Meloni a Torino per l'agente ferito negli scontri di Askatasuna
08:43 Domenica 01 Febbraio 2026La presidente del Consiglio alle Molinette con il governatore Cirio dove è ricoverato il poliziotto del Reparto mobile di Padova accerchiato e aggredito dal manipolo di antagonisti. Una visita per portare la solidarietà del governo e ribadire la linea dura dopo le violenze
Torino si risveglia con ancora negli occhi le immagini degli scontri di sabato sera in corso Regina Margherita durante il corteo degli antagonisti arrivati per protestare contro lo sgombero di Askatasuna. Dopo la guerriglia, la giornata si apre con un passaggio altamente simbolico: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è attesa all’Ospedale Molinette per far visita ad Alessandro Calista, l’agente del Reparto mobile di Padova rimasto ferito negli scontri. Ad accoglierla il presidente della Regione Alberto Cirio.
La premier arriva a portare la solidarietà del governo a Calista e agli altri agenti ricoverati: in tutto sarebbero una trentina i feriti tra le forze dell’ordine. Un gesto che vale più di molte parole, dopo le immagini di guerriglia urbana che hanno fatto il giro del Paese.

"Non è dissenso, ma aggressioni allo Stato"
A caldo, nella tarda serata di ieri, Meloni aveva affidato una presa di posizione netta a un lungo post condiviso sui social, dove ha pubblicato anche il video dell'agente malmenato: «Il Governo ha fatto la sua parte, rafforzando gli strumenti per contrastare l’impunità. Ora è fondamentale che anche la Magistratura faccia fino in fondo la propria, perché non si ripetano episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende». E ancora: «Questi non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta. E per questo devono essere trattate per ciò che sono, senza sconti e senza giustificazioni. Difendere la legalità non è una provocazione: è un dovere. Lo Stato non arretra di fronte alla violenza di finti rivoluzionari abituati all'impunità e sta, senza ambiguità, dalla parte di chi indossa una divisa, di chi fa informazione e di chi rispetta le regole della convivenza civile».
Parole che segnano il tono politico della visita torinese: non solo vicinanza umana, ma un messaggio istituzionale preciso dopo una notte che ha riportato Torino alle immagini più dure dell’ordine pubblico.
L’agente isolato nel controviale
Calista faceva parte del contingente di oltre mille agenti arrivati da tutta Italia per rafforzare i servizi di ordine pubblico. Gli scontri si sono concentrati proprio in corso Regina, dove lo schieramento impediva al corteo di avvicinarsi alla palazzina occupata per quasi trent’anni.
Durante una fase di avanzata dei manifestanti, il 29enne è rimasto separato dal resto della squadra in uno dei controviali. In pochi istanti è stato accerchiato da una decina di persone vestite di nero e con il volto coperto. È caduto a terra, ha perso scudo e casco. A quel punto il gruppo si è accanito: calci, pugni, colpi alla testa.
Uno degli aggressori ha usato un martello, colpendolo tre volte alla schiena. Calista ha provato a trascinarsi via, ma è stato raggiunto da altri colpi finché un collega è riuscito a farsi largo, coprirlo con lo scudo e riportarlo dietro lo schieramento.
Trasportato alle Molinette, è stato ricoverato in codice azzurro insieme ad altri cinque agenti. Contusioni multiple da percosse e martellate, ma condizioni che non destano preoccupazione.
Guarda il video dell'aggressione
"Ho fatto solo il mio dovere"
Dal reparto, il giovane poliziotto ha ringraziato per la vicinanza ricevuta, spiegando di aver fatto soltanto il proprio dovere. Nato a Pescara, sposato, padre di un bambino, era stato inviato a Torino dal Veneto nell’ambito del dispositivo straordinario predisposto per la manifestazione.
La visita della premier si inserisce in questo quadro: una città ancora scossa, un apparato di sicurezza messo a dura prova, e un segnale politico che da Roma arriva diretto al cuore di Torino, passando per il corridoio di un ospedale.



