FIANCO DESTR

Crosetto jr. salva i Comuni dal default ma manda in tilt Fratelli d'Italia

L'assessore Tronzano conferma l'impegno della Regione a chiudere la transazione del crac Asa versando un milione di euro. L'attivismo del nipote del ministro rinfocola la competizione interna con Marrone. Sullo sfondo il voto a Torino nel 2027

Una transazione da 9 milioni di euro per salvare 52 comuni del Canavese dal dissesto finanziario si è trasformata in una battaglia campale dello scontro tutto interno a Fratelli d’Italia in Piemonte. Al centro della vicenda c’è il lodo Asa, l’accordo che dovrebbe chiudere definitivamente il contenzioso legato al crack del Consorzio Azienda Servizi Ambiente, evitando ai comuni coinvolti di dover pagare una cifra che ormai ammonta a oltre 70 milioni di euro, che equivarrebbe al default.

Il crack del consorzio

La storia inizia nel 2008, quando il bilancio del Consorzio Asa (che gestiva raccolta rifiuti, acquedotto e depurazione per 52 comuni del Canavese) evidenzia una significativa perdita. Si apre così l’amministrazione straordinaria e parte un contenzioso contro gli enti partecipanti che si conclude nel marzo 2024 con un’ordinanza della Corte di Cassazione sfavorevole ai comuni, che si trovano esposti per circa 70 milioni di euro tra perdite accumulate dal 2009 al 2013, spese e interessi. Una cifra sproporzionata rispetto alle risorse degli enti locali coinvolti, con il rischio concreto di dissesto per la stragrande maggioranza di loro.

La soluzione transattiva

Il commissario straordinario Stefano Ambrosini lavora quindi a una definizione extragiudiziale del contenzioso. I comuni propongono di chiudere la vicenda con 8 milioni di euro, frutto degli accantonamenti effettuati in base alle loro capacità di indebitamento. I commissari valutano positivamente l'offerta, ma il Comitato dei creditori chiede un incremento del 30%, circa 2,1 milioni. Qui entra in gioco la Regione Piemonte: i comuni dichiarano di non avere ulteriori disponibilità, ma ritengono che un'offerta migliorativa di un milione possa essere accettata. La giunta Cirio inserisce quindi il finanziamento nel maxiemendamento alla legge di bilancio, portando l'accordo complessivo a 9 milioni di euro. La sentenza della Corte d’Appello per la definizione del quantum è attesa per il 12 ottobre 2026: senza accordo, i comuni rischiano il fallimento.

L’attivismo di “Crosettino”

Dietro questa operazione c’è l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Giovanni Crosetto, nipote del ministro della Difesa Guido Crosetto. In una riunione con i sindaci del 30 maggio 2025, l’europarlamentare riferisce di essersi mosso personalmente, incontrando il ministro delle Imprese Adolfo Urso e il presidente della Regione Alberto Cirio per risolvere la questione.

Nel question time regionale di oggi, a fronte di un’interrogazione della consigliera FdI Paola Antonetto, l’assessore al bilancio Andrea Tronzano ha confermato l'impegno della Regione a versare il milione di euro necessario, subordinando l’erogazione alla chiusura definitiva della vicenda – per cui servirà anche l’ok del comitato dei creditori – e all’esecuzione degli impegni finanziari dei comuni.

Presente in aula anche il sindaco di Rivarolo Canavese – il Comune più grande e quindi più esposto, avendo accantonato già 3 milioni e mezzo di euro per il ripianamento dei debiti di Asa – Martino Zucco Chinà, insieme all’assessore comunale Alessia Cuffia, legata sentimentalmente a Crosetto junior nonché sua caposegreteria.

I nodi politici

Oltre ai timori per il possibile “moral hazard” - il precedente che questa operazione potrebbe creare incentivando comportamenti irresponsabili – c’è un nodo politico tutto interno al centrodestra, e in particolare a Fratelli d'Italia.

Con questa mossa, Crosetto si intesta una vittoria importante per il territorio, mettendo in ombra altri rappresentanti locali del partito e dei suoi alleati, spiazzati dal suo attivismo. E in questo quadro rinfocola il derby interno con Maurizio Marrone, assessore regionale al Welfare e candidato in pectore a sindaco di Torino nel 2027.

Marrone a quanto pare era completamente all’oscuro delle mosse di “Crosettino” su Asa, ed è rimasto spiazzato quando l’emendamento è arrivato al tavolo della Giunta regionale.

Lo scontro su Torino

Ma non è solo sul lodo Asa che si gioca la partita. Crosetto, dimessosi “spintaneamente” a fine 2025 da consigliere comunale di Torino (facendo subentrare Emilio Iodice), ha scritto sul suo profilo Facebook che il suo impegno per la città non verrà meno, e che servirebbe “un candidato sindaco moderato” per battere Stefano Lo Russo alle comunali 2027.

Una posizione che suona come una critica diretta a Marrone, al momento il principale papabile, che ha sempre rivendicato con orgoglio le sue radici di destra e la sua appartenenza alla “componente Atreju”, quella più identitaria del partito, incarnata sotto la Mole da lui e dalla deputata Augusta Montaruli.

Nel suo post, Crosetto teorizza che dopo lo sgombero di Askatasuna si sia resa evidente “una frattura profonda” tra Palazzo Civico e i torinesi moderati, con Lo Russo sempre più vicino ad Avs e alle componenti più a sinistra. Per intercettare questo elettorato, sostiene l’europarlamentare, serve un profilo moderato, non “estremismi o slogan da stadio”. Tradotto: Marrone non è il candidato giusto.

L’intreccio con la vicenda Asa

Le due vicende si intrecciano attraverso Alessia Cuffia: nel 2024 infatti, alle ultime comunali di Rivarolo, lei ha sostenuto il civico Zucco Chinà (venendo nominata assessore) contro Fabrizio Bertot, segretario regionale di Fratelli d’Italia, vicino a Marrone e sindaco di Rivarolo proprio ai tempi del crac Asa. Così la Cuffia si è vista negata la tessera di Fratelli d'Italia.

L’accordo transattivo promosso da Crosetto e tenuto in piedi dalla Regione con il suo intervento prevede che i comuni raggiungano la disponibilità della somma necessaria entro il rendiconto 2025, quindi entro giugno 2026, prima della sentenza d'appello di ottobre. Il finanziamento regionale è subordinato alla chiusura definitiva della vicenda e all'esecuzione degli impegni finanziari degli enti locali.

Ma al di là degli aspetti tecnici, il lodo Asa ha acceso un nuovo fronte nello scontro tra i "Fratelli Coltelli d’Italia" in Piemonte, con Giovanni Crosetto che prova a riaffermare la propria leadership in vista delle sfide elettorali future, a partire dalle comunali di Torino nel 2027: Se sarà Marrone il candidato, che vinca o prenda si prende il partito. E “Crosettino” non ha alcuna intenzione di lasciarglielo senza colpo ferire.

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