O. Napoli (Az) a Schlein, nel Pci torinese non c'erano "zone grigie"
13:56 Lunedì 02 Febbraio 2026
"Schlein non lo sa, ma lo sa bene Giuliano Ferrara (inviato da Pajetta a Torino, nel 1972, per frequentare "la scuola della classe operaia") e lo sapevano bene Ugo Pecchioli e Diego Novelli: tutti dirigenti del Pci che non esitarono a schierare il partito nella trincea del 'contro terrorismo', come battezzarono il contrasto fermo e intransigente ai primi sintomi dell'eversione terroristica. Elly Schlein non lo sa, ma il più grande partito comunista d'Occidente non esitò mai, neanche un solo istante, a collocarsi dalla parte dello Stato e delle forze dell'ordine contro le adunate violente dell'epoca da cui poi si staccarono le formazioni brigatiste". Lo scrive in una nota di Osvaldo Napoli della segreteria nazionale di Azione. "Oggi viviamo in un quadro per fortuna molto diverso - continua - Questo non significa però che si può essere indulgenti verso chi si infila nei cortei per inquinarli e piegarli alla logica della violenza. Il terrorismo nacque da qualche incertezza iniziale nel comprendere la piega che stava prendendo la contestazione. La condanna delle violenze viste sabato a Torino deve essere senza riserve, senza i 'ma' e i 'però' servono parole nette e definitive. Askatasuna non è un movimento nato per dialogare con la società torinese. La 'zona grigia' è in questo equivoco: dove alligna l'erba cattiva della violenza non ci sono canali di dialogo da esplorare. C'è soltanto spazio per l'azione di garanzia dello Stato e delle forze dell'ordine chiamate a tutelare la legalità".



