Arcivescovo Torino, si candidi all'Unesco cittadella dei santi sociali

L'arcivescovo di Torino Roberto Repole, intervenuto questa mattina a Palazzo Barolo alla cerimonia inaugurale della scultura dedicata alla marchesa Giulia di Barolo, ha lanciato la proposta di lavorare a un progetto di candidatura a Patrimonio dell'Umanità Unesco del "chilometro quadrato della carità", l'area della città che comprende il Distretto Sociale Barolo, il Cottolengo, Valdocco e il Sermig. "Mi piace pensare che questa statua - ha detto Repole - sia un faro posto in una piccola cittadella: un chilometro quadrato che è una città nella città, un'area di una grandezza spettacolare per la vicende di Torino, italiane e dell'umanità. Qui abbiamo Palazzo Barolo, poco distante la Consolata, il Valdocco di Don Bosco, il Cottolengo e il Distretto Sociale Barolo e poi ancora il Sermig. Allora ho fatto un sogno che esprimo, visto che oggi sono qui presenti anche le massime autorità civili, il presidente della Regione e il sindaco di Torino. Ho sognato di rendere questa cittadella della carità un patrimonio dell'umanità. Perché viviamo tempi in cui tutto diventa patrimonio dell'umanità, ma il pericolo è che si stia perdendo l'umanità". "Penso - ha aggiunto - che il più grande patrimonio dell'umanità sia l'umanità stessa. La vicenda di questo chilometro quadrato ci dice che è possibile rimanere umani e rimanerlo insieme a tutte le donne e gli uomini, a cominciare dagli ultimi. È un sogno che lancio qui perché mi sembra il luogo giusto, chissà se potrà avverarsi. In ogni caso - ha concluso - non è brutto sognare".

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