Troppo grande per il Lingotto.
Il Salone del libro cerca casa
Gioele Urso 16:34 Mercoledì 04 Febbraio 2026
La questione si trascina da tempo, ma nessuno la risolve. Il polo fieristico non è adeguato alle dimensioni della manifestazione. Gli organizzatori spendono troppo per renderlo funzionale all'evento. E tra due anni scade la convenzione con Gl Events
Il Salone del Libro ha bisogno di un polo fieristico all’altezza della grandezza dell’evento che è diventato. La questione è nota e, anno dopo anno, sempre più pressante. Non c’è occasione durante la quale Silvio Viale, il presidente dell'associazione Città del Libro, non lo faccia presente. È successo anche questa mattina: “È chiaro che noi abbiamo un'evidente overcosting per rendere funzionale quello spazio che oramai è uguale da più di 35 anni”, ha detto. E la convenzione con Gl Events scadrà nel 2027.
Non più un tabù
Pensare a un Salone del Libro lontano dal Lingotto Fiere non è più un tabù. Quel polo fieristico, secondo gli organizzatori della più importante fiera del libro in Italia, avrebbe evidenti limiti strutturali che ogni maggio devono essere sopperiti da interventi mirati: “Ho già spiegato quanti investimenti facciamo per costruire bagni, creare le aree food esterne, per i normali servizi che ci servono per accogliere il pubblico – spiega Viale – Purtroppo la situazione attuale ci richiede un intervento e un dispendio di economie che potrebbero essere investite per i contenuti o per nuove aree di servizi, e invece dobbiamo investirle per adeguare l’area ai bisogni del Salone”.
Fino all’anno scorso il Salone ha avuto un costo edizione di 11 milioni di euro, segnando una ricaduta sul territorio di circa 90 milioni di euro, ma l’evento continua a crescere. I numeri parlano chiaro: nel 2019 i visitatori furono 119.000, l’anno scorso 231.000. “Secondo me è urgente per la città occuparsi del polo fieristico – continua Viale – Se è possibile rinnovarlo qua benissimo, ma se è necessario pensare ad altre aree, piuttosto facciamolo. È un’urgenza”. Anche perché, come fa notare lo stesso, il caso torinese è un’anomalia visto che un polo fieristico importante e attrezzato “nelle altre città c’è ed è un vero protagonista della vita cittadina”.
Altri tre anni
Intanto il Salone del Libro procede sulla strada della continuità. Annalena Benini infatti resterà direttrice per altri tre anni: “Mi sembra una continuazione naturale. Nei prossimi tre anni voglio ampliare, migliorare, internazionalizzare e continuare a dare un’anima al Salone”.
Tra gli ospiti della XXXXIII edizione che si terrà tra il 14 e il 18 maggio ci sono nomi importanti, parlando di internazionalizzazione, come lo scrittore e sceneggiatore greco Petros Markaris (la Grecia è la nazione ospite), il grande ritorno di Emmanuel Carrere, Valeria Luiselli, Irvine Welsh, Ece Temulkeran, Abraham Verghese, Guillermo Arriaga, Lea Ypi. Tra gli autori di libri dell'infanzia Hervé Tullet, Guillaume Perreault e Magali Bonniol. Per lo sport il "divin codino" Roberto Baggio.
Sarà un’edizione dedicata ai più giovani già a partire dal tema che è “Il mondo salvato dai ragazzi”: “È il titolo di un libro di Elsa Morante, un manifesto, una poesia, una festa. È un appello a tutto quello che è il Salone in chiave magica”, spiega Benini. A questo tema sarà dedicata una sezione a cura di Veronica Frosi, Gloria Napolitano, Lorenzo Riggio, Sebastian Tanzie Francesca Tassini. La lezione inaugurale del Salone sarà tenuta da Zadie Smith e s'intitolerà “Ogni cosa era estrema. Ed è tuttora così” sul mondo dei ragazzi e delle ragazze, una riflessione sull'adolescenza.



