ECONOMIA DOMESTICA

"Cirio, date n'andi. Boia faus". Agricoltori contro la Regione  

Guidati da Coldiretti in 7.000 hanno sfilato in corteo fino in piazza Piemonte. Chiedono al governatore di uscire dall'immobilismo sulle politiche che riguardano il loro settore, a partire dall'eccesso di burocrazia. Presentato un manifesto zeppo di richieste

Date n’andi. Boia Faus”. È questo il messaggio che gli agricoltori piemontesi, sotto il cappello di Coldiretti, hanno consegnato al civico numero uno di piazza Piemonte. Destinatario della missiva il presidente della Regione, Alberto Cirio. Il governatore (e collega perché opera nella produzione agricola delle nocciole) li ha accolti al quarantesimo piano del grattacielo per un confronto.

Agricoltori in corteo 

Erano circa 7.000 gli agricoltori che questa mattina, lunedì 15 dicembre 2025, sono partiti dal Palavela in corteo con destinazione il Grattacielo Piemonte, dove ha sede la giunta regionale. Obiettivo dare uno scossone alla politica piemontese: “Da troppo tempo assistiamo ad una situazione di immobilismo, senza che sia stata definita, in una condizione caratterizzata da significativi cambiamenti, una linea di indirizzo politico e di programmazione adeguate. Tante nostre aziende sono in difficoltà, ma non ci fermiamo: siamo qui per difendere il lavoro. Il cibo, il territorio del Piemonte. Ora serve che la Regione apra gli occhi”. Si legge nell’introduzione del manifesto in 12 punti che è stato elaborato da Coldiretti.

In testa alla manifestazione la presidente di Coldiretti Piemonte, Cristina Brizzolari, e il delegato confederale, Bruno Rivarossa, che insieme a una delegazione di agricoltori hanno incontrato Cirio e gli assessori regionali all'Agricoltura e all'Ambiente, Paolo Bongioanni e Matteo Marnati. Gli agricoltori difendono la biodiversità e le eccellenze del Piemonte, hanno spiegato i rappresentanti dell’associazione agricola, ma per continuare a farlo è necessario che la Regione si impegni concretamente. Anche a fronte dei cambiamenti climatici. Contro siccità o grandi piogge “serve una nuova linea di indirizzo politico e di programmazione che integri i fondi e distribuisca adeguatamente le risorse”.

Il manifesto

I 12 punti del manifesto

Da qui il manifesto in 12 punti che Coldiretti Piemonte ha presentato alla giunta regionale. “Vogliamo una Regione che aiuti, non che ostali”, si legge al punto uno, quello che chiede di snellire le procedure burocratiche. Quel che vengono denunciati sono i tempi infiniti, i ritardi nei pagamenti e i bandi eccessivamente articolati e con tempistiche inadeguate che starebbero bloccando investimenti e mettendo a rischio la continuità produttiva delle imprese.

Ma fra le priorità degli agricoltori c’è anche il sostegno al cibo locale e l’abolizione della regola dell'origine nel codice doganale, un fondo regionale per le filiere in crisi, più risorse per le polizze assicurative agevolate, pieno degli invasi con pompaggio e investimenti nella subirrigazione, stop ai pannelli solari selvaggi a terra, valorizzazione del prodotto di montagna.

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