OPERE & OMISSIONI

Tav, presto che è tardi: lavori in corso anche sul versante italiano

L'annuncio del direttore generale di Telt. A marzo la consegna in fabbrica della prima fresa. Intanto a Chiomonte occorre abbassare l'area del piazzale sulla quale dovrà operare. Lanciati dalla Regione i corsi di formazione per i futuri dipendenti del cantiere

Scatta la “fase 2” del Tav, quella che porterà alla realizzazione della tratta italiana. Siamo ancora lontani dal momento in cui si comincerà a scavare, ma a Chiomonte è in preparazione l’area per l’avvio della prima fresa. Ad annunciarlo è stato il direttore generale di Telt, Maurizio Bufalini, che poi ha spiegato che sono stati terminati i lavori dello svincolo autostradale di Chiomonte e dell’autoporto di San Didero.

Il momento della fresa

Se in Francia galoppano, in Italia cominciamo a trottare. Sulla piattaforma di Chiomonte sono infatti cominciati i lavori nell’area sulla quale scaverà la prima fresa. Si tratta di lavori preparatori, ma tanto è bastato a Maurizio Bufalini, il direttore generale di Telt, per annunciare l’avvio delle opere nella tratta italiana.

Nei fatti prima di cominciare a perforare la montagna dovrà passare ancora diverso tempo. Al momento infatti partiranno i lavori preparatori per l’abbassamento del piazzale di Chiomonte all’altezza della montagna. Lì ci sarà l’imbocco della fresa e questa operazione consentirà l’inizio degli scavi. La prossima tappa però sarà l’11 marzo quando Telt si recherà in Germania per il collaudo della fresa, quello che in gergo tecnico viene definito il collaudo in fabbrica.

“Abbiamo terminato i lavori dello svincolo autostradale di Chiomonte, fondamentale per le forze dell'ordine e per i movimenti dei materiali estratti dalle gallerie in scavo per la linea ferroviaria Torino-Lione – ha spiegato Bufalini – Anche l'autoporto di San Didero è completo. Nei prossimi mesi verrà messo in funzione e libererà le aree dell'autoporto di Susa necessario per i lavori”.

Al momento sono stati scavati complessivamente oltre 46 chilometri (28%), di cui circa 20 chilometri del tunnel di base, su un totale di 164 chilometri di gallerie previste dal progetto. In Italia sono terminate le due principali opere in committenza delegata; oltre l’80% delle acquisizioni fondiarie e, dopo la conclusione dei monitoraggi ambientali ante-operam, sono attivi quelli “in corso d’opera” sui cantieri di Chiomonte, Salbertrand, Susa, Torrazza Piemonte; a Salbertrand procede la cantierizzazione del sito destinato alla valorizzazione del materiale di scavo, dove il 28 gennaio è stato posato il nuovo ponte sulla Dora che collega il sito con l’A32.

Formazione e recruiting

Un’opera, il tunnel più lungo e più profondo del mondo, che richiederà l’impiego di una notevole forza lavoro. Manuela Rocca, direttrice generale aggiunta di Telt, ha spiegato che verranno impegnate oltre 4.000 persone. Per preparare la forza lavoro ai cantieri della Torino-Lione verranno avviati dei corsi appositi. È operativo il sistema messo a punto dalla Regione Piemonte, dall’Agenzia Piemonte Lavoro e da Telt per supportare e accompagnare lo sviluppo economico e occupazionale in Valle di Susa.

Le azioni si muovono su due assi interconnessi: il recruiting e la formazione. Verranno avviati percorsi sulle competenze specifiche necessarie per l'inserimento nel cantiere, grazie alla collaborazione tra Accademia delle Costruzioni e Agenzia Piemonte Lavoro, e agli incontri diretti con il cluster di imprese appaltatrici. A questi si aggiungono percorsi formativi di aggiornamento professionale, per restare al passo con i nuovi software e macchinari legati alla progressiva evoluzione del cantiere.

“Il lavoro è la risposta più concreta che le istituzioni possono dare a un territorio che merita sviluppo, dignità e futuro. Il cantiere della Torino-Lione rappresenta una straordinaria occasione occupazionale per centinaia di lavoratori e per le loro famiglie: un’opportunità vera, fatta di competenze, professionalità e reddito”, ha commentato Elena Chiorino, vicepresidente della Regione Piemonte.

La presenza dello Stato

Presenti a Chiomonte anche Wanda Ferro, sottosegretario all’Interno, e Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia, che hanno voluto così marcare la presenza dello Stato a supporto di un’opera che è stata considerata strategica a livello nazionale.

“Lo Stato è presente e sta dalla parte di chi vuole lavorare, perché il lavoro è il più forte presidio di legalità – ha commentato Ferro – In un territorio che da tanti anni vive forti criticità sotto il profilo dell’ordine pubblico, le forze dell’ordine e i militari impegnati sul posto garantiscono protezione quotidiana a lavoratori, tecnici e imprese, perché possano svolgere il loro lavoro in sicurezza”.

“La Torino-Lione dimostra una cosa semplice e decisiva: senza legalità non c’è lavoro e senza Stato non c’è sicurezza – ha sottolineato Delmastro – È anche da qui che nascono alcuni passaggi del Decreto Sicurezza, pensati per difendere il diritto di lavorare e per garantire ordine pubblico. Lo Stato c’è, presidia il cantiere, tutela le divise, protegge imprese e lavoratori. Il Governo ha scelto senza ambiguità da che parte stare: dalla parte di chi lavora, produce e costruisce futuro nel rispetto delle regole”.

Fuori dal coro

Unica voce fuori dal coro è stato il sindaco di Chiomonte, Roberto Garbati, protagonista di un intervento sicuramente contro corrente nel quale ha lamentato il ritardo nel pagamento della terza rata dei fondi di 50 milioni per le opere compensative che furono annunciati nel marzo del 2024 dal vice ministro Matteo Salvini e dal presidente della Regione, Alberto Cirio: “Pare che non siano stati inseriti nel bilancio previsionale e i Comuni attendono una buona parte di questi fondi per realizzare opere funzionali alla realizzazione dell'opera”.  Cantiere del Tav che dovrebbe essere chiuso nel 2033 con la messa in esercizio della linea ferroviaria.

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