SANITÀ

Nel 2026 147 miliardi per la Sanità: quasi 10 al Piemonte

Il Cipess approva il riparto del fondo nazionale tra le Regioni per il 2025. Il sottosegretario alla Salute Gemmato (FdI) rivendica "la volontà del Governo di rilanciare la sanità pubblica". Circa 9,5 miliardi al sistema sanitario piemontese per lo scorso anno

La sanità italiana potrà contare, per l’anno in corso, su circa 7 miliardi in più rispetto al 2025, arrivando a 143 miliardi complessivi. A rimarcare questo incremento previsto nella legge di Bilancio è il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, annunciando l’approvazione da parte del Cipess — il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile — del riparto del Fondo sanitario nazionale tra le Regioni relativo al 2025.

"Rilancio della sanità pubblica"

«Il 2025 conferma il significativo aumento delle risorse per il Servizio sanitario nazionale avviato dal Governo Meloni, con un finanziamento complessivo di oltre 136,5 miliardi di euro. Lo scorso anno avevamo parlato dell'incremento più alto di sempre – ha ricordato Gemmato – ma in effetti con la legge di Bilancio 2026 ci siamo ulteriormente superati, perché arriveremo a 143 miliardi di euro».

Il sottosegretario, esponente di FdI, ha aggiunto che questi numeri sono «la conferma della volontà politica di consolidare e rilanciare la sanità pubblica come pilastro di coesione sociale e di tutela del diritto alla salute ed è anche la dimostrazione che un governo stabile e di mandato può programmare risorse e interventi con una visione di lungo periodo».

Nello specifico dell’atto con cui vengono ripartite le risorse per i vari sistemi sanitari regionali, va ricordato che per il terzo anno consecutivo vengono applicati i nuovi criteri di riparto, approvati nel dicembre 2022 in seguito all'intesa con le Regioni, che ne chiedevano la revisione dal 2015.

Nuovi criteri

«I criteri aggiornati – ha spiegato Gemmato – prevedono una redistribuzione delle risorse sulla base del tasso di mortalità sotto i 75 anni e del cosiddetto coefficiente di deprivazione, che considera l'incidenza della povertà relativa individuale, i livelli di bassa scolarizzazione e il tasso di disoccupazione».

Il sottosegretario ha sottolineato, inoltre, che «nel 2025 questi parametri determinano un aumento complessivo di risorse verso il Mezzogiorno di circa 229 milioni di euro, per un totale di 680 milioni nel triennio 2023-2025».

In continuità con le misure adottate fin dall'inizio del mandato dell'attuale esecutivo, una parte rilevante delle risorse del Fondo sanitario nazionale 2025 è destinata alla valorizzazione del personale sanitario: 500 milioni di euro per l'incremento dell’indennità di esclusività della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria; 370 milioni di euro per l'aumento dell’indennità di specificità infermieristica; 340 milioni di euro per l’indennità di pronto soccorso per la dirigenza medica e per il personale del comparto; 50 milioni di euro per finanziare l’indennità di specificità medico-veterinaria; oltre 423 milioni di euro per l'aumento delle tariffe orarie delle prestazioni aggiuntive per il recupero delle liste d'attesa.

Liste d'attesa

Un incremento, quest’ultimo, atteso da Nord a Sud, ma certamente in cima alle priorità della sanità piemontese che, proprio nel piano per l’erogazione di visite ed esami nei giorni festivi e negli orari serali già attuato nel 2025, come ricordato ancora recentemente dall’assessore Federico Riboldi, ha deciso di mettere in campo altri 35 milioni per l’anno in corso.

Lo stesso aumento annunciato da Gemmato per quest’anno si stima porterà ad aumentare il fondo destinato al Piemonte che, per il 2025, è di circa 9,5 miliardi, avvicinandosi ai 10.

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