GRANA PADANA

Il "Rinascimento" di Vannacci parte dal Piemonte

Dopo il think tank a Tortona, il "legionario" Sforzini è pronto a prendere la guida del Movimento. Il generale lo manda in trincea contro Zaia, mentre tratta con Pozzolo per la nascita di un gruppo parlamentare autonomo. Prodromi di un suo partito in vista del 2027

Il Movimento Mondo al Contrario parla sempre più piemontese. La creatura guidata e ispirata dal generale e oggi europarlamentare leghista Roberto Vannacci, dal cui bestseller ha preso il nome, ha già avviato la transizione da associazione culturale a movimento politico e vero e proprio, mettendo nel mirino la prima linea nordista della Lega – di cui pure Vannacci è vicesegretario, fortemente voluto da Matteo Salvini – rappresentata dall’ex governatore veneto Luca Zaia, dal lombardo Attilio Fontana e dai capigruppo al Senato e alla Camera, Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari.

Quest’ultimo, che è anche segretario piemontese del Carroccio, si è ritrovato a pochi chilometri dalla sua Alessandria il nuovo centro studi vannacciano, prodromo della trasformazione del Mac in partito. Intitolato “Rinascimento”, il think tank ha sede nel castello di Castellar Ponzano, nei pressi di Tortona, e a guidarlo è l’esperto d’arte Luca Sforzini, che aveva già dato vita nella medesima sede alla Legione del Castello, una sorta di federazione dei vari “Team” del Movimento sparsi tra Piemonte e Lombardia e da qualche giorno anche Campania, con l’ingresso del team di Torre del Greco.

Il crescente peso di Sforzini all’interno del Movimento lo rende uno dei candidati naturali a succedere a Norberto De Angelis, che a fine 2025 ha lasciato la carica di presidente. E sempre restando in terra sabauda, il deputato vercellese Emanuele Pozzolo, espulso da Fratelli d’Italia dopo lo sparo di Capodanno, è pronto a dar vita a un gruppo parlamentare autonomo sotto l’insegna del generale.

Attacco frontale a Zaia

A dimostrazione dell’ascesa di Sforzini nel movimento di Vannacci, è indicativo che sia stato proprio lui a esporsi contro la “svolta a destra” auspicata da Zaia nel suo intervento di una settimana fa sulle pagine del Foglio, mostrando maggiore apertura su temi come diritti civili e accoglienza dei migranti, nell’ottica di un’evoluzione in senso liberale dell’intera coalizione, oltre a rivendicare il tema bandiera dell’autonomia.

“Luca Zaia propone una destra moderata, docile, addomesticata. Scodinzolante. Per questo non è il futuro”, ha attaccato il comandante della Legione del Castello, in una dichiarazione pienamente concordata con il generale, che evidentemente su un tema così delicato ha preferito mandare in avanscoperta il suo scudiero: “Zaia evita i nodi veri: identità, ordine sociale, sicurezza, mentre Vannacci li affronta senza paura”, continua Sforzini, che indica una direzione totalmente opposta, per la destra e per l’intero Paese: “L’Italia non deve moderarsi, deve ritrovarsi: da Roma al Rinascimento siamo stati grandi quando non abbiamo chiesto permesso. Per questo oggi serve una destra forte, indomita. Il futuro non è l’addomesticamento, né scodinzolare al centro, ma difendere l’Italia”. Parole che si confanno più a un esponente politico di spicco che a un tranquillo organizzatore di circoli culturali.

Tutti a cena

Il Mac da inizio 2026 è senza presidente, in seguito all’addio di De Angelis, amico di vecchia data di Vannacci, e Sforzini, forte del lavoro di coordinamento tra i vari Team svolto dalla Legione del Castello a cui si aggiunge ora la guida del think tank, ha tutto le regole per prendere il suo posto. Avranno modo di parlarne questa sera a Paderno Franciacorta, in provincia di Brescia, a una cena organizzata da un’altra associazione della galassia vannacciana, chiamata “Il Nord X Vannacci” e guidata dal bresciano Gianfranco Chiari.

La cena sarà anche un’occasione per aprire la campagna di tesseramento 2026: non c’è solo il Movimento Mondo al Contrario a portare acqua al mulino del generale, ma il coordinamento tra le varie anime – già ben avviato proprio da Chiari e Sforzini – sarà fondamentale per favorire la nascita di una formazione autonoma in vista delle Politiche del 2027, dove Vannacci è pronto a proporsi come alternativa di destra a Giorgia Meloni: con una soglia di sbarramento al 3%, non avrebbe particolari problemi a fare il suo ingresso in Parlamento.

Gruppo autonomo

Il generale tuttavia non sembra avere intenzione di aspettare il ritorno alle urne per fare il suo sbarco in autonomia a Montecitorio, con i lavori per la costituzione di un gruppo parlamentare avviati ormai da più di un mese, dopo che lo stesso Vannacci era stato avvistato alla Camera per un conciliabolo con i suoi fedelissimi.

Tra questi, oltre ai deputati leghisti Rossano Sasso, Edoardo Ziello e Domenico Furgiuele, ci sarebbero anche parlamentari di FdI in rotta con la premier Meloni, come il siciliano Manlio Messina, o già fuoriusciti dal partito, come il piemontese Emanuele Pozzolo, espulso in seguito alle vicende dello sparo di Capodanno, che vedevano coinvolto anche il sottosegretario alla Giustizia, il biellese Andrea Delmastro. Tutti questi a oggi hanno poche chance di essere rieletti (nel caso di Pozzolo praticamente nessuna) così sono pronti a saltare sul carro dell’ex parà della Folgore, nella speranza che li conduca nuovamente a Roma.

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