Dal no a Kiev al nuovo partito:
l'ora X di Vannacci si avvicina
Davide Depascale 07:00 Mercoledì 14 Gennaio 2026
Il voto di domani sul Dl Ucraina sarà l'occasione per segnare il campo all'interno della maggioranza e preparare la nascita di un nuovo gruppo parlamentare sotto le insegne del generale. L'ex FdI Pozzolo si arruola, con uno sguardo al 2027
Che il generale Roberto Vannacci stia lavorando da tempo a un proprio partito è ormai un segreto di Pulcinella nel mondo della politica, ma il punto di non ritorno è questione di giorni, se non di ore. Nella giornata di domani, infatti, il ministro della Difesa Guido Crosetto sarà alla Camera per le comunicazioni sulla conversione del decreto legge sugli aiuti all’Ucraina, da cui emergeranno plasticamente le divisioni all’interno della maggioranza.
I deputati che vi si opporranno andranno a costituire l’embrione della nuova creatura, la cui nascita verrà formalizzata nel giro di un paio di settimane con la creazione del gruppo parlamentare, biglietto da visita in ottica delle prossime Politiche. Il ruolo di vicesegretario della Lega sta stretto all’ex parà della Folgore – eletto europarlamentare tra le fila del Carroccio – così si prepara a lanciare la chiamare alle armi: l’ora delle decisioni irrevocabili è (quasi) giunta.
Non una semplice scissione
Come già scritto in precedenza dallo Spiffero e da altri organi di stampa, i lavori per la costituzione di un gruppo parlamentare autonomo procedono ormai da più di un mese, da quando il generale è stato avvistato a Montecitorio insieme a un gruppo di deputati, tra i quali figurava anche il vercellese Emanuele Pozzolo, espulso da Fratelli d’Italia in seguito alle vicende dello “sparo di Capodanno”, che hanno portato alla rottura con il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro.
Insieme a lui un drappello di deputati leghisti vicini a Vannacci, come Domenico Furgiuele, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, e un altro fuoriuscito da FdI, il catanese Manlio Messina, al centro di un serrato corteggiamento anche da parte di Forza Italia, sponda Roberto Occhiuto. Sono loro a costituire l’ossatura del nuovo gruppo, che però non nascerà subito: al momento di votare sul Dl Ucraina domani (sempre che la discussione o il voto non vengano rinviati, anche se pare improbabile) le defezioni interne alla maggioranza andranno a cristallizzare una posizione di cui Vannacci si è sempre fatto portavoce, e l’ha ribadito anche nelle ultime ore con un post sulla sua pagina Facebook: “Basta armi e soldi a Kiev, non è il nostro interesse nazionale”, ha scritto.
Un’opinione tutt’altro che isolata nel centrodestra e che va in netta contrapposizione alla posizione assunta dalla premier Giorgia Meloni. Un tema spinoso ma agli occhi di Vannacci anche un terreno fertile per allargare il consenso e attrarre nuovi adepti, magari facendo leva sulle preoccupazioni di quanti con l’approssimarsi della fine della legislatura iniziano a guardarsi attorno, cercando nuove collocazioni. È chiaro quindi come non si tratti di un piano interno alla Lega, non una secessione classica, quanto piuttosto una manovra volta ad attrarre anche esponenti degli altri partiti della coalizione.
Pozzolo ha infatti la missione di fare “scouting” tra i suoi ex colleghi di partito, andando a incrementare il drappello che al momento conterebbe su una decina di deputati. Non abbastanza per dar vita a un nuovo gruppo (ne servono almeno 20 alla Camera), ma sufficienti a costituire una componente del Gruppo Misto, con la convinzione che possano velocemente ingrossarsi le fila, ragion per cui il voto di domani sarà solo un punto di partenza in vista di un successivo showdown.
Il piano del generale e dei suoi è chiaro: tra una Forza Italia a darsi un profilo sempre più liberale, Fratelli d’Italia che veste i panni della destra istituzionale e una Lega in piena crisi d’identità tra le spinte centriste di Luca Zaia e l’atteggiamento ondivago del segretario Matteo Salvini c’è uno spazio a destra da occupare. E in questo un forte incentivo arriverebbe anche dalla nuova legge elettorale allo studio, che con il proporzionale va a premiare la frammentazione delle coalizionii. Ma anche nel caso in cui si andasse a votare con l’attuale Rosatellum la soglia di sbarramento – ora fissata al 3% – sarebbe ampiamente alla portata della nuova formazione vannacciana.
Mac, cambio della guardia
Le mosse del generale vanno ben oltre i confini di Montecitorio. A Palazzo Madama dar vita a un proprio gruppo sarà più complicato, ma almeno sul no agli aiuti all’Ucraina potrà contare sul senatore leghista Claudio Borghi, totalmente allineato alle posizioni di Vannacci anche su altri temi, nella speranza che altri suoi colleghi lo seguano. Intanto ieri è arrivato l’avvicendamento alla presidenza del Movimento Mondo al Contrario, l’associazione culturale che prende il nome dal nome dal bestseller del militare. Dopo le dimissioni di Norberto De Angelis arriva al suo posto il veneto Guido Giacometti, già segretario del Movimento e con un passato nel Fronte della Gioventù e in Alleanza Nazionale.
Il Mac in questo modo non si trasforma in partito, ma resta una tessera del puzzle vannacciano, a cui va ad aggiungersi il nuovo gruppo parlamentare e con il centro studi di Castellar Ponzano, guidato dall’esperto d’arte Luca Sforzini, a fare da trait d’union tra l’associazione culturale e il movimento politico, andando a formare la futura classe dirigente del generale in vista del 2027. Tutte le tessere iniziano a mettersi in ordine: il voto di domani sul Dl Ucraina è solo un passaggio che nell’idea di Vannacci dovrà portare presto alla nascita del nuovo partito.
Per ora l’idea è quella di restare all’interno della coalizione di centrodestra, occupandone lo spazio più a destra, ma se la premier Meloni non dovesse gradire la sua presenza, il generale è pronto a cannoneggiare la maggioranza da fuori. Resta l’incognita Salvini: metterà alla porta il suo vicesegretario o continuerà a fare buon viso a cattivo gioco? Le 500 mila preferenze ottenute alle europee dall’ex parà hanno salvato la Lega dal tracollo, ma sono lo stesso motivo per cui quest’ultimo, dopo aver usato il Carroccio per farsi trasportare a Bruxelles, sa di poter andare avanti con le proprie forze.



