Cresci Piemonte, opposizione soft del Pd per aiutare Lo Russo
Davide Depascale 16:47 Mercoledì 07 Gennaio 2026Licenziato in Commissione a Palazzo Lascaris il provvedimento che velocizza l'iter dei progetti urbanistici, necessario per approvare il nuovo piano regolatore di Torino prima della fine del mandato del sindaco. In aula tra due settimane niente ostruzionismo
Opposizione morbida a Cirio per non scontentare Lo Russo. Il Cresci Piemonte supera il primo scoglio e ottiene il via libera della II Commissione Urbanistica del Consiglio regionale. Il disegno di legge 94, che introduce “disposizioni temporanee in materia urbanistica per l’accelerazione dello sviluppo economico regionale” e punta a sbloccare interventi legati ai fondi del Pnrr, arriva ora in Aula con un dato politico che non può passare inosservato: i quindici emendamenti presentati provengono quasi tutti dalla giunta guidata da Alberto Cirio, mentre l’opposizione non sembra aver alcuna intenzione di fare ostruzionismo. Una scelta tutt’altro che casuale: il Partito Democratico, in particolare, ha deciso di non rallentare l’iter per evitare di perdere ulteriore tempo su un fronte considerato strategico per Torino e per il sindaco dem Stefano Lo Russo, che ha bisogno di tempi certi per sbloccare il nuovo piano regolatore, che la città attende da ormai trent’anni. Mettere i bastoni tra le ruote al Cresci Piemonte avrebbe significato complicare un percorso che il Pd non ha alcun interesse a frenare, ma al contrario lavora per velocizzarlo, facendo sponda con la maggioranza.
Il testo
Il provvedimento prevede di semplificare l’iter e dimezza le tempistiche procedimentali richieste per le modifiche agli strumenti di pianificazione urbanistica necessarie per l’approvazione di progetti e interventi finanziati con fondi europei, statali e regionali, oltre agli interventi finanziati con sole risorse private. Per questi ultimi, definiti di interesse strategico regionale, un emendamento della Giunta ha stabilito i criteri affinché possano accedere alle tempistiche accelerate, fra cui un investimento minimo di 5 milioni di euro. Devono inoltre portare a un incremento occupazionale pari almeno al 10% (non inferiore a 20 addetti), mentre se si tratta di un nuovo insediamento il numero di addetti minimo deve essere pari a 100. Per l’attuazione la norma stanzia 400 mila euro per il 2026 e 500mila euro rispettivamente per il 2027 e il 2028, in modalità condizionata all’approvazione del bilancio di previsione 2026-2028. A Torino e agli altri capoluoghi di provincia è consentita poi l’istituzione di una cabina di regia per l’approvazione di varianti generali al Piano regolatore generale o di nuovi Prg, con una riduzione delle tempistiche della seconda conferenza di pianificazione.
Ricca intesa
Così la partita si sposta velocemente in Aula, dove verrà presentato l’emendamento annunciato dal capogruppo della Lega a Palazzo Lascaris Fabrizio Ricca, che punta a imporre tempi certi per velocizzare l’approvazione di varianti e nuovi Prg. La proposta di Ricca prevede per il comitato di copianificazione (cui partecipano Comune e Regione) un termine massimo di 90 giorni per fare le sue deduzioni, a cui seguirà un periodo di non oltre 120 giorni per le controdeduzioni. In questo modo il nuovo piano regolatore potrebbe vedere la luce già nel 2026, prima della scadenza del primo mandato di Lo Russo, che porterebbe così un bell’argomento a sostegno della sua rielezione. Un punto sensibile, su cui i dem hanno dunque tutto l’interesse a convergere, evitando uno scontro frontale e favorendo un’approvazione del provvedimento senza particolari patemi.
Tempi certi
Una strategia consociativa che dall’opposizione tutto sommato rivendicano: “In questa fase abbiamo scelto la linea della responsabilità – spiegano Nadia Conticelli, presidente regionale del Pd e vicepresidente della II Commissione, e il suo collega di partito Daniele Valle – e non abbiamo posto emendamenti né fatto ostruzionismo, poiché riteniamo utile arrivare in Aula il prima possibile per porre correttivi e aprire la discussione di merito”. Il Pd riconosce anche come siano stati fatti alcuni passi avanti nella stesura del provvedimento: “Abbiamo osservato con favore un testo più attento a definire l’interesse strategico degli interventi con parametri più stringenti, ma non basta”.
Il nodo resta quello dei tempi: “Siamo pronti ad avanzare nostre proposte sui tempi certi per varianti e nuovi Prg se la maggioranza non si farà carico delle richieste dei Comuni e delle categorie produttive”. Una criticità evidenziata da più parti, al quale la proposta della Lega è pronta a venire in soccorso. Dalla maggioranza esulta invece Fratelli d'Italia: “Con le nuove norme sulla semplificazione urbanistica, diamo una risposta concreta alla necessità di velocità ed efficacia che il territorio ci chiede”, dichiarano il presidente della I Commissione Roberto Ravello e le consigliere Paola Antonetto e Marina Bordese. Più scettico invece, tra le opposizioni, il Movimento 5 Stelle: “Va bene velocizzare, ma bisogna garantire trasparenza e correttezza delle procedure”, scrivono in un comunicato i rappresentanti pentastellati in regione, con la capogruppo Sarah Disabato e i consiglieri Alberto Unia e Pasquale Coluccio.
Urgenza a parole
Non manca però anche dai dem la stoccata politica alla giunta Cirio e al suo assessore competente Marco Gallo. “Definito urgente, il Cresci Piemonte sarebbe dovuto arrivare alle votazioni del Consiglio già nel giugno 2025 – rimarcano Conticelli e Valle – e invece giunge all’approvazione della Commissione solo ora, a gennaio dell’anno successivo e a pochi mesi dalla scadenza dei fondi Pnrr”. Un ritardo che, secondo il Pd, mal si concilia con l’urgenza sbandierata dall’esecutivo regionale. Il confronto si sposta in Aula a partire dal 20 gennaio, dato che la prossima settimana non sono previste sedute del Consiglio Regionale, mentre andranno avanti i lavori in commissione sulla Legge di Bilancio.
Ma il clima, almeno per il momento, sembra orientato più alla mediazione che allo scontro. Il Pd non vuole rallentare Lo Russo e Torino, e al contempo la maggioranza punta a portare a casa un provvedimento-bandiera, con l’emendamento Ricca pronto a diventare il perno di un accordo trasversale. Se non ci saranno colpi di scena, il Cresci Piemonte è destinato a essere approvato senza scosse, nel nome di uno sviluppo che tutti, almeno a parole, dicono di voler accelerare.



