OPERE & OMISSIONI

Il Pd deraglia sulla Torino-Lione.
No Tav a controllare i cantieri

Il nodo della bretella Orbassano-Avigliana. Il sindaco di Rivoli forma una commissione infarcita di storici oppositori. Esposito: "Mutazione genetica del partito sempre più verso 5 Stelle e Avs". Foietta pronto alle dimissioni. Lo Russo prova metterci una pezza

«Un salto all’indietro di oltre vent’anni e l’immagine attuale di un Partito Democratico frutto di una mutazione genetica che genera un mostro politico con la testa dei Cinquestelle, il corpo dei No Tav e le gambe di Alleanza Verdi e Sinistra».

Potrebbe indulgere al treno che va all’incontrario, Stefano Esposito, ma non c’è nulla di azzurro nel cielo sopra le ultime sortite sul fronte della Torino-Lione: battaglia storica, spesso solitaria, ma sempre anche costosamente coerente, dell’ex parlamentare Pd. La delibera con cui il Comune di Rivoli, guidato dal sindaco dem Alessandro Errigo, decide di costituire una commissione per valutare l’impatto della bretella della tratta ad alta velocità tra Orbassano e Avigliana, ha l’effetto di uno scambio che conduce il partito di Elly Schlein su un binario opposto rispetto a quello percorso finora. Quell’atto che, nei propositi degli amministratori locali dell’area interessata alla galleria di 12 chilometri, dovrebbe essere adottato anche da altri Comuni, nel Pd produce l’effetto di un fragoroso deragliamento.

Esperti a senso unico

Basta scorrere l’elenco degli esperti nominati – dal meteorologo Luca Mercalli al docente del Politecnico Angelo Tartaglia, dallo storico militante valsusino Claudio Giorno all’ingegnere Roberto Poggio ad altri ancora – per non poter obiettare a ciò che Esposito, con il linguaggio diretto che gli è proprio, definisce «i famosi tecnici del movimento No Tav, sconfitti sia sul piano del merito sia su quello del metodo, che oggi vengono assunti da un’amministrazione del Pd per affermare ciò che sostengono da vent’anni, ovvero che non bisogna fare la Torino-Lione. Cosa potrebbe uscire da quel comitato tecnico – chiede retoricamente l’ex parlamentare – se non ciò che già si conosce, che abbiamo sconfitto e che oggi ritorna?».

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48 ore per sciogliere le ambiguità

La delibera è dello scorso novembre, ma emerge solo ora e l’effetto è, come detto, dirompente. Non c’è solo Esposito a mettere a nudo una situazione che investe il suo ex partito. C’è anche una figura come Paolo Foietta, presidente della commissione intergovernativa Italia-Francia, che di fronte all’iniziativa non certo isolata di Rivoli (anche se altri Comuni dello stesso colore, pronti a seguirlo, al momento stanno alla finestra) definisce la situazione «surreale».

Contattato dallo Spiffero, Foietta spiega di «aver chiesto chiarimenti a soggetti importanti, gerarchicamente, e sto aspettando la risposta». Da quella risposta deriveranno le sue decisioni, che ovviamente contemplano possibili dimissioni dal suo ruolo. «Ho dato 48 ore di tempo, prima di prendere una posizione o un’iniziativa» aggiunge. «È chiaro che, se questa situazione non viene smentita, esternerò volentieri».

L’imbarazzo di Lo Russo

Che il clima sia a dir poco caldo e la tensione alta non ci vuole molto a capirlo, così come appare evidente in queste ore l’imbarazzo in cui la sortita degli amministratori dem abbia posto lo stesso sindaco di Torino, nella sua veste di presidente della Città Metropolitana. «Il mio pensiero e la mia vicinanza – dice Esposito – vanno a Stefano Lo Russo che, insieme ad altri come Nadia Conticelli, hanno cercato di tenere la barra dritta nonostante questa mutazione genetica del Pd». E proprio il primo cittadino torinese, in queste ore, avrebbe cercato una soluzione per disinnescare l’ordigno con una sorta di avocazione del dossier in Città Metropolitana, attraverso una commissione formata dai tecnici dell’ente. Una mossa che certo non nasconde la comprensibile irritazione di Lo Russo nell’aver appreso di quanto fosse stato messo addirittura nero su bianco in alcuni Comuni della provincia sul fronte Tav.

La mutazione del Pd

«L’incredibile di quella delibera – aggiunge l’ex parlamentare, per molti anni sotto scorta proprio per la sua posizione a favore della Torino-Lione – non è solo la messa in discussione di un caposaldo della linea, rappresentato dal collegamento senza il quale significherebbe tornare ai tempi in cui l’obiettivo dei milanesi era avere la Milano-Lione, con Torino ridotta a semplice passaggio». Per Esposito contrastare la bretella, come si evince dalla delibera e dalla composizione della commissione tecnica, «vuol dire cancellare la battaglia per valorizzare il sito di Orbassano, che non è stata certamente solo mia, ma anche di Foietta, di Sergio Chiamparino, di Mercedes Bresso. In un colpo solo il Comune di Rivoli mette in discussione tutto questo». Ma c’è dell’altro e, ancora una volta, riguarda il Pd.

«A me sembra improbabile che Daniele Valle, che ha tutti questi sindaci nella sua corrente, non sapesse nulla». Indirettamente è proprio il consigliere regionale riformista, passato come molti ex renziani e moderati nella maggioranza Schlein, a rispondere a Esposito. Senza nascondere l’irritazione per la corsa in avanti di Rivoli, Valle definisce «una leggerezza» la sortita della delibera e nega ciò che i fatti sembrano confermare, ovvero una conversione del Pd verso i Cinquestelle.

Per Valle tutto, o quasi, si ricondurrebbe alla gestione dei cantieri. E se anche così fosse, la soluzione sarebbe non farli, i cantieri? Che tra i dem, pure un esperto di scalate qual è Valle, paia arrampicarsi sugli specchi è uno dei tanti – e forse non ancora tutti emersi – effetti di questa operazione, intrisa di politica e di posizionamenti come di carbone le vecchie traversine ferroviarie.

«Si getta alle ortiche una lunga e durissima battaglia fatta dal Partito Democratico – conclude amaramente Esposito – e anche questo sarà un altro regalo al centrodestra. Poi si lamentano…». E tra dem diventati Sì Tav quando era inevitabile esserlo, che ora tornano a forse mai dimenticate origini, oggi con la pur ansimante locomotiva Elly sulla Tav, il treno dem va all’incontrario.

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