Cna, piccole imprese navigano a vista, Nord più pessimista
11:05 Sabato 31 Gennaio 2026
"L'incertezza è talmente ampia che nel 2026 le micro e piccole imprese saranno costrette navigare a vista, valutando di volta in volta la strategia più efficace. Tale contesto va a penalizzare la propensione all'investimento". È quanto emerge dall'indagine realizzata dall'area studi e ricerche di Cna in cui si evidenzia uno scollamento tra Nord e Sud del Paese: nel settore manifatturiero e nelle regioni del Nord si concentrano i giudizi negativi a causa delle preoccupazioni diffuse sull'export tra dazi e conflitti, mentre nelle regioni del Sud prevale un cauto ottimismo grazie al turismo e ai servizi. La grande incertezza è il comun denominatore delle risposte, con una media nazionale al 58% ma che in Piemonte tocca il 66%, in Abruzzo il 63% e in Lombardia il 60%. L'analisi a livello territoriale vede prevalere il pessimismo rispetto all'area degli ottimisti. La visione meno cupa del 2026 espressa dalle imprese del Mezzogiorno potrebbe essere l'eredità del dinamismo espresso da questa parte del Paese negli ultimi anni, spiega la Cna ricordando che nel biennio 2022-2023, il Sud ha messo a segno un tasso di crescita del Pil del 3,7%, ben superiore alle altre ripartizioni geografiche. Tra le imprese maggiormente orientate all'export, la Cna certifica invece lo stato di forte incertezza determinata dalle tensioni geopolitiche e commerciali. Tra le imprese di Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia e Piemonte l'area di incertezza è pari rispettivamente a 58,5%, 58,9%, 60,1% e 66,1%. In Liguria la percentuale più elevata di giudizi negativi, quasi il 32% del campione, seguita dall'Umbria con il 29,5% e poi Toscana e Marche oltre il 28%. Di contro in Abruzzo soltanto il 14,3% del campione prevede il peggioramento dei risultati aziendali, poi la Puglia con il 20,9%. Le previsioni di performance positive nell'anno in corso si fermano al 15,5% nella media nazionale.



