PALAZZO LASCARIS

Regione Piemonte, i revisori bocciano il bilancio. Spartingaia da 27 milioni

Il parere del collegio era rimasto nei cassetti. Le minoranze non ci stanno: "Impensabile discutere senza quel documento". Intanto rispunta il maxiemendamento: una "lista della spesa" di assessori e consiglieri. Chiarelli fa la parte del leone

La legge di bilancio della Regione Piemonte inciampa sul parere dei revisori dei conti e la I Commissione di Palazzo Lascaris frena bruscamente. L’esame del provvedimento è stato interrotto oggi, con la sconvoca delle sedute previste per questo pomeriggio e per domani mattina, e rinviato a domani pomeriggio. Alla base dello stop, un nodo politico e al tempo stesso tecnico: il parere del Collegio dei revisori c’è, è stato depositato, ma non è stato allegato agli atti trasmessi ai consiglieri perché negativo.

Un dettaglio tutt’altro che marginale, che ha fatto saltare il calendario dei lavori. In un primo momento, in commissione, si era parlato di un parere non ancora depositato. In realtà il documento esiste, ma è rimasto “nei cassetti”, come denunciano le opposizioni, proprio a causa del giudizio sfavorevole espresso dai revisori. Da qui la decisione di sospendere la discussione, in attesa di chiarimenti formali e politici.

Parere vecchio, revisori nuovi

Tuttavia il parere negativo è stato redatto dal precedente Collegio dei revisori, sulla base di un disegno di legge risalente allo scorso ottobre. Quel testo, però, nel frattempo è stato modificato nel corso dell’iter consiliare, e a esaminarne la versione aggiornata dovrà quindi essere il nuovo Collegio dei revisori, insediatosi il 1° gennaio 2026.

I tempi sono però strettissimi: la legge di bilancio deve essere approvata entro il 30 gennaio e i nuovi revisori hanno pochi giorni per decidere se confermare il giudizio negativo dei predecessori o se limitarsi più prudentemente a esprimere una serie di rilievi e osservazioni sulle criticità della manovra. Una scelta che peserà non poco sull’iter del provvedimento.

Le opposizioni non ci stanno

Sul caso è intervenuta con una lettera formale alla Giunta la capogruppo del Pd Gianna Pentenero, insieme alle altre capogruppo di minoranza Sarah Disabato (M5S), Alice Ravinale (AVS) e Vittoria Nallo (SUE).

“Abbiamo chiesto alla Presidenza della Giunta regionale e all’assessore Tronzano di allegare al bilancio di previsione attualmente in discussione il parere del Collegio dei Revisori dei conti – scrivono – perché ad oggi tale documento risulta depositato, ma non è stato trasmesso ai Consiglieri regionali. Senza questo parere non è possibile affrontare seriamente e correttamente la discussione su un atto fondamentale come il bilancio”.

Le minoranze ricordano che il disegno di legge regionale 112, approvato dalla Giunta il 31 ottobre e presentato al Consiglio il 3 novembre, deve essere corredato di tutti gli allegati obbligatori. “Si tratta di una mancanza grave – aggiungono – che impedisce un esame consapevole e trasparente”. Da qui la richiesta, accolta dal presidente Roberto Ravello, di interrompere i lavori della Commissione.

Rispunta il maxiemendamento

Nel frattempo, mentre il bilancio resta sospeso, è riemerso anche il maxiemendamento, nonostante una settimana fa l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano avesse escluso la possibilità di presentarlo. Un ritorno che alimenta le tensioni nella maggioranza e rafforza le accuse delle opposizioni: quella in discussione appare sempre più come una “legge mancia”, una vera e propria lista della spesa che ammonta a poco meno di 27 milioni di euro.

Nel testo del maxiemendamento, presentato oggi in Commissione, spicca una voce da 10 milioni di euro riconducibile all’assessore alla Cultura Marina Chiarelli (Fratelli d’Italia, ma da tempo in rotta con il suo partito, vedendosi sfilare le deleghe a Turismo e Sport in favore del collega Paolo Bongioanni): “Chiarelli altre richieste da assolvere entro assestamento”, recita la casella di testo. Una dicitura vaga, che fotografa la scarsa accuratezza del documento. Altri due milioni sono destinati all’integrazione dei voucher scuola voluti dall’assessore all’Istruzione e vicepresidente Elena Chiorino, anche lei in quota FdI.

Compaiono inoltre 9 milioni di euro per “trasferimenti alle Asl per l’erogazione di indennizzi a soggetti danneggiati da vaccinazioni”, mentre un ulteriore emendamento, presentato da Fabrizio Ricca, capogruppo della Lega a Palazzo Lascaris, propone di fornire gratuitamente il latte artificiale alle madri che non possono allattare, misura che il Carroccio difende come sostegno concreto alla natalità e alle famiglie a basso reddito, ma che va ad aggiungersi a una serie di richieste onerose. Sarà un po’ complicato per le casse della Regione esaudirle tutte.

Sanità, nodo irrisolto

Resta poi sullo sfondo il grande convitato di pietra: il disavanzo della sanità. Come già annunciato dall’assessore Tronzano e dal suo collega alla Sanità Federico Riboldi, questa legge di bilancio non coprirà il rosso del settore. Anche perché l’entità del disavanzo non è ancora nota: i 268 milioni citati finora si riferiscono al 2025, mentre per i conti dell’anno in corso bisognerà attendere ancora qualche mese e intervenire con una variazione di bilancio, che potrà contare anche sul riparto delle spese sanitarie.

Ed è proprio la futura variazione a essere già terreno di scontro nella maggioranza: sarà lì che confluiranno le voci di spesa oggi escluse, ma la coperta è corta. I revisori hanno già bocciato una volta la lista della spesa; ora resta da capire se il nuovo Collegio confermerà quel giudizio o sceglierà una strada più prudente. In ogni caso, il bilancio piemontese si avvia verso un percorso tutt’altro che lineare, e resta l’incognita opposizioni: a oggi non è chiaro se opteranno per la strategia ostruzionistica o se propenderanno per un esame nel merito per non ostacolarne oltremodo la sua approvazione. Il nuovo parere dei revisori servirà a chiarire anche questo.

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