Azienda Zero, tensione su Amos.
Fronte bipartisan contro il piano
Stefano Rizzi 07:00 Giovedì 29 Gennaio 2026
Oggi l'aumento di capitale necessario per l'ingresso della Super Asl nella società di servizi. L'assessore Riboldi tira dritto, ma non sarà una passeggiata: Pd e Avs lanciano l'allarme su gare e assunzioni. La Lega contraria all'operazione. Il no della Corte dei Conti
L’assessore meloniano alla Sanità del Piemonte tira dritto, ma l’ingresso di Azienda Sanitaria Zero nella multiservizi Amos potrebbe non essere una passeggiata. A storcere il naso sull’operazione caldeggiata da Federico Riboldi – destinata ad espandere su tutto il territorio regionale l’azione della società che permette alle Asl e alle aziende ospedaliere socie di operare in house, evitando quindi le gare per l’affidamento dei servizi – non c’è solo la Lega. E già non sarebbe poca cosa, perché si apre qualcosa che assomiglia a una crepa nella maggioranza di centrodestra che governa la Regione.
A poche ore dall’assemblea dei soci di Amos che questo pomeriggio voterà l’aumento di capitale propedeutico all’ingresso della Super Asl diretta da Adriano Leli, il Pd, con il vicepresidente della commissione Sanità Daniele Valle, annuncia la richiesta a Riboldi di un’informativa urgente in Consiglio, ma anche la convocazione in IV commissione dello stesso Leli e dei vertici di Amos.
Il Pd “convoca” l’assessore
«Ci troviamo di fronte a una scelta strategica assolutamente non secondaria che richiede di essere motivata nelle sedi opportune», sostiene Valle. Per il consigliere dem «sono da chiarire le potenziali conseguenze sull’organizzazione del lavoro delle Asl e sul comparto economico piemontese che ruota attorno alla sanità». Evidente il riferimento alle cooperative e alle società che oggi operano in tutta quella gran parte della regione finora non interessata dalla società creata dal manager della sanità Fulvio Moirano e rimasta “confinata” nell’enclave cuneese, salvo la partecipazione dell’Asl di Asti e dell’Azienda ospedaliera universitaria di Alessandria. Attraverso Azienda Zero quei confini verrebbero superati e l’azione di Amos potrà essere esercitata su tutto il territorio regionale, con appalti e assunzioni di cui molti temono le ricadute.
Avs: “Operazione dirompente”
Lo scrivono, tra gli altri, alcuni ex dipendenti della società nella lettera inviata alla consigliera regionale di Avs, Giulia Marro. Anche lei, come e prima di Valle, ha chiesto la convocazione di Amos in IV commissione, alla presenza delle rappresentanze sindacali, alla luce delle annunciate decisioni che coinvolgono Azienda Zero. «Un ingresso – sostiene la consigliera – che rappresenta un passaggio potenzialmente dirompente per la sanità piemontese».
Alcuni ex dipendenti le hanno evidenziato «la disparità retributiva tra i dipendenti del servizio sanitario pubblico e quelli di Amos, nonostante le stesse mansioni», facendo l’esempio di chi lavora nella centrale del numero unico di emergenza 112 di Saluzzo, fornito dalla società, e di chi opera in quella di Grugliasco, i cui stipendi sarebbero notevolmente differenti, così come i contratti.
A precedere l’assemblea di questo pomeriggio, in cui gli attuali soci di Amos – Santa Croce e Carle di Cuneo (34,93%), Asl Cuneo 1 (33,40%), Asl Cuneo 2 (4,18%), Asl Asti (25,05%) e Aou Santi Antonio e Biagio di Alessandria (2,44%) – sono chiamati a deliberare un aumento di capitale del 2,5% che corrisponderà alla quota in capo ad Azienda Zero, c’è ancora dell’altro. E non da poco, visto che arriva proprio dall’interno della compagine societaria.
I dubbi di Alessandria
Il direttore generale dell’azienda ospedaliera alessandrina, Valter Alpe, aveva manifestato perplessità e riserve sull’operazione già in una lettera inviata nei giorni scorsi ai vertici di Amos, il cui cda è presieduto da Carla Chiappello, in quota Lega, e completato da Giorgio Garelli, farmacista molto legato al governatore Alberto Cirio, e dall’ex sindaco di Alba Giuseppe Rossetto, dalla lunga militanza in Forza Italia e anch’egli assai vicino al presidente della Regione.
A muovere Alpe nel chiedere chiarimenti e garanzie era stato un atto che rischia di pesare come un macigno sul futuro dell’operazione, nel caso – più che prevedibile – venga perfezionata nel giro di settimane o pochi mesi. È il parere della Corte dei Conti sulla delibera predisposta lo scorso 13 luglio dal direttore di Azienda Zero in vista dell’ingresso in Amos. Come già anticipato dallo Spiffero, i magistrati si esprimono negativamente sull’operazione così com’è stata rappresentata.
Stipendi differenti
Il vertice dell’azienda alessandrina pone, in sostanza, il problema del possibile impatto sui servizi che possa derivare dall’ingresso della Super Asl che, a differenza di tutte le attuali aziende socie di Amos, opera in maniera diversa e, soprattutto, gestisce per conto del sistema una serie di interventi che vanno dai bandi per il personale alla gestione dell’Emergenza 118, oltre a molto altro. Non è un caso che, insieme all’aumento di capitale, l’assemblea odierna abbia anche l’incombenza di apportare alcune modifiche allo statuto di Amos. Ed è proprio in questa circostanza che è più che probabile che Alpe – e magari non solo lui – rinnovi le richieste di chiarimenti anticipate nella lettera e ponga questioni su un percorso che, stando ai pesi delle aziende cuneesi, in particolare di quella ospedaliera, teoricamente non dovrebbe incontrare ostacoli. Teoricamente. Già, perché tra l’aumento di capitale che verrà votato oggi e l’ingresso vero e proprio di Azienda Zero deve passare un certo periodo, necessario per diverse procedure.
La Lega e la Corte dei Conti
Proprio in quel lasso di tempo potrebbero farsi sentire con ulteriore peso le iniziative sul fronte politico. Perché, se è vero che quelle delle opposizioni possono in qualche modo essere “liquidate” come strumentali dalla maggioranza, è proprio in seno a quest’ultima che pare annidarsi il problema maggiore per chi preme sull’acceleratore per far entrare la Super Asl in Amos e, magari, poi trasformare le due entità in qualcosa di diverso e ancora più potente nella gestione della sanità piemontese. Le perplessità – per non dire le aperte contrarietà – della Lega, cui non sfugge il rischio di un futuro riassetto del board di Amos con un assalto alla diligenza da parte di Fratelli d’Italia, rischiano, non senza ragione, di creare un problema al disegno di Riboldi più di quanto possano fare le opposizioni. Trovarsi l’alleato, sostanzialmente sullo stesso fronte delle minoranze (e a tacere del pronunciamento della Corte dei Conti), non è quel che si dice il massimo per tirare dritto.


