Scontri Torino, nelle prossime ore informativa Digos in Procura
11:50 Lunedì 02 Febbraio 2026
Già in giornata dovrebbe arrivare alla Procura l'informativa della Digos della questura di Torino sugli scontri scoppiati sabato durante la manifestazione nazionale contro lo sgombero di Askatasuna. Lo si apprende da fonti informate. Gli investigatori stanno lavorando senza sosta, con la visione dei filmati raccolti, per dare un volto non solo agli oltre cinquecento incappucciati del 'blocco nero', i cosiddetti black bloc, appartenenti, secondo le indagini, sia all'autonomia - di cui è capofila il centro sociale Askatasuna - sia a quella anarchica, ma anche a un'altra fetta di violenti. Sempre a quanto si apprende, infatti, agli scontri avrebbero partecipato altre centinaia di manifestanti, anche questi a viso coperto, disorganizzati, con lanci di oggetti contundenti contro le forze dell'ordine. Nelle oltre due ore di disordini, infatti, è stato lanciato un grosso numero non solo di razzi e bombe carta ma soprattutto di sassi e massi, ricavati sul posto (rompendo il selciato con dei martelli) ma anche portati sul posto direttamente dall'area oltranzista dei manifestanti. L'attacco non è avvenuto solo su corso Regina Margherita, in prossimità del centro sociale sgomberato a dicembre, ma duri scontri si sono registrati anche nelle vicinanze del campus universitario Luigi Einaudi, dove è stato circondato e picchiato a calci, pugni e martellate l'agente del reparto mobile di Padova Alessandro Calista. Inoltre le forze dell'ordine hanno subito attacchi anche dalle vie laterali e limitrofe a corso Regina Margherita. Qui non solo dal blocco nero. Al momento gli arresti restano tre: un 31enne e un 35enne, entrambi torinesi e un 22enne di Grosseto che avrebbe fatto parte proprio del gruppo che ha circondato l'agente. Su questi tre arresti si è un attesa dell'udienza di convalida, chiesta dalla procura, che però non dovrebbe essere oggi. I denunciati sono 24 ma il numero è destinato a crescere nelle prossime ore. L'attacco sarebbe stato pianificato nei giorni precedenti alla manifestazione, dove si sarebbe deciso anche di attendere il calare del buio per attaccare. Alcune azioni e metodi usati sabato, secondo chi indaga, sono molto simili a quelli usati negli anni in Val di Susa durante la lotta No Tav con assalti ai cantieri dell'Alta Velocità, messi a segno dalla parte più oltranzista del movimento, a margine di manifestazioni popolari molto numerose. Come quella di sabato, appunto.



