Referendum giustizia, tanti Sì di sinistra
Davide Depascale 17:50 Giovedì 08 Gennaio 2026Se Schlein è convintamente schierata per il No alla separazione delle carriere, esponenti storici del Pd appoggiano la riforma Nordio. Tra loro i "miglioristi" piemontesi Morando e Negri: "Soluzione perfettamente coerente con la nostra storia"
Anche a sinistra c’è chi dice sì alla riforma Nordio. E se tanti esponenti dell’opposizione sostengono pubblicamente le ragioni del No per disciplina di partito, salvo poi disattenderla nel segreto dell’urna, c’è chi ha deciso di metterci la faccia e lunedì prossimo sarà a Firenze al convegno intitolato “La sinistra che vota sì” e organizzato dall’associazione Libertà Eguale, presieduta dall’ex senatore piemontese Enrico Morando, già viceministro dell’Economia nei governi di centrosinistra presieduti da Matteo Renzi e Paolo Gentiloni e storico esponente dell’ala migliorista del Pci. “La soluzione prevista da questa riforma è perfettamente coerente con l’idea della sinistra in materia di organizzazione della giustizia”. Un pensiero che dalle parti del campo largo fa parecchio discutere, ma è più condiviso di quello che sembra.
Garantisti alla fiorentina
Al convegno, che si terrà negli spazi della palazzina reale di Santa Maria Novella, interverranno importanti figure del panorama giudiziario, come il presidente emerito della Corte Costituzionale Augusto Barbera e il presidente delle Camere Penali Francesco Petrelli, e una pletora di ex parlamentari eletti tra le fila del Pd di orientamento garantista, come Anna Paola Concia, Tommaso Nannicini, l’ex senatore del Pd e costituzionalista Stefano Ceccanti e l’ex ministro dell’Interno e sindaco di Catania Enzo Bianco. Ci sarà anche la senatrice Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva, che pur essendo ormai organica al campo largo – con la segretaria del Pd Elly Schlein schierata convintamente per il No – ha lasciato libertà di coscienza ai suoi iscritti e militanti. Non sarà presente ma invierà un videomessaggio la vicepresidente del Parlamento Europeo in quota Pd Pina Picierno, sempre più distante dalla linea ufficiale del partito dopo le divergenze in materia di politica estera.
Piemontesi per il sì
A Firenze, oltre al padrone di casa Morando, ci sarà un piccolo drappello di piemontesi, a partire dall’ex ministro Enrico Costa, oggi deputato e responsabile giustizia di Forza Italia. Ma a rappresentare la sinistra che vota sì sotto la Mole ci sarà Magda Negri, altra esponente dell’ala migliorista ed eletta in parlamento tra le fila dei Ds prima e del Pd poi. “L’accusa principale dei sostenitori del No a questa riforma, ovvero che assoggetterebbe i Pm al controllo dell’esecutivo, è assolutamente infondata, l’articolo 104 non viene toccato in quella parte”, sostiene Negri, che non vuole sentir parlare di attacco alla Costituzione: “Trovo assolutamente disonesto questo modo di fare, ma d’altronde è già successo con la riforma costituzionale promossa da Renzi nel 2016, che peraltro trovavo piuttosto modesta. Cerchiamo piuttosto di stare nel merito: chi è per il No non sostiene soluzioni alternative, di fatto difendendo uno status quo ormai indifendibile”. L’ex senatrice però, pur condividendo il contenuto della riforma, non manca di criticare l’approccio della premier Giorgia Meloni e del guardasigilli Carlo Nordio: “Spero che sia l’ultimo capitolo delle riforme costituzionali approvate a colpi di maggioranza, una tragedia che deve finire”.
Presenti all’appello
Contestualmente al convegno in terra toscana, l’associazione Libertà Eguale ha lanciato un manifesto a sostegno del sì “da sinistra” alla separazione delle carriere, al quale dal Piemonte, oltre alla già citata Magda Negri, hanno aderito l’ex senatore del Pd Stefano Esposito, l’assessore comunale di Grugliasco Raffaele Bianco e l’ex consigliere regionale (e prima ancora in Sala Rossa) Luca Cassiani. “Mi convincono molto le argomentazioni portate da vari accademici e giudici, come Augusto Barbera e Sabino Cassese, a sostegno di questa riforma”, dichiara quest’ultimo. “Oltre a loro ci sono tanti procuratori della Repubblica e avvocati schierati per il Sì, chi conosce il funzionamento della giustizia italiana e crede nel giusto processo non può non sostenerlo”. Ma oltre ai pochi citati che si sono esposti, l’impressione è che ci siano tanti a sinistra, anche tra i più insospettabili e che oggi siedono in parlamento o in consiglio regionale, pronti a dare il proprio assenso alla separazione delle carriere. L’importante è non farsi notare.



