Violenze e scontri Pro Pal, misure cautelari a Torino
08:41 Mercoledì 14 Gennaio 2026Nel mirino dell'operazione di polizia e procura i giovani protagonisti dei gravi disordini avvenuti in città lo scorso 3 ottobre. Al termine del corteo indette da Cgil e Usb per Gaza e la Flotilla, i tafferugli tra Ogr, Leonardo, la stazione di Porta Susa e piazza Castello - VIDEO
È scattata dalle prime ore del mattino l’operazione denominata Riot, condotta dalla Polizia sotto la direzione della Procura di Torino e della Procura per i minorenni. L’intervento prevede l’esecuzione di misure cautelari nei confronti di alcuni giovani ritenuti tra i principali responsabili dei gravi disordini che hanno segnato le manifestazioni pro Palestina dello scorso 3 ottobre. In totale le persone coinvolte sono 8 di cui 5 minorenni. Tra i provvedimenti ci sono due arresti in carcere e tre in comunità.
Le misure cautelari
Durante le indagini è emerso che alcuni degli identificati che hanno ricevuto le misure cautelari sono stati anche coinvolti in due rapine avvenute nell'area metropolitana di Torino, con gravi lesioni per le vittime, tra cui fratture con prognosi di 30 giorni. A seguito delle indagini l’Autorità Giudiziaria ha disposto a vario titolo l'arresto di 5 minorenni (di cui 2 in carcere e 3 collocati in comunità) e l'applicazione di misure cautelari nei confronti di 3 maggiorenni (2 arresti domiciliari e 1 divieto di dimora a Torino).
Sono state eseguite perquisizioni anche a carico di altri indagati con il sequestro di dispositivi elettronici che verranno analizzati per comprendere i contatti e acquisire gli elementi probatori. Si parla di un quadro di “allarmante spregiudicatezza criminale, connotato dalla totale assenza di freni inibitori e un sistematico disprezzo per le norme fondamentali per la convivenza civile”.
Guarda il video degli incidenti
I fatti
Quel giorno, nel capoluogo piemontese, decine di migliaia di persone erano scese in piazza in occasione dello sciopero generale indetto da Cgil e Usb, in solidarietà con la Palestina e con la Global Sumud Flotilla. Il percorso promosso dai sindacati aveva sfilato senza incidenti; a margine, però, altri spezzoni avevano innescato una lunga scia di violenze in diversi punti della città.
I primi scontri erano esplosi nella zona delle Ogr, dove era in corso l’Italian Tech Week con la partecipazione, tra gli altri, della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e del fondatore di Amazon Jeff Bezos. Da lì, gruppi di antagonisti si erano poi spostati davanti alla sede della Leonardo a Collegno, lungo corso Francia, alle porte di Torino.
In quell’area si erano verificati scontri con le forze dell’ordine durati circa un’ora, con danni all’esterno dello stabilimento e nel parcheggio dei dipendenti. La serata era quindi proseguita con blitz nel centro cittadino: alla stazione ferroviaria di Porta Susa persone incappucciate avevano attaccato gli agenti con lanci di bottiglie e pietre.
La nottata si era conclusa con ore di disordini davanti alla Prefettura di Torino e in Via Po, dove era stato danneggiato l’allestimento di Portici di Carta, la rassegna libraria in programma il giorno successivo. Ora, a distanza di mesi, l’operazione Riot mira a fare luce su responsabilità e dinamiche di quella giornata di violenze che aveva messo a ferro e fuoco la città.
Il bilancio di quella giornata di violenza è stato di 12 agenti feriti. Danneggiati diversi mezzi della polizia e autovetture private, oltre ad alcuni arredi di “Portici di Carta”.



