Ex pm Rinaudo, "a Torino upper class benevola con antagonisti esiste eccome"
14:32 Lunedì 02 Febbraio 2026
Una 'upper class' che a Torino si dimostra troppo benevola con la galassia antagonista "esiste eccome: basta vedere, tanto per fare un esempio, chi erano i garanti del patto fra il Comune e Askatasuna". E' quanto dice Antonio Rinaudo, magistrato in pensione che a lungo è stato pm nel capoluogo piemontese occupandosi di No Tav, anarchici e incidenti di piazza, a proposito dell'intervento del pg Lucia Musti all'anno giudiziario. Rinaudo afferma inoltre di avere incontrato "parecchio ostracismo" ai tempi in cui lavorava: "Non mi riferisco alla normale dialettica processuale, ma alla valutazione complessiva del fenomeno". L''area grigia' denunciata da Musti è, per Rinaudo, da individuare in un 'milieu' composto da suoi ex colleghi, docenti universitari, giuristi, politici intellettuali, professionisti, esponenti di associazioni culturali. "D'altra parte - osserva - a Torino esiste una buona borghesia, una classe, molto perbenista e molto attenta alla tutela dei propri diritti ma, mi si permetta, un po' meno alla tutela dei diritti degli altri". "Naturalmente - racconta all'Ansa - è capitato che le mie tesi, o le mie richieste di cattura o di condanna, non fossero accolte dai giudici, o fossero contestate in aula dagli avvocati: questa è normale dialettica processuale. Ci sta. Il punto è la valutazione complessiva dei fenomeni. Quante volte mi è toccato leggere articoli e interventi pubblici che parlavano di 'indagini orientate ideologicamente' o di addirittura 'costruzione di un nemico da perseguitare'. Quante volte, esponendo l'esito dei nostri accertamenti, mi sono sentito definire o addirittura trattare come uno in preda a visioni fantastiche. Oggi credo che i fatti siano sotto gli occhi di tutti. E che il tempo abbia dato ragione a noi". A Rinaudo, nel corso delle indagini su No Tav e anarchici, fu assegnata una scorta. E' andato in pensione nel 2018 per raggiunti limiti di età. Oggi è vicepresidente del comitato dei 'Cittadini per il Sì' al referendum sulla giustizia presieduto da Francesca Scopelliti.



