Legambiente, Torino rischia di mancare gli obiettivi 2030 per il pm10
14:11 Lunedì 09 Febbraio 2026
Torino è tra le 33 città capoluogo italiane che "mantenendo l'attuale ritmo di riduzione" - secondo Legambiente - "rischiano concretamente di non raggiungere l'obiettivo del pm 10" che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2030, con la revisione della Direttiva europea sulla qualità dell'aria. Torino (oggi a 28 microgrammi per metro cubo) - come anche Napoli, Modena, Milano, Pavia, Vicenza, Palermo e Ragusa - potrebbe rimanere tra i 23 e i 27 microgrammi, rispetto al nuovo limite previsto di 20. I dati emergono dal rapporto 'Mal'Aria di città 2026 di Legambiente: luci e ombre dell'inquinamento atmosferico nelle città italiane'. A oggi Torino, secondo la rilevazione di Legambiente, è la quinta città capoluogo italiana più distante dai nuovi limiti per il pm 10, le polveri sottili, che entreranno in vigore tra poco meno di quattro anni. Al capoluogo piemontese, come a Napoli, servirebbe una riduzione del 30% per raggiungere i 20 microgrammi per metro cubo; ancora più distanti sono Cremona (35%), Lodi (32%), Cagliari e Verona (31%). Il 53% dei capoluoghi italiani non rispetta già ora il limite previsto. Per quanto riguarda il biossido di azoto, 40 città su 105, pari al 38%, non rispettano il nuovo valore di 20 microgrammi per metro cubo, con le situazioni più distanti dall'obiettivo registrate a Napoli dove serve una riduzione del 47%, Torino e Palermo con il 39%, Milano con il 38%, Como e Catania con il 33%. Con 39 giornate di sforamento, Torino è tra i tredici capoluoghi che nel 2025 hanno superato il limite giornaliero di pm10, fissato dalla normativa europea a 50 microgrammi per metro cubo e consentito per un massimo di 35 giorni all'anno. A livello regionale (dati Arpa), per concentrazione di Pm10, dopo Torino (28 microgrammi per metro cubo) si trovano Alessandria (25), Asti e Vercelli (24), Novara (23), Biella e Cuneo (18), Verbania (15).


