Piano sanitario, da maxi a mini: Icardi riduce l'emendamento.
Il trucco c'è ma (non) si vede
Davide Depascale 17:26 Mercoledì 17 Dicembre 2025
Lo studio che il consigliere leghista aveva fatto commissionare quando era assessore, riscrivendo di fatto il documento di Riboldi, esce dalla porta ma rientra dalla finestra: non è più nel testo, ma in un link esterno. In pratica non cambia nulla, ma FdI è contenta
Come abbiamo anticipato ieri, le maggiori insidie all’approvazione del Piano socio-sanitario non arrivavano dalle opposizioni, già concordi nella rinuncia all’ostruzionismo in favore di emendamenti di merito per apportare migliorie, bensì dall’interno della stessa maggioranza. Così i due maxi-emendamenti del consigliere della Lega Luigi Icardi, che andavano a intervenire su due temi cardine come la sanità territoriale e la rete ospedaliera hanno mandato in tilt i colleghi di Fratelli d’Italia, che si son ritrovati tra le mani un documento mai visto prima (visto che l’ex assessore alla Sanità l’ha presentato direttamente in aula, bypassando l’esame della IV Commissione di cui è anche presidente) che andava sostanzialmente a riscrivere il provvedimento che porta la firma di due loro colleghi di partito, il “sindaco della Sanità” Federico Riboldi e l’assessore al Welfare Maurizio Marrone.
Il piano Icardi
Ad agitare maggiormente le acque è stato l’emendamento 52, riguardante la riorganizzazione della rete ospedaliera piemontese. A tal riguardo Icardi proponeva una corposa aggiunta al fine di ammortizzare gli effetti della famigerata delibera 1-600, scritta nel 2015 dall’allora direttore regionale della Sanità Fulvio Moirano per la giunta di Sergio Chiamparino, ispirandosi a uno studio che lui stesso aveva commissionato alla società Agm Project Consulting quando era assessore, in cui viene ricordato che per ridefinire i fabbisogni sul fronte degli ospedali, attuali e futuri, siano stati analizzati vari elementi passando dal contesto epidemiologico ai livelli di performance, dalla mobilità sanitaria alla rilevazione dell’offerta dei servizi.
Allegato troppo pesante
Entrando nel Piano socio-sanitario, questo studio andava di fatto a riscriverlo, sottraendo la paternità di un simile provvedimento a chi ne ha fatto una bandiera come l’attuale assessore Riboldi. Una prospettiva che il suo partito, FdI, non poteva mandar giù senza colpo ferire. Dopo essersi accorti in ritardo dell’entità dei due emendamenti, complice la scelta di Icardi di presentarli direttamente in aula – ufficialmente per motivi di tempo, ma non ci crede nemmeno lui – i consiglieri meloniani hanno chiesto spiegazioni al collega leghista, interrompendo la seduta mattutina.
Ritirata gattopardesca
Così dopo un conciliabolo di maggioranza, è stata trovata una quadra: Icardi ripresenta l’emendamento, non allegando più lo studio al testo dell’emendamento, ma rimandandone la consultazione tramite un link esterno. Risultato? Se l’emendamento 52 era lungo più di cento pagine, il 52 bis si riduce solamente a due. Eppure il contenuto resta sostanzialmente immutato, ma siccome non va a sovrascrivere il piano di Riboldi il partito di maggioranza relativa a sostegno della giunta di Alberto Cirio può dirsi soddisfatto. Tutto cambia affinché nulla cambi.
Scelte diverse
Icardi ha poi voluto sottolineare la sua diversità di vedute rispetto al suo successore: “Questo piano strategico io lo avrei fatto diversamente: avrei preso la rete territoriale, la rete ospedaliera, la rete emergenza urgenza e avrei fatto subito un atto più concreto, la giunta ha scelto di rimandare a successivi atti la concretizzazione e va bene così”, ha detto l’ex assessore intervenendo oggi in aula. “Questo piano socio-sanitario, per come è stato presentato, concepito dall'assessore e dalla giunta, ed è riconosciuto un po' da tutti quelli che sono intervenuti nella commissione durante le audizioni, è un piano strategico. Lo stesso assessore ce lo ha detto”, ha concluso, prendendo così le distanze dalle scelte di Riboldi e rivendicando le sue proposte di modifica al provvedimento.
Accelerata per l’approvazione
Superato anche questo ostacolo tutto interno alla maggioranza, l’iter di approvazione del Piano, che nei desiderata di Riboldi avrebbe dovuto vedere la luce entro l’estate, si avvicina al traguardo, e in caso di esame rapido degli emendamenti (circa 400 tra quelli presentati dalla giunta e quelli dell’opposizione) potrebbe ricevere il via libera già nella seduta di domani. Tra i capigruppo di maggioranza c’è anche chi spinge per convocare il consiglio anche venerdì, in modo da non tornare più in aula la prossima settimana – dov’è già convocata una seduta nella giornata di lunedì – e riprendere i lavori consiliari direttamente nel 2026, al rientro della vacanze di Natale. Ma che sia domani, venerdì o lunedì prossimo cambia davvero poco: nel piano di Riboldi la mano di Icardi continua a esserci: è solo nascosta in un link.


