo dietro cui nascondere attività illegali.
Affondo di Ricca: “Tagli colpa del Comune”
La Lega, da sempre critica verso il Barattolo, alza ulteriormente i toni attraverso il capogruppo Fabrizio Ricca, promotore del provvedimento “anti-Barattolo” inserito nel decreto Omnibus approvato in estate, l’esclusione di Torino dai fondi del Distretto del Commercio è imputabile unicamente alla giunta comunale di centrosinistra guidata dal sindaco Stefano Lo Russo, accusata di aver ignorato la legge regionale per mesi. “Il Comune aveva tre mesi per adeguarsi”, afferma Ricca, “e ora che vede le conseguenze delle sue scelte, cerca di correre ai ripari. Ma intanto a rischiare sono i commercianti che lavorano onestamente”.
La rivolta dei commercianti
Sul fronte delle associazioni di categoria cresce la preoccupazione. La presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia, Maria Luisa Coppa, nei giorni scorsi aveva definito quella della Giunta Cirio una decisione “grave”, destinata a pesare su 7.800 imprese cittadine, che perderebbero finanziamenti dal valore di 300 mila euro. Secondo Coppa, che guida un'associazione storicamente non ostile al centrodestra, anzi, i Distretti del Commercio rappresentano uno strumento efficace e riconosciuto, capace di produrre benefici reali sul territorio. Per questo secondo lei non è accettabile che Torino venga penalizzata per ragioni politiche o per quello che definisce “tecnicismi burocratici”, soprattutto in una fase di crisi profonda del commercio di vicinato. Per questo chiede che si trovi in fretta una soluzione: “Capisco le regioni di entrambe le parti, ma è il momento di trovare un accordo”, ha detto oggi.
Il Comune prende tempo
Il Comune, dal canto suo, non chiude alla trattativa ma chiede margini di valutazione. L’assessora Foglietta ha preso nota delle condizioni poste da Marrone, ma ha lasciato la riunione senza ancora assumere impegni definitivi. La Città ha ora una settimana per presentare una proposta di adeguamento e dimostrare di voler sottoscrivere una convenzione che rispetti i criteri stabiliti dalla Regione. Una finestra di tempo breve, ma cruciale per evitare che la frattura istituzionale diventi evidente, andando a rompere quell'entente cordiale (trasformatasi col tempo in uno vero proprio asse) tra Cirio e Lo Russo. Il caso Barattolo, diventato simbolo delle difficoltà degli sforzi cittadini nel coniugare politiche sociali e contrasto all’illegalità, è ormai da mesi un terreno di scontro politico. A rimetterci però, potrebbero essere i commercianti torinesi che attendono risposte, e soprattutto risorse.


