ALTA TENSIONE

"È solo l'inizio". Askatasuna minaccia fuoco e fiamme

Grande preoccupazione per la manifestazione indetta per domani pomeriggio a Torino dai collettivi, attesi militanti da tutta Italia dopo lo sgombero del centro sociale. L'antipasto: dieci poliziotti feriti durante gli scontri di ieri sera

Torino si prepara a un fine settimana ad alta tensione dopo lo sgombero, avvenuto all’alba di ieri, del centro sociale Askatasuna, storico spazio dell’area antagonista torinese occupato da trent’anni in corso Regina Margherita, nel quartiere Vanchiglia. Alla chiusura forzata dello stabile ha fatto seguito una serata di scontri e una lunga scia di polemiche, mentre le autorità guardano con crescente preoccupazione alla grande manifestazione convocata per domani pomeriggio, con partenza alle 14:30 da Palazzo Nuovo.

Chiamata alle armi

Sui social network, gli autonomi di Askatasuna hanno diffuso messaggi dal tono battagliero, annunciando nuove iniziative e chiamando alla mobilitazione. “Niente sarà più come prima, il campo è stato tracciato – si legge in un post – chi collabora con noi continua a volere un presente e un futuro diversi sa che la partita non è finita, ma solo iniziata”. Il corteo di sabato – che partirà dalla sede universitaria di Palazzo Nuovo, a pochi isolati dal quartiere Vanchiglia che ospita(va) l’Aska – viene presentato come “un primo passaggio” per reagire allo sgombero e rilanciare l’azione politica del movimento.

Nel messaggio, Askatasuna considera esplicitamente l’intervento delle forze dell’ordine come un attacco del governo di Giorgia Meloni alla città di Torino e, in particolare, al movimento di solidarietà con la Palestina. “La migliore risposta è continuare a lottare insieme”, concludono gli autonomi nel loro messaggio sui social, chiamando a raccolta simpatizzanti e militanti, che si attendono numerosi da ogni parte d’Italia.

La denuncia dei poliziotti

Di segno opposto le reazioni dei sindacati di polizia e del mondo politico, che sottolineano la gravità degli scontri avvenuti ieri nelle ore successive allo sgombero. Durante la manifestazione di ieri sera a sostegno di Askatasuna, dieci agenti dei reparti mobili sono rimasti feriti. Il segretario generale della Fsp Polizia di Stato, Valter Mazzetti, parla senza mezzi termini di “guerriglia” e di “terrorismo di piazza”, citando l’uso di bombe carta, bottiglie e il lancio di oggetti contro le forze dell’ordine.

“Altro che centro culturale – afferma – gli attacchi confermano con chi si ha a che fare quando si parla di Askatasuna. Non è ammissibile alcuna tolleranza di fronte all’illegalità”. Sulla stessa linea il Sap, altra sigla sindacale degli agenti di polizia, con il segretario generale Stefano Paoloni che definisce i fatti “l’ennesima dimostrazione dell’indole violenta” dei militanti, ribadendo la correttezza del provvedimento di sgombero e la solidarietà agli agenti feriti.

Alta tensione

In questo clima di forte contrapposizione tra forze dell’ordine, politica e antagonisti, l’attenzione si concentra ora sulla manifestazione annunciata per domani pomeriggio. Le autorità temono nuove tensioni e possibili disordini, mentre in città cresce l’allarme per l’impatto che il corteo potrebbe avere sull’ordine pubblico. Dopo l’assalto alla Stampa di poche settimane fa, Torino si trova nuovamente al centro dell’attenzione a causa di un clima sempre più incendiario. Ma c’è già chi promette che è “solo l’inizio”.

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