Askatasuna, collettivi studenteschi contro la rettrice di UniTo
Gioele Urso 13:54 Martedì 27 Gennaio 2026Sventata l'irruzione al Senato Accademico. Solidarietà alla Prandi. Domani a Palazzo Nuovo convocata un'assemblea per preparare la manifestazione di sabato prossimo. Si teme l'occupazione per dare un bivacco ai militanti che giungeranno da fuori - VIDEO
Avevano promesso contestazione e contestazione è stata. Un gruppo di una trentina di studenti universitari questa mattina, martedì 27 gennaio 2026, ha tentato di interrompere la seduta del Senato Accademico dell’Università di Torino per protestare contro la rettrice, Cristina Prandi, e la decisione di chiudere Palazzo Nuovo venerdì e sabato scorsi per evitare che si svolgesse al suo interno un evento musicale promosso in solidarietà del centro sociale Askatasuna. Convocata per domani alle 18 un’assemblea pubblica dentro la sede universitaria di via Verdi.
Seduta turbolenta
Hanno tentato di entrare dentro l’aula nella quale si stava svolgendo il Senato Accademico, ma hanno trovato la porta chiusa. Circa una trentina di universitari appartenenti ai collettivi studenteschi Cua e Cambiare Rotta questa mattina hanno cercato di interrompere la riunione del “Governo” dell’Università per protestare contro la rettrice Cristina Prandi rea di aver serrato venerdì scorso l’ingresso di Palazzo Nuovo “per motivi politici e non di sicurezza”. Sostengono loro.
“Cristina Prandi devi andartene”, è lo slogan che a più riprese è stato scandito a gran voce dai manifestanti che poi, a seduta del Senato Accademico in corso, hanno urlato a megafono e preso a pugni le porte di ingresso delle aule. “La chiusura è arrivata senza consultare nessuno ed è il risultato di pressioni politiche e istituzionali, così l'università perde il suo ruolo di spazio di dialogo e di promozione del pensiero critico, diventando solo un luogo di passaggio per esami e lezioni”, sostengono i collettivi che hanno fatto talmente tanto chiasso da costringere alla sospensione della seduta del Senato Accademico e al suo spostamento in una nuova sede.
Guarda il video della protesta
La solidarietà
Poco prima, in apertura della seduta del Senato Accademico, è stata espressa dai membri dell’organo “pieno sostegno” alla rettrice Cristina Prandi e condivisione per le decisioni prese nei giorni scorsi. Successivamente è stata approvata a maggioranza una mozione in relazione al provvedimento d'urgenza che ha interessato Palazzo Nuovo venerdì 23 e sabato 24 gennaio.
Nel suo intervento Prandi ha ribadito quel che aveva già detto nei giorni scorsi, ovvero che negli ultimi mesi si è registrato un aumento di eventi non autorizzati, caratterizzati da una partecipazione crescente e dal coinvolgimento sempre più frequente di minorenni. I timori non sarebbero legati a questione di ordine pubblico, ma all’idoneità di Palazzo Nuovo a ospitare eventi con numerose persone in piena sicurezza.
Prandi ha ribadito che “iniziative di questo tipo, prive di autorizzazioni e garanzie di sicurezza, non possono in alcun modo essere avallate dall'Università, sottolineando come la decisione assunta sia stata frutto di una valutazione autonoma e responsabile dell'ateneo, non determinata da pressioni esterne”. Come a dire che non si fa dettare l'agenda dalla politica. L’Università ha poi confermato la propria disponibilità al dialogo e al confronto con le rappresentanze studentesche elette o mediante formali richieste di audizione, nel rispetto delle modalità e delle sedi istituzionali.
Intanto durante il presidio di questa mattina i collettivi studenteschi hanno annunciato che domani, mercoledì 28 gennaio 2026, si terrà a Palazzo Nuovo alle ore 18 un’assemblea pubblica “per discutere del futuro dell'università”.



