Cirio, inapplicabile la pillola abortiva Ru486 in consultorio

"Quando il ministero della Salute ha emanato 'le Linee di indirizzo sulla interruzione volontaria di gravidanza con mifepristone e prostaglandine', la Regione Piemonte ha scritto una comunicazione formale notificata al ministero stesso, argomentando - testualmente - 'l'inapplicabilità delle disposizioni contenute nelle concernenti la somministrazione farmacologica di mifepristone (Ru486) in consultorio', indicando le motivazioni sotto il profilo giuridico sul ruolo attribuito ai consultori dalla legge 194 e tecnico-sanitario sui potenziali rischi per la salute della donna con la somministrazione in ambito extraospedaliero". Lo riporta una risposta firmata dal presidente della Regione, Alberto Cirio, e letta oggi in Consiglio regionale alla consigliera Nadia Conticelli (Pd), che chiedeva informazioni in merito al 'divieto di somministrazione della Ru486 nei consultori familiari regionali in assenza di circolare'. Il caso del divieto - risalente al 2020 - della somministrazione della pillola abortiva nei consultori con un comunicato stampa e senza una circolare alle Asl era emerso nei giorni scorsi sul quotidiano La Stampa. "Il mancato recepimento - scrive Cirio - di nuove linee guida non richiede ovviamente l'adozione di alcun altro provvedimento, rimanendo inalterata la disciplina già applicata nelle aziende sanitarie locali e ospedaliere, in Piemonte come nelle altre 16 regioni italiane che hanno tenuto la stessa linea". Secondo Conticelli "le competenze regionali in campo sanitario non possono essere utilizzate in maniera ideologica per negare diritti, paventando anche un certo allarmismo rispetto alle procedure" e "le linee guida del Consiglio superiore di sanità, recepite dal ministero della Salute consentono la somministrazione della Ru486 fino alla nona settimana anche in regime ambulatoriale e nei consultori, come già avviene nel Lazio, Emilia Romagna, Sardegna e Toscana. Quindi per il presidente Cirio queste regioni mettono a rischio la salute delle donne". 
 

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