ECONOMIA DOMESTICA

Sempre meno sportelli e filiali, in Piemonte due comuni su tre senza banca

Prosegue la "desertificazione". In Italia nel 2025 si è scesi sotto quota 20mila (-2,6% in un anno). L'uso dell'internet banking cresce troppo lentamente per compensare la ritirata fisica. Oggi oltre metà del territorio regionale (54%) non ha più presidi bancari

In Piemonte quasi due comuni su tre non hanno più uno sportello bancario e 669mila persone vivono in territori dove una banca non c’è più. Altri 485mila piemontesi abitano in comuni che resistono con un solo sportello, cioè sull’orlo della desertificazione. Non è un’eccezione locale: è il riflesso più avanzato di un fenomeno nazionale che nel 2025 ha portato l’Italia a scendere stabilmente sotto quota 20mila filiali.

Nel 2025 le banche italiane hanno continuato a sfoltire la rete fisica: 516 sportelli chiusi in dodici mesi. Il totale nazionale è sceso a 19.140 filiali al 31 dicembre, stabilmente sotto la soglia psicologica dei 20mila. Rispetto a fine 2024 il calo è del -2,6%.

È l’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl (su dati Banca d’Italia e Istat) a certificare che la cura dimagrante non è omogenea: Marche (-4,3%), Toscana (-3,5%), Calabria e Veneto (-3,2%) guidano la classifica dei tagli. Ma quando si guarda alla quota di comuni senza sportelli, il Piemonte sale ai piani alti del podio: il 65,8% dei comuni piemontesi è privo di filiali, dietro solo a Molise, Calabria e Valle d’Aosta, e davanti ad Abruzzo.

Intanto cambia anche la geografia dei gruppi: Iccrea sorpassa Intesa Sanpaolo per presenza territoriale, con Unicredit sempre più a ridosso.

Più comuni senza banca

Nel 2025 crescono ancora i comuni totalmente desertificati: sono 3.457, il 44% del totale nazionale, 75 in più in un anno. Aumentano anche i cittadini che non hanno accesso ai servizi o rischiano di perderlo: quasi 11,5 milioni. Di questi, 4,9 milioni (+5,3%) vivono in comuni senza sportelli, mentre oltre 6,5 milioni (+4,6%) risiedono in comuni con un solo sportello, quelli “in via di desertificazione”.

Crescono anche le imprese con sede in comuni desertificati: 16.800 in più rispetto a fine 2024. E non è solo un problema di aree interne. Tra fine 2021 e fine 2025 le chiusure nelle due maggiori città italiane superano la media nazionale: Roma segna un -14%, Milano un -16,1% a fronte di una media del -11,6%.

Digitale non basta

Tra 2024 e 2025 l’uso dell’internet banking in Italia sale di poco, dal 55,01% al 56,37%. In alcune regioni addirittura scende, come Lazio, Umbria e Veneto. Il confronto europeo è impietoso: la media Ue è al 69,7%; Francia al 78,3%, Spagna al 74,8%, Germania al 70,7%.

Nella fascia 65-74 anni l’Italia cresce del 2,7%, ma resta sotto la media Ue (+3,2%): utilizza i canali digitali il 36,7% degli anziani italiani contro il 47,9% europeo. E il caso francese smentisce il teorema “più digitale = meno sportelli”: in Francia ci sono 48 sportelli ogni 100mila abitanti contro i 33 italiani.

Piemonte a sportellate

I dati regionali elaborati da First Cisl fotografano una situazione avanzata e in peggioramento. In Piemonte 669mila persone vivono in comuni senza alcuna banca, 36mila in più nell’ultimo anno. Oltre la metà della popolazione regionale è stata privata dell’accesso agli sportelli dal 2015 ad oggi. Altri 485mila piemontesi risiedono in comuni che dispongono di un solo sportello.

La serie storica 2021–2025 mostra una crescita costante dei residenti nei comuni abbandonati e in quelli a rischio, mentre resta stabile la quota di chi vive in comuni già senza sportelli dal 2015, pari a circa 298mila persone.

Sono 47mila le imprese piemontesi con sede in comuni senza banche, 2.700 in più in un anno. Oltre la metà ha visto sparire lo sportello nel proprio comune dal 2015. Altre 35mila imprese operano in comuni con un solo sportello.

Due terzi dei comuni piemontesi senza banca

La fotografia dei comuni è netta. Il 47% dei comuni piemontesi è senza sportelli già dal 2015, un ulteriore 19% è stato abbandonato negli anni successivi, il 18% dispone di un solo sportello e soltanto il 16% mantiene più sportelli attivi. Dal 2015 ad oggi 119 comuni hanno perso l’ultimo presidio bancario, e il fenomeno continua ad accelerare.

Non è solo una questione di numero di comuni: oltre la metà della superficie regionale, pari al 54%, ricade in territori privi di sportelli bancari. Il 34% riguarda aree già senza sportelli dal 2015, il 20% territori abbandonati successivamente, il 17% comuni con un solo sportello e appena il 29% aree con più sportelli.

Tra i comuni con un solo sportello, i più popolosi sono Rivalta di Torino (20.172 abitanti), Bellinzago Novarese, Volvera, Pino Torinese, Mappano, Cerano, Castiglione Torinese, Almese, San Benigno Canavese, Romentino, Candelo e Borgo Ticino. Tra quelli completamente privi di sportelli spiccano San Maurizio Canavese (10.228 abitanti), Nole, Buttigliera Alta, Gattico-Veruno, Verolengo, Pozzolo Formigaro, Crevoladossola, Grignasco, Givoletto, Pecetto Torinese, Val della Torre e Sale.

Chi resta e chi se ne va

Nei comuni piemontesi con un solo sportello la presenza maggiore è quella della Cassa di Risparmio di Asti, attiva in 59 comuni, seguita da Banco Bpm (30), Unicredit (28), Banca Sella (21), Intesa Sanpaolo (14), Bper (10), Bcc di Alba, Langhe, Roero e del Canavese (9) e Bcc Bene Banca (6).

Guardando invece alle banche che hanno chiuso l’ultimo sportello nei comuni piemontesi dal 2015 ad oggi, il primato spetta a Intesa Sanpaolo con 77 comuni, seguita da Unicredit (41), Banco Bpm (36), Banca di Asti (12), Biver Banca (11), Bper (10), Banca Sella (9) e Ubi Banca (9).

Desertificazione in provincia

L’Indicatore di desertificazione provinciale (Ipd) colloca le province piemontesi nella parte medio-bassa della graduatoria nazionale. Per la desertificazione parziale, cioè nei comuni con un solo sportello, le posizioni migliori sono quelle di Verbano-Cusio-Ossola (32ª) e Torino (34ª), mentre le peggiori riguardano Asti (96ª), Biella (77ª) e Cuneo (58ª). Per la desertificazione assoluta, cioè nei comuni senza sportelli, la situazione è particolarmente critica: Verbano-Cusio-Ossola è 106ª, Alessandria 100ª, Novara 92ª, Vercelli 85ª, Asti 83ª, Biella 81ª, Torino 80ª e Cuneo 78ª.

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