PALAZZO LASCARIS

Campo largo sul piano sanitario:
"uniti per salvare il salvabile"

Le minoranze insieme al vicepresidente della Commissione Sanità Valle. Nessun ostruzionismo, ma 150 emendamenti di merito per puntellare il testo di Riboldi e Marrone. Altri 200 della Giunta Cirio: "Dimostra l'inadeguatezza del documento che volevano approvare"

Entra nel vivo il confronto sul nuovo Piano socio-sanitario, fortemente voluto dall’assessore alla Sanità Federico Riboldi. Questa mattina è iniziata la discussione in Consiglio regionale, che proseguirà domani e giovedì e dovrebbe concludersi, salvo sorprese, con il voto finale nella seduta di lunedì 22 dicembre, ultima convocazione dell’aula prima della pausa natalizia.

Il merito della questione

Questa volta le opposizioni hanno scelto di non mettere i bastoni tra le ruote alla giunta Cirio, provando a bloccare il provvedimento, ma al contrario puntano a migliorarlo. Nessun ostruzionismo, nessuna maratona notturna di interventi procedurali con il rischio di rovinare le festività dei consiglieri: i gruppi di minoranza hanno deciso di giocare una partita tutta politica e di contenuto, presentando circa 150 emendamenti condivisi e concordati unitariamente tra tutte e quattro le forze che vanno a comporre il campo largo piemontese. Una scelta rivendicata come atto di responsabilità istituzionale anche nella conferenza stampa convocata oggi nella Sala delle Bandiere di Palazzo Lascaris, a cui hanno partecipato le quattro capogruppo – Gianna Pentenero del Partito Democratico, Sarah Disabato per il Movimento 5 Stelle, Alice Ravinale di Alleanza Verdi-Sinistra e Vittoria Nallo per Stati Uniti d’Europa – insieme al consigliere del Pd e vicepresidente della Commissione Sanità Daniele Valle, che ha illustrato la strategia unitaria della minoranza, con il fine di apportare al Piano Riboldi qualche miglioria.

Salvare il salvabile

Secondo le opposizioni infatti il Piano resta insufficiente, ma risulta “meno irricevibile” rispetto alla prima versione predisposta dalla Giunta e firmata dallo stesso Riboldi insieme al suo collega di giunta (e di partito, essendo entrambi di Fratelli d'Italia) Maurizio Marrone, assessore al Welfare. Un testo che inizialmente l’assessore alla Sanità avrebbe voluto approvare entro Ferragosto, ma che si sarebbe rivelato talmente fragile da spingere la Giunta a presentare numerosi correttivi nel corso dei lavori in Commissione: “Gli oltre 200 emendamenti presentati dalla Giunta dimostrano che approvare il Piano sociosanitario entro l’estate sarebbe stata una forzatura e avrebbe prodotto un documento inservibile”, ha dichiarato Valle, che ha ricordato come fin dall’inizio le opposizioni abbiano segnalato errori, lacune e dati non aggiornati, criticando il percorso di consultazioni gestito inizialmente dalla sola Giunta guidata da Alberto Cirio. “Con nove incontri sul territorio abbiamo ascoltato amministratori, operatori, associazioni e sindacati, restituendo al Consiglio un ruolo centrale di confronto con la società piemontese”, ha aggiunto, sottolineando come il giudizio del Pd resti negativo, “per l’assenza di una solida base epidemiologica, di obiettivi chiari, risorse definite e indicatori di risultato”.

Qualcosa in più

La capogruppo dem Pentenero rivendica invece i risultati ottenuti grazie al lavoro emendativo: “Il Piano arriva oggi in Consiglio in una versione con qualcosa in più rispetto a quella iniziale, solo col nostro intervento”, afferma. Tra i punti qualificanti, Pentenero cita il cambio di paradigma sulla salute mentale e una maggiore attenzione alla salute delle donne. Il nodo politico tuttavia resta irrisolto: “A fronte di obiettivi condivisibili, non ci sono risorse, non ci sono finanziamenti, non c’è un quadro economico credibile”. Giudizio simile quello fornito dalla capogruppo del M5s Sarah Disabato: “Il Piano socio-sanitario approda a Palazzo Lascaris dopo anni di attese e di ritardi”, afferma la consigliera pentastellata, che parla di “sanità gestita in maniera improvvisata e senza alcuna programmazione”. Tra le principali criticità segnala la carenza di personale, la mancanza di risorse e l’immobilismo sull’edilizia sanitaria, fatta eccezione per le strutture finanziate dal Pnrr.

Giunta incapace

Altrettando duro il giudizio di Vittoria Nallo: “La Giunta evita il cuore del problema: risorse e personale. Dopo sei anni, non è più solo mancanza di visione: è incapacità di governo”, afferma la capogruppo di Stati Uniti d’Europa, che denuncia l’assenza di obiettivi misurabili e di vincoli chiari sulle grandi riorganizzazioni. Anche lei però rivendica alcuni emendamenti migliorativi, citando l’estensione degli screening neonatali, l’introduzione del modello Housing First per i senza fissa dimora e l’avvio concreto della sanità transfrontaliera con la Francia per le aree di confine. Alice Ravinale di Avs parla invece di “occasione persa” sul piano dell’impianto complessivo del Piano, pur riconoscendo l’importanza delle modifiche ottenute tramite il lavoro unitario delle opposizioni.

Verso l’approvazione

Il confronto entra ora nella sua fase decisiva con la discussione in aula che potrebbe riservare sorprese da parte dei consiglieri di maggioranza, che potrebbero presentare nuovi emendamenti in Consiglio nei prossimi giorni, andando a limare ulteriormente un testo originale già abbondantemente rattoppato. Con ogni probabilità il Piano verrà approvato lunedì prossimo, ma il voto arriverà al termine di un percorso che ha già messo in evidenza tutte le fragilità di una riforma attesa da anni e approdata in Aula solo dopo profonde correzioni, anche da parte degli stessi promotori.

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