PALAZZO LASCARIS

Legge di bilancio, niente maxi-emendamento. Slitta ancora il Cresci Piemonte

Dopo aver disatteso le raccomandazioni della Corte dei Conti, l'assessore Tronzano ha fretta di approvare la finanziaria regionale entro il 31 gennaio. Lo Russo deve aspettare febbraio per il provvedimento che velocizza l'iter del suo piano regolatore

Slitta ancora il Cresci Piemonte, e dalla legge di Bilancio sparisce il consueto maxiemendamento. Il Consiglio Regionale tornerà a riunirsi per la prima volta nel nuovo anno solo la prossima settimana, ma i lavori in commissione procedono, non senza qualche colpo di scena. E con la finanziaria nazionale a giungere in soccorso delle casse regionali, con un occhio di riguardo alle spese sulla sanità che hanno creato un vero e proprio buco finanziario, quantificato in oltre 250 milioni di euro.

Niente maxiemendamento

Le raccomandazioni della Corte dei Conti, che sollecitavano l’approvazione della legge finanziaria regionale entro il 31 dicembre, sono state disattese anche quest’anno, con i consiglieri di maggioranza che hanno dato la precedenza al nuovo piano socio-sanitario, provvedimento bandiera dell’assessore alla Sanità Federico Riboldi, che ha scritto il testo (successivamente emendato in larga parte) insieme al collega di giunta e di partito – entrambi in quota Fratelli d’Italia – Maurizio Marrone, responsabile del Welfare. Così l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano, che aveva promesso il rispetto della scadenza di fine anno, ha imposto un’accelerata per approvare la nuova finanziaria entro il 31 gennaio ed evitare ulteriori reprimende. La discussione andrà avanti in I Commissione Bilancio almeno fino alla prossima settimana, per poi approdare in aula il 26 gennaio.

Nell’ottica di velocizzare il processo sparisce il maxiemendamento, nel quale gli assessori aggiornavano le varie voci di spesa. Molti assessori sembravano averlo dato per scontato: Riboldi e Marrone l’avevano menzionato nel corso delle audizioni, mentre l’assessore alla Cultura Marina Chiarelli aveva già presentato una sezione apposita nelle tabelle di sua pertinenza. Ma il procedimento questa volta sarà diverso: le voci aggiuntive non saranno inserite in un emendamento, ma andranno ad aggiungersi direttamente alle tabelle dei vari assessori, andando a comporre una manovra dal valore complessivo di 26 milioni di euro.

L’aiuto da Roma

Alcune voci di spesa però, soprattutto quelle relative alla sanità (che da sola costituisce l’80% del budget regionale) non verranno inserite nella finanzaria regionale, ma slittano alla prossima variazione di bilancio, dove ci sarà maggiore spazio di manovra grazie all’ultima legge di Bilancio del governo Meloni. Quest’ultima prevede infatti la possibilità di posticipare la quota capitale dei mutui, dando così respiro alle tutt’altro che floride casse regionali.

Si ricava così una voce extra che si aggira sui 130 milioni di euro, che verranno destinati in larga parte per il risanamento parziale della sanità regionale, che presenta un disavanzo di 268 milioni di euro. Un vero e proprio buco di bilancio che continua ad allargarsi di anno in anno e sul quale sarebbe opportuno metterci quantomeno una toppa. Sempre che l’extra non faccia gola ai vari assessori della giunta guidata da Alberto Cirio, i quali cercheranno ognuno di tirare l’acqua al proprio mulino per accaparrarsi i finanziamenti. Non essendo tema della legge di Bilancio, avranno tutto il tempo per discutere su come spartirsi la torta.

Cresci Piemonte, ennesimo rinvio

Si prende ancora tempo, anche se la giunta l’aveva definito “provvedimento urgente” già un anno fa, per la discussione in aula del Cresci Piemonte, che velocizza l’iter dei progetti urbanistici e che interessa particolarmente il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, che ha più volte sollecitato il governatore Cirio sulla sua approvazione, necessaria per dare il via libera al nuovo piano regolatore della città prima della fine del suo mandato. L’ok in III Commissione Urbanistica è arrivato la settimana scorsa, ma in aula arriverà solo a febbraio.

In mezzo c’è non solo la legge di Bilancio, con i lavori della commissione di questi giorni e la discussione in Consiglio a fine mese, ma anche l’approvazione del piano triennale dell’Ires, la legge regionale sul doping e un odg sulle proteste in Iran. Sono questi infatti i punti all’ordine del giorno del Consiglio Regionale, che torna a riunirsi il prossimo martedì 20 gennaio. E con la settimana successiva che sarà monopolizzata dalla finanziaria, il Cresci Piemonte non arriverà a Palazzo Lascaris prima di martedì 3 febbraio. Sempre che la sua discussione – con al centro l’emendamento del capogruppo leghista Fabrizio Ricca sui tempi certi – non slitti ancora, per la felicità di Lo Russo.

print_icon