ECONOMIA DOMESTICA

Directa sfiora i 10 miliardi di asset, l'eredità Segre nella finanza digitale

La società torinese, pioniera del trading online in Italia, archivia il 2025 con una crescita del 47% e 33 mila nuovi clienti. In forte aumento gli ordini, con il boom degli Etf. Al centro il modello della "disintermediazione" promosso dal presidente, figlio d'arte

Un passo dai 10 miliardi. Directa Sim, società torinese, pioniera del trading online in Italia e oggi quotata su Egm, chiude il 2025 con asset amministrati per conto della clientela in forte crescita rispetto ai circa 6,6 miliardi di dicembre 2024. Tradotto: +47% in dodici mesi, un’accelerazione che racconta molto sia dell’andamento dei mercati sia di come stanno cambiando le abitudini dei risparmiatori italiani.

Directa Sim è una società di intermediazione mobiliare: in pratica, un broker che consente ai clienti di investire direttamente sui mercati finanziari, senza passare dai canali bancari tradizionali. Il cuore del modello è la disintermediazione: strumenti digitali, costi contenuti e massima autonomia decisionale per l’investitore. Un modello che, numeri alla mano, ha ormai superato la fase sperimentale.

Clienti: uno ogni 12 minuti

La crescita degli asset è figlia di due fattori principali. Da un lato, l’andamento positivo dei mercati nel corso del 2025. Dall’altro, e soprattutto, l’arrivo di nuova clientela. A fine anno i clienti attivi sulla piattaforma sono 137.568, con un aumento del 31,6% rispetto al 2024. Solo nel 2025 sono stati aperti 33 mila nuovi conti.

Un dato colpisce più di altri ed è quello finale dell’anno. «Nel periodo conclusivo del 2025 abbiamo acquisito in media un nuovo cliente ogni 12 minuti», sottolinea il direttore commerciale Stefano D’Orazio. Un ritmo che racconta un interesse crescente verso il “fai da te” finanziario, ma anche il lavoro fatto sul fronte della formazione: «Accanto allo sviluppo dell’offerta – aggiunge – abbiamo investito con continuità nell’educazione finanziaria attraverso la Directa Academy, pensata per tutti gli italiani che vogliono avvicinarsi in modo consapevole al mondo degli investimenti e del trading».

Più ordini, più mercati, più Usa

Nel corso del 2025 sono stati eseguiti circa 6 milioni di ordini, con un incremento del 27% rispetto all’anno precedente. Oltre la metà riguarda i mercati cash, cioè quelli in cui le operazioni vengono regolate “a pronti”: qui la crescita è stata addirittura del 33%.

Il controvalore complessivo dei titoli cash intermediati ha superato i 44 miliardi di euro, in aumento del 23%. In parallelo si registra anche un forte interesse per i mercati statunitensi, con il numero di ordini Usa in crescita del 32% rispetto al 2024.

Il vero boom: Etf e Pac a costo zero

Il dato più eclatante riguarda però gli Etf (Exchange Traded Fund). Nel 2025 gli eseguiti su questo comparto sono cresciuti del 71%, trainati soprattutto dai piani di accumulo (Pac) a costo zero. Ma perché gli Etf stanno letteralmente conquistando i risparmiatori? Le ragioni sono tre generali e una molto concreta. Accessibilità: sempre più broker li offrono, rendendoli alla portata di tutti. Efficienza: rispetto ai fondi a gestione attiva, hanno commissioni di gestione molto più basse. Nel lungo periodo questo fa una grande differenza sulle performance. Semplicità per chi fa da sé: l’Etf elimina il problema dello stock picking, cioè la scelta del singolo titolo. La quarta ragione è forse quella decisiva: molti Etf sono oggi acquistabili gratuitamente, grazie a oltre 20 accordi stipulati da Directa con i principali emittenti.

Gli Etf più presenti nei portafogli dei clienti restano quelli legati ai grandi indici globali: MSCI World ed Europe, Nasdaq, S&P 500. Investire in un indice significa puntare su un paniere ampio e diversificato, più prudente rispetto al singolo titolo.

Tecnologia e futuro

Chiusa la partita del 2025, lo sguardo è già rivolto avanti. «Continueremo a investire con convinzione in tecnologia, nel miglioramento dell’esperienza utente, nella qualità del servizio e in nuove e importanti iniziative di marketing», afferma l’amministratore delegato Andrea Busi, con l’obiettivo dichiarato di sostenere una crescita ancora più ambiziosa.

La disintermediazione “irreversibile”

A sintetizzare il senso di questi numeri è il presidente Massimo Segre, figura storica della finanza torinese e anima del progetto Directa, a tutti gli effetti figlio d’arte: sua madre, la mitica Bruna Segre, morta nel 2014, è stata una pioniera assoluta del risparmio gestito italiano, fondatrice di quella Banca Intermobiliare (la Bim) per anni vera “boutique finanziaria” delle élite del Nord Italia, con un ruolo di primo piano accanto a gruppi industriali e patrimoni storici locali.

«Il modello della disintermediazione ha raggiunto in Italia una maturità irreversibile – spiega –. Parlo di risparmiatori che hanno scelto l’autonomia decisionale come criterio di gestione del proprio capitale. La crescita del 47% degli asset amministrati in un solo anno dimostra che questa scelta non è marginale, ma rappresenta un’alternativa credibile e consolidata all’intermediazione tradizionale».

In altre parole: Directa non cresce solo perché i mercati vanno bene, ma perché sempre più italiani scelgono di capire, decidere e investire in prima persona. E i quasi 10 miliardi di asset di fine 2025 sono lì a dimostrarlo.

print_icon