Approvato ed adottato il Piano anticorruzione 2026-2028 dell'Anac

Il Piano nazionale anticorruzione 2026-2028 per enti e pubbliche amministrazioni è stato definitivamente approvato dal Consiglio di Anac del 28 gennaio 2026. Ora è definitivamente adottato, e consultabile sul sito di Anac. Il documento - che ha ricevuto i pareri dell'apposito Comitato interministeriale e della Conferenza unificata Stato Regioni Autonomie locali - propone per la prima volta un disegno di Strategia per la prevenzione della corruzione e per la promozione dell'integrità pubblica per l'Italia per il triennio 2026-2028 che potrà essere sviluppata e perfezionata nel tempo, anche con il contributo di tutti i portatori di interesse (amministrazioni, società civile, cittadini). L'attuazione della Strategia - declinata in linee strategiche, obiettivi, azioni concrete, a cui sono associati risultati attesi, indicatori e target per il monitoraggio e la valutazione - sarà monitorata annualmente e valutata complessivamente al termine del triennio. "Attraverso lo strumento del Piano nazionale anticorruzione - ha dichiarato il presidente dell'Autorità, Giuseppe Busìa - si promuove legalità e trasparenza indicando agli enti e alle amministrazioni concreti suggerimenti operativi e buone prassi da seguire, con la finalità ultima di accrescere la credibilità della pubblica amministrazione e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni". Prevenire la corruzione, ha sottolineato, "coincide con l'obiettivo di garantire buona amministrazione, usare bene le risorse pubbliche e offrire migliori servizi ai cittadini. Tutto questo non può essere lasciato all'improvvisazione. Richiede una pianificazione rigorosa che coinvolga non solo Anac come Autorità competente, ma tutti gli enti e le amministrazioni interessate, con una prospettiva di medio termine e impegni concreti e verificabili. Questo è esattamente ciò che vogliamo fare attraverso il Piano nazionale anticorruzione, sulla base del quale ogni ente e pubblica amministrazione dovrà definire la propria programmazione". "È fondamentale - ha proseguito Busìa - che tutto questo non sia vissuto come un adempimento burocratico, ma sia messo al servizio della migliore efficienza e capacità amministrativa. Le buone pratiche di prevenzione della corruzione non sono un onere che appesantisce l'attività amministrativa e nemmeno un ostacolo al perseguimento degli obiettivi istituzionali di un'amministrazione. Al contrario, costituiscono un importante alleato degli enti pubblici, non solo per garantire il rispetto della legalità ed il buon uso del denaro pubblico, ma anche per amministrare meglio, più celermente ed efficacemente". 

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