LA RESA DEI CONTI

Città della Salute, buco intramoenia. Tranchida manda il conto ai medici

Il vertice tenta di scaricare sui camici bianchi il rosso da 400mila euro. I sindacati insorgono e diffidano il direttore generale. In corso Bramante l'alta tensione ha già spazzato via la sbandierata "armonia". E ora traballa anche la firma di Sottile

Un conto da 400mila euro. È il “regalo” che i medici della Città della Salute di Torino si sono visti recapitare, in buon anticipo sul Natale e con la firma del direttore generale Livio Tranchida. Quest’ultimo, in una lettera ai sindacati dei camici bianchi chiede ai professionisti di ripianare, di tasca propria, quel buco che ammonta esattamente a 402.633 euro e, come riportato nelle settimane scorse dallo Spiffero, è relativo all’intramoenia esercitata nel 2024.

Un disavanzo non consentito dalla legge che prevede l’obbligo del pareggio di bilancio per l’attività in libera professione, possibilmente in utile per l’azienda ospedaliera o sanitaria che sia. Invece nel bilancio firmato con la penna fortunata dell’assessore in una cerimonia dove mancava solo lo champagne, quel buco pesa e soprattutto va ripianato.

Come? Con un piano di riequilibrio che, come scrive Tranchida ai sindacati, “prevede la richiesta di un contributo a tutto il personale dirigente medico che ha percepito compensi di competenza 2024, calcolato proporzionalmente all’importo percepito, fino alla concorrenza dell’intero ammontare”.

La risposta dei camici bianchi non si è fatta attendere. L’Anaao-Assomed una delle principali sigle sindacali ha inviato una diffida formale a Tranchida, mettendo tra i destinatari della lettera anche i direttori amministrativo Giampaolo Grippa e sanitario Lorenzo Angelone e pure allo stesso assessore Federico Riboldi. Altro che la riconquistata “armonia” in corso Bramante, per usare le parole alla melassa proprio di Riboldi salutando il cambio di passo con Tranchida dopo la defenestrazione dell’ex commissario Thomas Schael.

Leggi qui la diffida

Dalle brioches delle colazioni in reparto e sorrisi a favore di immagini social alle più fredde e indigeste carte bollate il passo è stato forse più breve del prevedibile. Nella diffida il sindacato parla di una richiesta con “profili rilevanti di illegittimità e criticità sotto il profilo procedurale, contabile e giuridico”. Alla faccia del ritorno alla normalità dopo le ruvidezze di der kommissar che proprio sull’intramoenia aveva incominciato a mettere occhi e mani, toccando fili ad alta tensione che di lì a poco avrebbero folgorato la sua permanenza in corso Bramante.

Per Anaao-Assomed la richiesta del direttore generale arriva “a distanza di quasi due anni rispetto agli incassi oggetto di rendicontazione, senza che nel frattempo siano stati resi disponibili in modo chiaro e completo i criteri di calcolo, le modalità di imputazione dei costi, né un livello di trasparenza documentale tale da consentire ai professionisti e alle loro rappresentanze di comprendere, verificare e contestare puntualmente la formazione del presunto disavanzo. È del tutto evidente – aggiunge il sindacato – che una richiesta economica che incida su competenze già maturate e corrisposte non può prescindere da un impianto istruttorio rigoroso, accessibile e verificabile”.

I camici bianchi non usano giri di parole per respingere al mittente la richiesta e dire che “il disavanzo rappresentato dall’Azienda non possa in alcun modo essere posto a carico dei dirigenti medici, in quanto esso risulta riconducibile, per stessa ammissione implicita della documentazione aziendale, a scelte organizzative, gestionali e amministrative che rientrano nella esclusiva responsabilità dell’azienda”.

Insomma, quello che pareva poco più di un dettaglio cui non dar troppo peso per non guastare la festa della sottoscrizione del bilancio, ora diventa un problema serio e motivo di forte tensione tra le rappresentanze dei medici (oltre ad Anaao altre sigle starebbero muovendosi in modo analogo) e il vertice della Città della Salute. Non solo. L’altra firma, ancora attesa sul consuntivo 2024, ovvero quella del direttore regionale Antonino Sottile che da settimane sta compulsando il documento contabile potrebbe essere ancora più in forse. Di certo non userà la penna fortunata.

print_icon