Mobilità sanitaria, Italia divisa. Piemonte in "rosso", pecora nera del Nord
Stefano Rizzi 15:26 Venerdì 09 Gennaio 2026I conti del 2024 confermano il primato della Lombardia con un saldo positivo di oltre mezzo miliardo. Seguono Emilia-Romagna (che teme l'ingolfamento degli ospedali) e Veneto. dalle casse piemontesi usciranno 24 milioni. Situazione sempre critica al Sud
Nessuno si faceva, né avrebbe potuto farsi, illusioni e quindi non sorprendono più di tanto gli ultimi dati relativi alla mobilità sanitaria che continua a dividere il Paese, con notevoli differenze anche nell’ambito di territori simili e geograficamente vicini.
Sono comunque numeri, più precisamente milioni e milioni di euro che si spostano da un sistema sanitario regionale all’altro, che non possono non preoccupare, soprattutto perché confermano un andamento ormai consolidato senza lasciar intravvedere il cambiamento auspicato e talvolta azzardatamente annunciato.
Trend consolidato
Le ultime cifre riferite al 2024 sono quelle che compongono le richieste tra le Regioni per i rimborsi delle cure ottenute dai residenti al di fuori di confini regionali.
Un conto della spesa, insomma, che dovrà poi essere validato e formalizzato in ulteriori passaggi, ma che già così fornisce un’immagine chiara di quanto sia ancora forte e sbilanciata la migrazione di pazienti per cure, esami, visite specialistiche e interventi.
C’è chi incasserà molto e chi dovrà pagare altrettanto, ma c’è anche – questo un aspetto di novità – chi pur a fronte di un saldo più che positivo ha già lanciato l’allarme per un sovraffollamento “foresto” delle sue strutture sanitarie con il rischio di allungare i tempi di attesa per i pazienti che risiedono nella regione.
Lombardia in testa
In testa alla classifica con un avanzo, ovvero il saldo tra quello incassato da altre Regioni e quello pagato per le cure dei suoi pazienti oltre i confini, resta la Lombardia con 580,7 milioni di euro (ha incassato circa 1 miliardo e 23 milioni sborsando 442 milioni), seguita dall’Emilia-Romagna che si appresta a chiudere con il segno più davanti a 507,1 milioni. Proprio da questa Regione, con il suo presidente Michele De Pascale che non molto tempo addietro aveva avvertito dei rischi circa la tenuta del suo sistema sanitario proprio in conseguenza del forte e crescente afflusso di pazienti da altre regioni.
Al terzo posto tra i sistemi che incassano ben più di quanto pagano c’è quello del Veneto che chiude il 2024 con un saldo positivo di 189,4 milioni seguito, pur con cifre minori dalla Toscana (54,4 milioni) e da realtà assai più piccole come la Provincia di Trento (5,1 milioni) e il Molise che raggiunge ben 28,2 milioni di ricavo tra incassi e spese.
Piemonte in perdita
Nel Nord dove una regione simile per numero di abitanti, ma evidentemente diversa sul fronte sanitario come il Veneto sta in testa alla classifica, c’è un Piemonte i cui numeri restano ancora tinti di rosso. Il passivo della mobilità sanitaria qui pesa ancora molto, per la precisione poco più di 24 milioni. A fronte di incassi per 256.841.605 euro il sistema sanitario piemontese se ne vede reclamare da altre Regioni 280.994.517.
Certo non sono cifre pesanti come quelle della Calabria che perde 304 milioni o della Campania con un disavanzo di 281,6 milioni o, ancora, della Sicilia con il meno davanti a 220,9 milioni e neppure della vicina Liguria che paga in mobilità passiva 98 milioni. Ma sono tutte regioni, queste, che si differenziano nettamente rispetto al Piemonte o per dimensioni o per collocazione al Sud da cui, ormai storicamente, si muove il flusso di pazienti verso il Nord. Se Il paragone calza certo più con il Veneto, per i motivi appena detti, così come si può avvicinare all’Emilia-Romagna, la situazione piemontese sulla mobilità sanitaria e quindi sulla capacità di attrarre pazienti da fuori confini e fornire i servizi attesi ai propri residenti appare ancora più degna di attenzione e di scelte conseguenti.



